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La bellezza e semplicità del Narcisi
Inviato da Alessandra il 07-02-2018 12:02
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I Narcisi sono, in generale, le bulbose predilette dai giardinieri. Basti solo osservare che risultano essere una delle piante ornamentali più rilevanti in senso economico: illuminano e colorano giardini, parchi e interni di tutti i Paesi di fascia temperata da fine inverno a inizio estate. Il motivo? Un fascino irresistibile e la grande facilità con cui si ottengono (e mantengono) Narcisi sani e forti. Coltivarli è così semplice che le vendite maggiori non riguardano i fiori recisi, quanto i bulbi stessi. I Narcisi hanno esigenze semplici, a partire dal terreno di impianto: amano substrati leggeri e ben drenati, organicamente non troppo ricchi e, soprattutto, con basse percentuali di torba. Il nemico principale di queste piante sono infatti i ristagni idrici e l’umidità, condizioni che rendono i bulbi sensibili a muffe, marciumi e malattie fungine. Scegliamo dunque zone abbastanza soleggiate e ventilate per la loro messa a dimora, che andrà eseguita preferibilmente durante il mese di settembre e, in generale, mai oltre la fine di ottobre onde evitare il rischio di improvvise gelate. I bulbi vanno piantati in senso leggermente obliquo, a una profondità indicativamente pari al loro diametro. Lasciamo una distanza di almeno 20-25 cm tra uno e l’altro: i Narcisi sono piante particolarmente forti, ma tendono a inselvatichirsi e necessitano perciò di adeguato spazio per crescere Possiamo scegliere di posizionarli in piccoli gruppi di 6-12 in prossimità di macchie alberate o arbusti, oppure in bordure di piante perenni. Spesso sono associati a gigli turchi (o Emerocallidi), poiché emettono foglie decorative proprio nel periodo in cui i fiori del Narciso cominciano ad avvizzire. Se abbiamo a disposizione aree erbose da decorare, orientiamo la nostra scelta su ibridi più rustici come “Dutch Master”, “Golden Harvest”, “Carlton”, “Kings Court” o “Yellow Sun”: la scelta è ampia e grande è anche la bellezza di questi esemplari. Occorre però, in questo caso, prestare ancora più attenzione a un aspetto fondamentale nella cura: all’avvizzire dei boccioli rimuoviamoli prontamente, ma lasciamo le foglie intatte fino a che non ingialliscono (come detto in precedenza, sono essenziali alla crescita dell’anno seguente).

Una buona pratica può essere anche quella di liberare il terreno dai bulbi in attesa della nuova stagione ideale per la messa a dimora: dissodiamo allora il terreno, magari aggiungendo concime  granulare a lenta cessione per piante da fiore, e rimuoviamo i bulbi (dopo alcuni giorni possiamo liberare la formazione principale dai bulbilli più piccoli e deboli in modo che non gli sottraggano nutrimento nella fase di crescita successiva). Questo procedimento permette anche, ogni 3-4 anni, la moltiplicazione della pianta per divisione; questa è da preferire al metodo per seme che necessita tempi lunghi (2-3 anni per la germinazione e fino a 10 anni per la nuova fioritura) e non produce piante fedeli a quella di origine. L’impianto in vaso segue le stesse modalità della messa a dimora in piena terra. Possiamo facilmente unire il Narciso ad altre bulbose come Giacinti e Tulipani, nello stesso contenitore.

Facciamo solo attenzione a posizionare i vasi all’aperto, in luogo soleggiato, durante il periodo di fioritura e crescita del fogliame; all’appassire delle parti verdi l’impianto andrà riposto con il terriccio asciutto in un luogo fresco, buio e al riparo dall’umidità fino a fine gennaio – inizio febbraio; periodo in cui sarà bene esporlo di nuovo all’esterno. Coltivare i Narcisi è semplicissimo: mentre in autunno e inverno non necessitano di alcuna attenzione, durante la primavera inoltrata vanno annaffiati con moderazione in fase di fioritura, continuando fino al disseccamento del fogliame. Anche se il fiore appassisce, prolungando la fase di nutrimento alle foglie permetteremo alla pianta di crescere sana e forte l’anno successivo.Se notiamo che ha bisogno di un aiuto per essere più vigoroso, il modo migliore per concimare il Narciso è attraverso l’aggiunta di fertilizzanti poveri in azoto e ricchi in fosforo e potassio nell’acqua delle innaffiature primaverili. Le potature sono necessarie solo saltuariamente, all’incirca ogni due anni, per sfoltire il fogliame in eccesso e permettere la nascita di nuovi bulbi.

Quali varietà scegliere? Domanda difficile: ognuna ha il suo particolare fascino. Il consiglio più utile è quello di cercare di evitare i bulbi soggetti a forzatura al momento dell’acquisto in vivaio. Purtroppo è difficile riconoscere gli esemplari sottoposti a tale pratica, che risulta inoltre assai diffusa anche se deleteria: è difficile salvare questo tipo di bulbi da morte certa - alcuni, se curati e lasciati a riposo possono rifiorire, ma solo a distanza di anni. Passiamo dunque alle specie coltivate: sono così tante e diverse che i botanici, per semplicità, le dividono generalmente in otto grandi gruppi di esemplari simili per aspetto, dimensioni ed epoca di fioritura. Al primo gruppo appartengono N. bulbocodium e N. cantabricus, con fioriture caratterizzate da una corona interna eccezionalmente sviluppata rispetto al perianzio; al secondo la specie ciclamineus, dai fiori giallo vivo; il terzo include N. jonquilla, i cui piccoli fiori giallo oro e a forma di piattino si possono avvistare anche allo stato selvatico in alcune regioni italiane. Il quarto gruppo è quello di N. poeticus, in gergo comune “Narciso dei poeti”: i suoi fiori si ergono grandi, bianchi e giallo-aranciati, all’apice degli steli. Abbiamo poi la già citata varietà tazetta, che con i suoi fiori profumati e riuniti a gruppi è la migliore per la coltivazione in serra e la fioritura forzata (dunque usata per la produzione di fiori recisi); la varietà Triandrus, dalle corolle piccole e pendule, singole o riunite in ombrelle, con corona centrale a coppa che sporge dalle lacinie retroflesse. Gli ultimi due gruppi sono quelli dei Narcisi a tromba – dal fiore di grandi dimensioni e lo stelo rigido (il più conosciuto e diffuso è N. pseudonarcissus) che li rendono i più amati e comunemente coltivati nei giardini – e dei Narcisi a fioritura autunnale, meno diffusi perché hanno fiori più piccoli e richiedono cure maggiori rispetto a quelli che crescono nel periodo primaverile. 

Tag: natura | narciso | primavera | fiori |
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