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Dalia, zinnia, cosmea: 3 bellezze di fine estate
Inviato da Redazione GI il 12-09-2011 13:47
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I toni smorzati del giardino di fine estate sono in genere il prezzo di fioriture primaverili molto ricche, che occupano l’intero palcoscenico delle coreografie cromatiche, limitando il potenziale di altre stagioni. Come il buongustaio, il giardiniere accorto conosce però l’importanza di controllare l’appetito a inizio stagione per riservare qualche spazio anche a piante che raggiungono l’apice dello splendore proprio dopo metà estate. Molte offrono fioriture che con debite cure durano fino alle prime gelate…

Dalia

Di grande importanza la selezione di annuali o esotiche non rustiche da fiore che si mantengono in buone condizioni da maggio fino ai primi freddi. Le Compositae (Asteraceae) regnano sovrane nel rimanere cariche di fiori: le dalie (Dahlia) innanzitutto, con un caleidoscopio di colori che raggiunge il massimo dell’espressione in settembre-ottobre. Poiché sono originarie del Messico, non temono il caldo e il pieno sole, esigono però terreno ricco e ben irrigato. Un criterio rilevante alla buona conservazione dell’esemplare sino a fine stagione è la scelta di varietà a fiore semplice oppure a pompon invece che corolle enormi e stradoppie che appesantiscono la pianta spezzando gli steli senza tutore, sono meno resistenti alle precipitazioni, spesso violente in questo periodo dell’anno, e devono essere rimosse quando sfioriscono per non risultare antiestetiche. Esistono numerose forme nane, che raggiungono solo 20 cm e si adattano bene alla vita in contenitore, anche sulle terrazze.

Zinnia

Di simile provenienza la zinnia, sempre presente negli orti domestici del secolo scorso, sia come fonte di fiori recisi sia perché i suoi colori sgargianti richiamavano uccelli che eliminavano gli insetti nocivi. È il simbolo della semplicità e della modestia, doti che nel tempo si impongono e si fanno apprezzare. Oggi la sua rustica bellezza ha conquistato nuovamente il pubblico e i floricoltori, anche come coltura da taglio: con le zinnie si compongono mazzi festosi e variopinti per rallegrare la tavola estiva. È una pianta resistente che richiede esposizione soleggiata, clima mite, terreno soffice e ben drenato, preferibilmente calcareo; la sua produzione diventa più ricca con irrigazioni regolari. Si moltiplica in primavera da semina diretta o, nelle zone a clima freddo, sotto vetro, trapiantandola a dimora cessato il periodo delle gelate.

Tra le migliori capostipiti delle generazioni odierne Zinnia elegans, la più comune, che nelle sue varietà e ibridi può diventare alta da 7 cm a 1 metro, con corolle semplici o doppie di diametro variabile da 3 a 15 cm e petali sottili oppure allargati. Zinnia violacea, dal Messico e dall’America centrale, è anch’essa annuale ma si presenta come un piccolo cespuglio ramificato di circa 90 cm, con fiori grandi in capolini solitari; ha generato molti ibridi a portamento nano o gigante. Per le situazioni ristrette sono particolarmente interessanti le varietà lilli put (semplici) e pompon (fiori semiglobosi) molto raccolte, tra cui Z. linearis, annuale compatta con piccole corolle giallo-arancio; Z. haageana, che ha dato origine a molte delle forme nane attualmente reperibili, con fiori doppi di varie dimensioni in varie tonalità di giallo, rosa e rosso; Z. tenuiflora, insolita nel presentare otto petali sottili e arricciati verso il basso, di colore scarlatto e Z. angustifolia caratterizzata da foglie lanceolate.

Cosmea

Sempre da seme o acquistata in vasetto in tarda primavera, la cosmea o astro messicano (Cosmus bipinnatus, 60-120 cm) è un’altra annuale semirustica con copiosa fioritura da luglio a novembre che la rende degna di qualsiasi giardino in aiuole e bordure ma anche in vasi di adeguate dimensioni. Di facile coltivazione, è una pianta che forma “cespugli” tondeggianti con fusti sottili e foglie filiformi, ricoperti di grandi corolle “a margherita” (8-10 cm di diametro), semplici o doppie, con centro giallo e petali bianchi, arancio o in varie sfumature di rosa.

(Tratto da “10 bellezze di fine estate”, di Luisa Ferrari, Giardinaggio n.9, 2010)

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