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Tulsi: basilico con proprietà sedative, utilizzato come antibatterico
Inviato da Redazione GI il 24-11-2017 14:41
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Il Tulsi, noto con il nome comune di basilico sacro, è un’erbacea annuale che viene coltivata in India con particolare riguardo, essendo connessa al mondo religioso. Appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e si erge dritta sul fusto pubescente, verde o viola, per un’altezza media di 1 m circa. Dal fusto si diramano foglie lanceolate, dal margine dentato, con sapore dolce e pungente. I fiori sono piccoli e raggruppati in verticilli su un’infiorescenza singola, hanno colore che va dal bianco al rosa-violaceo.

E’ un ingrediente usato per tradizione nella medicina ayurvedica, ma i suoi effetti farmacologici sono stati rivalutati anche da molti scienziati e ricercatori indiani nella medicina moderna, riscontrando benefici su varie parti dell’organismo. Il basilico sacro è un ottimo antibatterico, benefico dunque per acne e altre irritazioni cutanee, ma anche per le febbri infettive e inoltre efficace sui batteri del cavo orale (previene e combatte carie, tartaro, alito cattivo e ulcere della bocca). Diversi esperimenti hanno sottolineato la sua utilità in caso di diabete e sbilanci ormonali. Molti attribuiscono al Tulsi proprietà antitumorali: è dimostrato che le persone che lo consumano regolarmente hanno meno probabilità di essere immunocompromessi e di sviluppare cellule maligne. Le sue proprietà sedative lo rendono utilissimo in caso di disturbi respiratori ed emicranie.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Per uso orale

stress

infiammazioni

disintossicante

cattiva digestione

calcoli renali

diuresi

antidolorifico

tosse

allergia

mal di testa

nausea

Per uso esterno

acne

espettorante

prurito

stress del cuoio capelluto

artrite

tonico

germicida

ulcere

 

ALTRI USI

E’ considerata un’erba utile nel trattamento di disturbi associati alla psiche, alla memoria e all’attenzione, più in generale alle funzioni cerebrali. Funziona come antidepressivo per le depressioni situazionali, legate ad un evento traumatico, in aggiunta ad erbe aromatiche come basilico santo, damiana, rosmarino e lavanda. E’ utilizzato nella medicina ayurvedica per alleviare la confusione mentale causata dal fumo cronico di cannabis e può essere combinato con altri stimolanti cerebrali come rosmarino e ginkgo per aiutare le persone che hanno scarsa memoria o soffrono di deficit di attenzione e iperattività da deficit di attenzione, e per accelerare il recupero da trauma cranico.Il basilico santo emana un particolare profumo aromatico e speziato. La più tradizionale ricetta indiana vede il tulsi come base per il pesto o il sugo, come il tradizionale basilico a cui tutti siamo abituati.

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