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Aglio: coltivazione e uso in agricoltura biologica, come antiparassitario
Inviato da Redazione GI il 30-05-2011 17:00
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L'aglio è uno dei principali alleati del giardiniere che sceglie metodi di coltivazione biologica, perché ha una spiccata e prolungata azione repellente contro moltissimi insetti fitofagi delle piante ornamentali e ortive, sulle quali non rilascia alcuna sostanza tossica non agendo contro gli insetti utili (api ecc.)

Nei bulbi è contenuta una sostanza particolare detta 'allicina', potente antibiotico naturale e antifungino, insieme ad altre sostanze che svolgono un’azione repellente nei confronti di acari, afidi e tignole. L’aglio inoltre possiede riconosciute qualità antibatteriche e si dimostra efficace nel rallentare malattie come la peronospora, oltre a combattere, se distribuito nel terreno, alcuni tipi di nematodi dannosi per le radici degli ortaggi e di alcune specie ornamentali.

Bastano 100 grammi di bulbi in 10 litri d’acqua, fatti macerare per almeno 12/24 ore (l’ideale è tre giorni), per realizzare un ottimo antiparassitario naturale - il liquido va spruzzato con un vaporizzatore dopo averlo filtrato. L'operazione è da a distanza di una decina di giorni finché i parassiti siano stati debellati. Usate il macerato fresco: non lasciatelo in frigo per più di 10 giorni e non usatelo freddo, bensì a temperatura ambiente.

I segreti di coltivazione

La coltivazione dell'aglio è davvero una delle più semplici, ma c'è un fattore determinante: il terreno. Come tutti i bulbi, l'aglio (Allium sativum) ha bisogno di non sentire a lungo l'umidità stagnante, che lo farebbe rapidamente marcire. Ecco perché questo ortaggio è stato reso celebre da zone in cui il suolo è magari anche povero e sassoso, con una percentuale sabbiosa, ben caldo e soleggiato.
Ma la rotazione rigida con famiglie diverse, come le Cucurbitacee (melone, anguria, zucca e zucchino) e le Leguminose, è consigliata per riportare poi al suolo un elevato contenuto di azoto, il che eviterà di dover effettuare consistenti apporti di concime, non graditi ai bulbilli in germinazione.
Chi decide di avere un piccolo orto in balcone, per il piacere di poter allungare una mano e raccogliere ortaggi a km zero, potrà coltivare l'aglio in profonde cassette di plastica o di legno, in fondo alle quali deve avere posto uno spessore di palline d'argilla per favorire un drenaggio perfetto. Ma vediamo più nei dettagli...

L'aglio ha bisogno di un suolo drenato, anche sabbioso o sassoso, non necessariamente molto fertile: se troppo concimato, può provocare bruciature e marcescenze dei bulbilli, i giovani spicchi freschi dai quali si ottengono le piante. Va fatto crescere in parcelle organizzate su file distanti 25-30 cm l’una dall’altra, collocando i bulbilli a 10-15 cm tra loro e a una profondità di 3-5 cm.

La coltivazione in genere si avvia in primavera, ma al Sud e nei climi miti si può far partire la parcella di aglio anche in settembre-ottobre, tenendola coperta con un tunnel in caso di periodi freddi. La semina autunnale garantisce bulbi di maggiori dimensioni.

Pianta molto facile e resistente, chiede poche attenzioni: asportazione delle erbe infestanti, sarchiatura del terreno per sbriciolare la crosta superficiale, il che facilita il drenaggio dell’acqua ed evita il rischio di marcescenze al colletto. L’irrigazione va fatta nelle fasi iniziali e in seguito solo in casi di siccità prolungata.

La raccolta inizia dalla fine di giugno (al Nord) all’inizio di luglio, per proseguire fino ad agosto. Dopo la raccolta, le teste vanno lasciate asciugare fino a quando non si staccheranno facilmente dal resto della pianta.

(tratto da "Il buon sapore dell'aglio" di L.Lombroso, Giardinaggio n.5, 2011)


Ecco il nostro minivideo tutorial per la sarchiatura, ovvero l'asportazione delle infestanti:

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