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I pomodori nell’orto
Inviato da Caterina La Grotteria il 11-03-2010 14:51
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I pomodori da esterno crescono generalmente in qualsiasi terreno, da quello leggero e sabbioso a quello molto calcareo. Importante, però, che sia un terreno compatto, ben drenato, lavorato in profondità (per fornire umidità quando il clima è secco), ben concimato e situato in una posizione soleggiata e al riparo dalle correnti fredde. La pianta predilige temperature compresa tra 18 e 24 °C, mentre valori superiori a 35 °C provocano l'arresto vegetativo, con cascola dei fiori e problemi per l'allegagione.

 

La lavorazione del terreno
La lavorazione del terreno deve essere effettuata con un certo anticipo rispetto alla data di trapianto, a una profondità di 25-30 cm. Successivamente si rendono necessarie operazioni di zappatura o fresatura, indispensabili per la preparazione del letto di trapianto. Al momento della lavorazione principale, in terreni poveri di sostanza organica o mal strutturati, è consigliabile procedere alla somministrazione di letame ben maturo, in ragione di 30-40 kg ogni 10 m2.

Per non incorrere in problemi dovuti a "stanchezza del terreno", si deve evitare il ritorno della coltura o di altre Solanacee (peperone, melanzana) sullo stesso appezzamento per alcuni cicli colturali, e sono anche sconsigliati avvicendamenti a Cucurbitacee (melone, zucchine, angurie, cetrioli). Le varietà indicate per il consumo fresco, definite "da mensa" o "insalatare", comportano cicli colturali di durata spesso superiore ai 200 giorni, e necessitano di un corretto ed equilibrato sviluppo vegetativo.

 

Sui terreni mediamente dotati si possono distribuire 150 g di fosforo e 250 g di potassio ogni 10 m2, suddivisi in parte alla preparazione del terreno e in parte, se necessario, durante il ciclo colturale della pianta. Le forniture azotate, in dose di 200 g/10 m2, vanno frazionate a partire dal trapianto. In copertura, per fertirrigazione, sono largamente impiegati il nitrato di calcio, efficace prevenzione contro il marciume apicale, e il nitrato di potassio.  

 

Come seminare, quando piantare i pomodori
A fine marzo – metà aprile, seminate in casetta su un letto di terriccio umido per vasi. Tenete al caldo e al buio, dopo aver coperto con una lastra di vetro.
Verso fine maggio, quando le piantine saranno sufficientemente grandi, trapiantatele in piccoli vasi di torba.
Aspettare giugno per mettere a dimora le piante in posizione soleggiata e riparata.

Si possono anche utilizzare piantine, allevate in contenitori di polistirolo o di plastica, da trapiantare, reperibili presso qualunque negozio o garden center.

In coltura protetta, negli ambienti temperati delle zone costiere, i trapianti possono iniziare già prima dell'inverno, finalizzati a produzioni precoci già in marzo, e proseguire poi a gennaio-febbraio, con raccolte a partire da aprile-maggio. Nell'Italia settentrionale, dove maggiore è il pericolo di gelate, gli impianti vengono realizzati in marzo, con produzione estiva. Il pomodoro si presta anche alla coltivazione in "secondo raccolto", in successione a ortaggi a foglia o a fragole, con trapianti entro luglio. All'aperto, la messa a dimora delle piantine avviene in aprile-maggio, quando le condizioni climatiche consentono un rapido attecchimento e i rischi di eventuali gelate sono ormai superati.

 

Le distanze d'impianto prevedono file a 90-120 cm e piante a 35-40 cm l'una dall'altra sulla fila.

 

L'allevamento
L'utilizzo di varietà a sviluppo indeterminato (cioè a crescita continua) rende necessario l'impiego di sostegni in grado di mantenere eretta la pianta durante il suo sviluppo. Le operazioni di palatura o infrascatura iniziano presto, quando la pianta ha raggiunto le dimensioni di 25-30 cm. Nell'orto si consiglia di utilizzare tutori di recupero in materiali a basso costo e di facile reperibilità, come canne o pali in legno. I sostegni possono essere disposti in vario modo: fissati a ogni singola pianta per favorire un miglior arieggiamento della coltura, sistemati a cavalletto o disposti a filare, assicurati a fili di ferro zincato ancorati al terreno. Nei piccoli tunnel il tutoraggio viene realizzato con cordine di nylon o di materiale plastico, fissate a fili di ferro disposti nel senso del filare, a un'altezza di 1,5-2 m da terra.

La sfemminellatura viene effettuata per consentire un equilibrato sviluppo vegeto-produttivo della pianta. Consiste nell'eliminazione dei getti ascellari che si sviluppano all'inserzione dei palchi fogliari. Per evitare lesioni che possono divenire veicolo di infezioni, l'operazione va eseguita con tempismo e continuità.

Con la cimatura si procede all'eliminazione dell'apice vegetativo, intervenendo così sul periodo di fruttificazione della pianta inducendo precocità. Utile nella coltivazione in tunnel, è poco praticata nell'orto familiare, il cui obiettivo è quello di prolungare, per quanto possibile, la durata del raccolto.

