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Pesche: coltivazione e varietà
Inviato da Redazione GI il 18-07-2011 20:16
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Il melo d’Oriente
Il pesco, Prunus persica, trae il nome da Persicus malus, ovvero melo persiano, come usavano chiamarlo gli antichi romani. Questo frutto, infatti, che nell’immaginario collettivo è così profondamente legato all’anima mediterranea, in realtà arriva dalla lontana Asia e precisamente da Cina (dove è coltivato da oltre 5000 anni), Siria e Persia. Dopo essere approdato in Grecia, nel nostro Paese è arrivato intorno al primo secolo a.C., trovando un habitat ideale, tanto che oggi l’Italia è seconda solo alla Cina nell’offerta di pesche a livello mondiale.

 

In cosmesi e in cucina
I Cinesi considerano il pesco l’albero dell’immortalità, e non hanno tutti i torti. I suoi frutti, infatti, possiedono ottime proprietà nutritive, rivitalizzanti, energetiche e depurative.

Durante i giorni di gran caldo estivo, la pesca è un toccasana in quanto sazia senza appesantire, è poco calorica (solo 25 kcal per 100 g), rinfrescante e dissetante. Contiene zuccheri facilmente assimilabili, vitamina A (il beta-carotene attiva la melanina che ci protegge dai raggi solari), B e C, acidi preziosi e sali minerali, soprattutto potassio.

La cosmesi deve molto alla pesca, ampiamente utilizzata in formule che ringiovaniscono la pelle del viso. Se amate il fai da te, schiacciate la polpa e avrete pronta in un attimo una maschera idratante per pelli secche e delicate; mettete in infusione le foglie in latte tiepido e otterrete una lozione che rende la pelle vellutata come il frutto; usate il succo fresco come tonico per rendere l’incarnato luminoso e combattere le macchie cutanee.

In cucina, la pesca vanta innumerevoli usi, ma è importante scegliere la varietà giusta: gialla per crostate, marmellate e conserve; bianca (la più dolce e profumata), nella macedonia e per preparare gelati e sorbetti.

 

Coltivarla con successo
La pesca è coltivata in quasi tutte le regioni a clima temperato. Nelle zone più fredde o montuose occorre essere prudenti e scegliere un luogo riparato, per esempio addossato a un muro esposto a sud o sud-ovest, dove la brina notturna è meno pericolosa.

Un alberetto di un anno attecchirà facilmente se lo piantate all’inizio dell’inverno, fornendo una buona concimazione organica durante la preparazione del terreno. Nel giro di tre o quattro anni raccoglierete i primi frutti. Le principali varietà si raccolgono in luglio, ma esistono pesche a maturazione molto precoce (giugno) e tardiva (settembre).

Nel corso dei primi anni è importante indirizzare il giovane esemplare, plasmandolo in una forma svasata che permetta al sole di penetrare nel fogliame. Procedete in questo modo: tagliate il tronco a 60 cm d’altezza per far sviluppare tre o quattro rami principali, poi ogni anno in estate eseguite una ‘potatura verde’, così si chiama l’operazione di diradamento dei giovani rametti e di asportazione dei succhioni. Questi ultimi sono getti vigorosi che si allungano rapidamente in estate: sono inutili perché non produttivi e ‘ladri’ di nutrimento, a scapito della lignificazione dei rami da frutto.

Il pesco è sensibile alla bolla, un’infezione fungina che si manifesta soprattutto alla ripresa vegetativa e in clima piovoso e freddo, con piccole bolle rossastre sulle foglie, che poi si accartocciano e cadono lasciando la pianta spoglia. Per proteggere il vostro albero è quindi consigliabile eseguire un trattamento minimo con la poltiglia bordolese o un anticrittogamico in marzo, quando i bottoni fiorali cominciano a colorirsi, e in ottobre, alla caduta delle foglie.

Dalle pesche arriva anche un ottimo combustibile ecologico: i noccioli possono alimentare le moderne stufe a pellet ad alto rendimento, il che consente all’industria conserviera di trovare un utilizzo intelligente per riutilizzarne l’enorme quantità che rimane dopo la trasformazione dei frutti in succhi e marmellate!

 

La vuoi gialla o bianca? Ecco le pesche migliori...
Tra le pesche a polpa gialla, le più apprezzate sono Maycrest, Springcrest, Spring Lady, Springbelle, Fayette, O'Henry, Elegant Lady, Collins, le Gialle di Padova, Haleaven, Elberta, June gold.

 

Le varietà a polpa bianca più interessanti sono Iris Rosso, Paola Cavicchi, Maria Delizia, Maria Bianca, K2, Michelini, Duchessa d'Este, Fior di Maggio, Veronese, Fertile del Pitou.

 

Lo sapevate che...
• Si definiscono duracine le pesche con la polpa molto aderente al nocciolo, spiccagnole o spaccarelle quelle con la polpa facilmente separabile dal nocciolo.

• Sapevate che esiste lo Stato delle Pesche? La Georgia (USA), infatti, è nota come Peach State per l'abbondante coltivazione dei frutti, celebri per la loro alta qualità.

• Per i Cinesi la pesca, simbolo di ricc