Pensate che sarebbe bello portare in tavola frutti genuini e appena colti, ma non possedete alcun angolo di terra dove impiantare un frutteto? Non è un problema: anche un terrazzo, addirittura un piccolo balcone se gode della giusta esposizione, può ospitare un mini-frutteto.
Se l’uso di allestire un orto in vaso è ormai abbastanza diffuso, non altrettanto accade con i fruttiferi, ritenuti spesso difficili e poco produttivi in condizioni così limitative: invece sono molte le varietà che si adattano egregiamente alla vita in contenitore e che, con le dovute cure, regalano un bel raccolto.
L’importanza di scegliere bene
Per evitare delusioni, è consigliabile scegliere gli alberi da frutto più diffusi nella zona dove si abita. Ancora meglio se ci si orienta sulle varietà minori, note anche come “antiche” . Si tratta di varietà che, proprio perché locali, ben si addicono al clima in cui le alleverete: saranno più resistenti e difficilmente si ammaleranno.
Per essere certi che la pianta in vaso dia frutti, occorre farsi aiutare nella scelta dal vivaista di fiducia. Se desiderate coltivare un solo albero di una certa specie, dovete accertarvi che esistano varietà autocompatibili, cioè che possono essere fecondate dal proprio polline: una scelta ampia tra gli albicocchi e i nespoli del Giappone, ma non tra i meli, addirittura impossibile tra i peri e i ciliegi.
Le regole d’oro
Un aspetto da valutare bene è la posizione: gli alberi da frutto hanno bisogno di sole per far maturare i propri frutti e di protezione dai venti forti che ostacolano l’impollinazione e danneggiano foglie e fiori. Evitate invece di posizionare la pianta sotto una tettoia o in un angolo troppo chiuso: i fruttiferi hanno bisogno di una buona circolazione d’aria, di sentire il caldo e il freddo, di prendere la pioggia e la rugiada, di essere accarezzati dalla brezza.
Altrettanto fondamentale è la scelta dei vasi: gli alberi da frutto richiedono contenitori capienti di dimensioni medio-grandi, con altezza e larghezza comprese tra 50 e 100 cm. È indispensabile che siano dotati di fori sul fondo per lo scolo dell’acqua in eccesso: il drenaggio è vitale, poiché i fruttiferi chiedono molta acqua ma temono i ristagni radicali. Il terriccio sarà di medio impasto, ben drenato ma ricco di sostanza organica.
Le buone scelte per il terrazzo
• Melo: ideale quando c’è poco spazio, previa garanzia che sia innestato su portinnesto nanizzante. Un albero di tre o quattro anni, già formato, sarà più facile da seguire con le potature invernali di mantenimento e fruttificazione. Prevedete o verificate la presenza nelle vicinanze di un melo di varietà compatibile oppure di un melo da fiore. In un grande terrazzo potrete orientarvi anche su meli a portamento più espanso e di dimensioni maggiori.
Ideali per la coltivazione in vaso i meli Ballerina, snelli alberelli che fruttificano lungo il fusto e regalano molti frutti; il melo Annurca, poco sensibile alle malattie, e il melo Belfiore, adatto a climi con inverni freddi.
• Pero: non esistono varietà autocompatibili, quindi occorre sempre un altro pero nelle vicinanze per l’impollinazione incrociata. Bello come alberello, è ancora più decorativo se allevato a spalliera contro un muro soleggiato: questa soluzione è particolarmente consigliabile nelle zone con inverno rigido. La varietà Cannella è ideale per la coltivazione a spalliera e produce frutti molto aromatici.
• Vite da tavola: la vite in vaso è produttiva e molto decorativa: una pergola o un arco in legno, con relativi sostegni inseriti nel vaso, permettono di creare un angolo molto grazioso. Da provare la vita da Zibibbo, dai dolcissimi grappoli a frutti bianchi, tipicamente italiana e adatta al vaso.
• Ciliegio: in vaso si può coltivare il cosiddetto ciliegio nano, alto fino a 1,80 m, resistente alle malattie, con frutti tra la fine di maggio e la fine di giugno. Buoni risultati si ottengono con il ciliegio Compact Stella, poco ingombrante, resistente al gelo e molto produttivo (frutti in luglio).
• Kiwi: di vitale importanza per ottenere i frutti è procurarsi sia un esemplare maschile (ad esempio Actinidia arguta o la Tamuri) che uno femminile (ad esempio la classica Hayward). Coltivato in vasi grandi, ricoprirà velocemente pergole e archi e regalerà un raccolto abbondante.
• Melograno: alberello molto grazioso, che fornisce più di un motivo di interesse: la chioma armoniosa e tondeggiante, i bellissimi fiori arancio, i frutti decorativi e deliziosi. Inoltre è poco esigente e vive bene anche in un vaso medio-piccolo.
• Nespolo del Giappone: sempreverde folto e decorativo dai frutti dolcissimi. È autocompatibile, quindi basta un solo esemplare.
• Fico: facilissimo da coltivare, purché sia posizionato nell’angolo più soleggiato. La varietà Dottato non chiede impollinatore e dà frutti due volte all’anno.
• Piccoli frutti: non solo le fragole, ma anche more e lamponi, ribes e uvaspina sono possibili in vaso, ma in condizioni particolari: clima fresco, posizione parzialmente ombreggiata, terreno acido. Per il resto, si accontentano di pochissimo spazio, sono facili e decorativi.