 

In serra e su piccole superfici di pieno campo si consiglia l'irrigazione per infiltrazione, che consente di ridurre i consumi d'acqua evitando la bagnatura dell'apparato fogliare e l'insorgenza di problemi fitosanitari. È preferibile innaffiare in grande quantità ma distanziando gli apporti di 2-3 giorni, anche in piena estate. Evitate assolutamente gli stress idrici, causa di disseccamento, spaccature e difformità di colore nelle bacche.

 

Cura delle piante di pomodori
Le piante vanno sostenute nella crescita con un tutore, legate non strettamente. È importante eliminare i getti laterali e la cima quando ci sono 5/6 impalcature. Quando i frutti iniziano a maturare, coprire il terreno con del concime stagionato e con un letto di paglia, togliere i supporti e stendere delicatamente la pianta a terra. Coprire con un tunnel e continuare ad annaffiare le radici.

 

Raccolto
La raccolta parte da luglio e si protrae fino a ottobre,a seconda della varietà. Quando il primo grappolo di frutti inizia a maturare, eliminate tutte le foglie sino alla prima sopra il grappolo e i frutti rovinati. I pomodori vanno raccolti quando sono sodi e ben colorati.

 

Problemi e soluzioni
Ruggine
: la ruggine si manifesta con il marciume dei frutti. Le piante colpite vanno subito estirpate e bruciate. La prossima piantagione deve avvenire in un’altra parte dell’orto. Se le piante hanno avuto problemi di ruggine, a seguire non coltivate patate.

Foglie scolorite: l’infezione, provocata da virus, si manifesta con foglie arricciate e a chiazze marroni. Le piante colpite vanno estirpate e bruciate. Usare varietà più resistenti.

In coltura protetta il controllo delle crittogame viene agevolato dal contenimento dell'umidità ambientale, con l'arieggiamento dei tunnel, le irrigazioni per infiltrazione e la pacciamatura del terreno.

Nell'orto, la peronospora (Phytophthora infestans) si manifesta con tacche decolorate e necrosi sulle parti aeree della pianta. In presenza di andamenti stagionali piovosi e con temperature comprese fra 10 e 25 °C, si può intervenire con prodotti rameici.

 

Gli afidi sono i fitofagi più dannosi e frequenti. Le loro punture sono il principale veicolo d'infezioni virali che possono provocare alterazioni irreversibili a carico di piante e frutti. La lotta chimica può essere effettuata con derivati del piretro.

 

Le varietà migliori
The Amateur: varietà nota e affidabile, a cespuglio, dai frutti di media grandezza, molto gustosi. Ottima, se vi cimentate per la prima volta nella coltivazione dei pomodori.

Moneymaker: una delle varietà più famose e affidabili, regala un raccolto copioso, produce numerosi frutti, medio-piccoli.

Gartenperle: varietà precoce, a cespuglio è ideale per la crescita in cestelli appesi o vasi. Produce numerosi piccoli frutti, simili a ciliege.

Marmande: cultivar tardiva, molto nota. Produce frutti diseguali, grandi e di ottimo sapore.

Noti e apprezzati sono alcuni ibridi come il Montecarlo e il Fandango. Le varietà da pelati sono di forma cilindrico - piriforme e tra esse la più famosa è la San Marzano, che mal si adatta alla coltura in pieno campo in quando necessita di sostegni.

A sviluppo determinato sono le cultivar Napoli, Chicco III, Roma VF. Le varietà da concentrato sono per lo più di forma quadrato shy; allungata e a sviluppo determinato; le più apprezzate sono quelle che possono adattarsi alla raccolta meccanica presentando una maturazione contemporanea ed una bacca resistente agli urti. Tra le numerosissime varietà, ricordiamo: Petomech, Indo, Missouri, Roma, Rio Grande.

 

I pomodori da sugo
Per sughi, passate e conserve si utilizzano varietà diverse da quelle indicate per il consumo fresco. Le piante del "pomodoro da industria" hanno sviluppo più contenuto, aspetto cespuglioso e vengono allevate a terra senza sostegni, tralasciando le operazioni di sfemminellatura e cimatura.

Richiedono anche una minore concimazione, visto che per 10 m2 di terreno mediamente dotato bastano in presemina 100 g di fosforo e 200 g di potassio, frazionando poi, all'impianto e in copertura, 100-130 g di azoto. Gli impianti possono essere effettuati tramite semina, in marzo-aprile, o mediante trapianto, in aprile-maggio, senza necessità di diradamento.
I sesti d'impianto possono essere impostati su fila singola o doppia, con densità comprese fra 2,5-5 piante a m2. Nell'orto la raccolta si esegue manualmente in uno o due interventi.

 

Tra le cultivar a frutto tondo o quadrato si suggeriscono Perfect Peel, pianta molto rustica, Totem e Snob, a ciclo medio-precoce. Tra gli ibridi a frutto allungato è buona l'adattabilità ambientale di Hypeel 244, ma resiste ancora egregiamente il "vecchio" San Marzano (e derivati), seppure da coltivare con sostegni.

 

Altri approfondimenti su come coltivare i pomodori:
- coltivare pomodori: dove e come seminarli;
- coltivazione pomodori: lavorazione, irrigazione e principali nemici;
coltivare pomodori e combattere gli afidi;
- coltivare pomodori, consigli e cure;
- varietà di pomodori fra forme e colori;
- pomodori sempre rossi.

 

Ecco i nostri video tutorial su coltivazione e cura dei pomodori:

 

E il video su come coltivare i pomodori in vaso:

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