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Primavera nei giardini della Riviera
Inviato da Redazione GI il 09-03-2010 14:56
Riviera_villa hambury

Ville liberty, giardini e parchi degradanti verso il mare, progettati da illuminati botanici e architetti, appartenuti spesso a letterati, artisti, diplomatici, nobili, ricchi borghesi, soprattutto inglesi e tedeschi, che qui nei secoli scorsi trovarono la terra e il clima ideali per coltivare la loro passione per la natura e il giardinaggio, macchia mediterranea ed essenze esotiche. Siamo in Liguria, lungo la Riviera dei Fiori, per un tour che si snoda da Imperia a Ventimiglia, passando per Sanremo e Bordighera, Città delle Palme.

Imperia e Sanremo

Prima tappa, Imperia, circondata da fitti uliveti. Qui, sulle alture di Oneglia, si trova Villa Grock, con il suo parco di palme, cedri e alberi rari e antichi ( fra cui spiccano Phoenix, Cedrus, Chamaerops Cupressus e una Washinghtonia di rilevanti dimensioni). Disposta su più livelli, è un susseguirsi di terrazzamenti e maestose scalinate. A renderlo unico è il tocco, geniale ed eccentrico del suo creatore l’istrionico clown svizzero Adrien Wettach, in arte “Grock” che, innamorato della Riviera di Ponente, lo fece realizzare con enorme dispendio di risorse, in ben dieci anni di lavori, dal 1920 al 1930. Restaurato e riportato all’antico splendore nel 2006, il giardino accoglie i visitatori con la sua commistione di stili, la sua atmosfera fantastica e magica.

Proseguendo lungo la costa, la Belle Epoque rivive nella tappa successiva: Sanremo. A molti stranieri si devo le eleganti ville nel verde che ancor oggi – con gli alberghi Liberty – costituiscono la nota inconfondibile della città e addirittura a una testa coronata, la zarina Maria Alexandrovna, è da attribuire il noto palmeto della passeggiata a mare.

Costellata da residenze in stile liberty che si affiancano al mare, la città è dunque un susseguirsi di ville e parchi rigogliosi. Una collezione di rare specie botaniche è ospitata a Villa Nobel, che prende il nome dal noto scienziato svedese Alfred Nobel, che qui aveva trovato il clima ideale per la sua salute cagionevole. Nel parco si ammirano esemplari di cactacee, il Cupressus Macrocarpa di origine californiana, cinque tipi di aloe e ben sette di palme, che fanno mostra di sé nel lato meridionale della villa conferendole un’imponenza teatrale.

Il castello Devachan spicca maestoso sulla collina del Berigo a ponente della città, a pochi minuti dal centro, tra palmeti, aranceti, uliveti, agavi, cactus, banani e flora tropicale lussureggiante. Il suo insolito nome, che in lingua indiana significa “secondo cielo del paradiso dell’anima”, evoca un luogo di pace e delizia e ricorda il suo primo proprietario, un conte inglese vissuto a lungo in India.

Bordighera

Scendendo ancora lungo la Riviera si raggiunge Bordighera, la Città delle Palme. Da non perdere una visita al Giardino Esotico Pallanca, ricavato su un ripido e panoramico pendio roccioso a picco sul mare, ricco di oltre 3 mila varietà di piante e 30.000 esemplari, e noto per la sua collezione di cactacee e succulente, la principale d’Italia.

Una vera curiosità è anche il parco che attornia Villa Garnier, dimora del famoso architetto francese Charles Garnier. Qui si trova il palmeto più settentrionale del mondo che, con le sue dieci diverse specie, è anche l’unica zona di riproduzione naturale delle palme in Europa con Elche, in Spagna. Di singolare bellezza, affacciato sul porticciolo di Bordighera, è stato celebrato da letterati e artisti, fra cui Claude Monet. La villa, nota come “reggia delle palme” si staglia bianca con le sue linee verticali, nel verde. Il suo parco, che conta più di 600 specie di piante tra cui olivi, fichi, piante grasse oltre alle palme da dattero e alberi secolari (come un esemplare di Nolina Longofolia ), si estende su terrazzamenti per 6.000 mq, di cui 2.500 aperti al pubblico, che sono stati riportati al loro aspetto originale.

Nella parte alta di Bordighera, si trova un’altra perla botanica della città: il Giardino di Villa Mariani, che conserva intatto il fascino ottocentesco del giardino all'inglese, immortalato in alcuni suoi scorci da Claude Monet nel 1884, che così ne parlò: "Un giardino come quello è indescrivibile, è magia pura, tutte le piante del mondo crescono là, senza sembrare curate". E ancora oggi il parco è un tripudio di palme, arance, mandarini, limoni, piante esotiche.

Ventimiglia

Il Golfo di Ventimiglia è l’ultima, affascinate, tappa del nostro itinerario. Qui sorgono i giardini di Villa Hanbury, che occupano gran parte del promontorio della Mortola. Questi che sono fra i giardini botanici di acclimatazione di piante esotiche più famosi al mondo, prendono il nome dal lord londinese Thomas Hanbury, commerciante di seta e di the con Shangai che, nel 1867

creò un giardino di piante provenienti da ogni parte del mondo, che ancora oggi regalano rigogliose e spettacolari fioriture. Passeggiando tra le zone dedicate a bambù, palme, eucalipti di eccezionale altezza, agavi, acacie, le collezioni di succulente, il giardino dei profumi, i giardinetti all’italiana con rose e peonie, gli agrumeti dalle antiche specie, il frutteto esotico, le essenze tipiche dei giardini giapponesi o della Foresta australiana si respira un’atmosfera ottocentesca davvero suggestiva. Migliaia le diverse tipologie arboree provenienti da aree tropicali e subtropicali di tutto il mondo, che nei 18 ettari del parco si alternano a essenze mediterranee. Fra le curiosità, il Chiranthodendron Pentadactylon (“l’artiglio del diavolo”) d’origine centroamericana; le foglie pennate e i coni lunghi 40 cm dell’Encephalartos altensteinii, nativa del Sudafrica; il Cupressus guadalupensis e la rarissima Olmediella betschleriana originaria del Messico.

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