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Fiori rossi: dal tulipano al nasturzio
Inviato da Redazione GI il 11-07-2011 16:59
Tulipani_ridimensionare

La dualità simbolica del rosso ne ha fatto, sin da epoche lontane, un colore unico per la sua ambivalenza. Nell’Antico Egitto (3100 a. C.), dove era chiamato ‘DeSheR’, possedeva connotazioni opposte: benefico come simbolo della creazione del corpo umano, che si pensava fosse originato da un impasto di argilla e sangue, apportatore di vita, era invece malefico quando associato all’aridità infuocata del deserto (DeSheReT), da cui derivava il nome. L’affinità metaforica del rosso con il corpo e la materia viene peraltro rafforzata durante l’impero romano, che usava per indicarlo sia il termine ‘ruber’, rosso, che ‘rutilus’, cioè ‘fulvo o rossiccio con bagliori dorati’.

 

 

Il colore che fa battere il cuore

La sua trionfale esuberanza trasmette, oggi come allora, un’intensa gioia e un senso di festa ma rappresenta al contempo la ferocia, la collera e la vendetta: per i romani era il colore di Marte, dio della guerra e la sua energia propiziava l’azione di attacco e conquista. Nell'antichità il pigmento rosso utilizzato per la colorazione delle stoffe veniva ottenuto dal murice comune (Haustellum brandaris), un mollusco gasteropode dotato di una ghiandola che secerne un liquido vischioso di colore violaceo. Il procedimento necessario per ricavarne la tintura era lungo e costoso ed inizialmente ‘la porpora’ era usata soltanto per gli abiti da cerimonia dei religiosi ma venne ben presto a rappresentare il potere e la ricchezza e fu adottato dai sovrani come simbolo di regalità. Nei secoli la complessa simbologia del rosso si è estesa sino a comprendere molte sfaccettature dei concetti originari: associato alla forza e alla fierezza, alla salute e alla vitalità, rappresenta oltre al calore del fuoco anche l’arsura della piena estate.

Appariscente, intenso e stimolante, il rosso ispira energia, movimento e attività: è peraltro dimostrato che l'esposizione cromoterapeutica alle tonalità più sature sia addirittura in grado di accelerare il battito cardiaco, aumentare la pressione arteriosa e la frequenza respiratoria, oltre che stimolare il sistema nervoso e favorire il rilascio di adrenalina. Non c’è dubbio che le gradazioni più squillanti si facciano notare in qualunque contesto: il rosso è uno dei colori dello spettro più direttamente percepibili dall’occhio umano e come tale un perfetto indicatore di potenziali pericoli o della necessità di rimanere all’erta (la funzionalità di semafori e segnaletica stradale si fondano proprio sull’immediatezza di questo messaggio inconscio).

 

 

Le tante declinazioni del rosso

Per celebrare il rosso nelle bordure durante il corso dell’anno, immancabili alcune bulbose tradizionali come i tulipani ibridi (Tulipa ‘Red Shine’) e in particolare alcune specie (T. praestans ‘Fusilier’), che anticipano con la fioritura precoce l’esplosione erbacea ed arbustiva della primavera.

Arbusti come Photinia x f. ‘Red Robin’ e Pieris (nei terreni acidi) donano, con le giovani foglie scarlatte, una nota di rinforzo a peonie cremisi, iris mogano e papaveri scarlatti, come peraltro svariate rose rampicanti o a cespuglio nel mese di maggio. Per effetti più duraturi tuttavia è preferibile evitare di affidarsi principalmente a specie arbustive o erbacee, troppo effimere cromaticamente, servendosi piuttosto di una nutrita schiera di annuali e stagionali, anche rampicanti. La lunga fioritura rappresenta infatti un aiuto incomparabile nel protrarre la presenza del colore durante i mesi estivi, spesso fino ai primi geli: dalie, begonie, petunie, gerani, zinnie e nasturzi,Canna, Nicotiana e Arctotis, offrono la possibilità di sperimentare associazioni di diversi toni di rosso. Molti Coleus ibridi (ora Solenostemon) provvedono per tutta l’estate una brillante alternanza alle fioriture con fogliami che variano da scarlatti a purpurei, a tinta unita o bi – tricolori.

Idealmente lo sfondo arbustivo potrebbe comprendere presenze ornamentali stabili come Acer palmatum, Berberis, Liquidambar e Parthenocissus, per le infuocate coreografie autunnali, quando anche le bacche e i frutti, particolarmente di alberelli come Malus ‘John Downie’, Pyracantha, Cotoneaster ‘Cornubia’ o rose arbustive (Rosa rugosa), che permangono a lungo, aggiungono preziosi dettagli che si sovrappongono all’insieme.

 

(tratto da “Profondo rosso”, di L. Ferrari, Giardinaggio n.7-8, 2011)

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