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Coltivare l’aglio
Inviato da Simona Monterosso il 08-10-2010 16:36
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L’Allium savitum, meglio conosciuto come aglio, è una pianta perenne bulbosa appartenente alla famiglia delle Gigliacee. Molto antica, essa proviene dalle zone desertiche dell’Asia centrale e viene coltivata annualmente nonostante sia un’erbacea perenne.

Com’è fatto
L’aglio (Allium sativum) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Alliacee o Liliacee, caratterizzata dal bulbo sotterraneo ricoperto da tuniche e suddiviso in bulbilli (6-15) a forma di spicchi. L’alto fusto che raggiunge anche gli 80 cm di altezza, porta fino a metà delle larghe foglie lineari appuntite e termina con un’ombrella fiorale avvolta in una brattea; i fiori sono biancastri, verdognoli o, talvolta, anche rossastri e compaiono tra aprile e luglio. La parte utilizzata dell’aglio è il suo bulbo, chiamato anche capo o testa, che si trova racchiuso tra tuniche sterili, foglie che hanno solamente una funzione protettiva. Ogni bulbo è composto da 6 a 14 bulbilli o spicchi ricoperti da scaglie membranose. Lo spicchio è l’organo di moltiplicazione.

Tra le numerose varietà di aglio, quella maggiormente coltivata è l’Allium sativum, della quale esistono molte cultivar, che vengono distinte in aglio a tunica bianca e aglio a tunica rossa. Alla prima specie appartengono l’aglio bianco piacentino, il Bianco del Fucino, il Bianco di Napoli, il Bianco Calabrese e il Bianco polesano, mentre la seconda include il Rosso di Sulmona e il Rosso napoletano.

Gli agli a tunica rossa si differenziano da quelli bianchi anche per il ciclo di coltivazione più breve di circa un mese e per i bulbi molto grossi, ma poco duraturi. Sono quindi più indicati alla consumazione immediata che alla conservazione.

 

Come si coltiva
Come indicato nel nostro calendario dei lavori, l’aglio si pianta in autunno per essere consumato fresco o essiccato in primavera. Per la messa a dimora dei bulbi di aglio si deve usare un terreno leggero, molto fertile e in senza ristagni idrici. I bulbilli appena raccolti hanno bisogno di riposo a bassa temperatura prima di poter emettere radici e germogliare. Vanno interrati a circa 5 cm di profondità con l’apice rivolto verso l’alto. Tra un bulbillo e l’altro devono esserci circa 15 cm di distanza, mentre sono richiesti 45 cm tra una fila e l’altra.

Se l’aglio viene coltivato in pieno campo, le piogge dovrebbero essere sufficienti alla sua innaffiatura. Man mano che i bulbi maturano e le foglie si piegano e si seccano, bisogna evitare le innaffiature che in questo periodo favoriscono lo sviluppo di marciumi. Se dovessero comparire gli steli floreali, bisognerà premurarsi di tagliarli ancora in bocciolo per impedire loro di utilizzare le riserve contenute nei bulbi.

Per quanto riguarda la concimazione, è importante che non vengano somministrati concimi organici perché potrebbero provocare marciumi radicali alla pianta. Fosforo e potassio vanno usati prima della semina, mentre l’azoto va somministrato in copertura due o tre volte durante la coltivazione.

L'aglio può essere attaccato da alcuni parassiti (criocera, nottua, tignola e mosca) e malattie (peronospora e ruggine). Si consiglia di non ripiantarlo nello stesso luogo dell’anno precedente; evitare inoltre eccessive concimazioni e l’utilizzo di compost o letame non perfettamente maturo.

 

Come si raccoglie e si conserva
Malgrado sia una pianta perenne, nella coltivazione familiare i bulbi o “teste” vengono disotterrati durante il periodo di riposo (in giugno-luglio a Nord e qualche mese prima a Sud). Vanno lasciati una settimana sul campo a seccare e poi puliti delle tuniche esterne, delle foglie e delle radici. Se la temperatura prima e dopo la raccolta è molto alta o molto bassa, i bulbi possono assumere una colorazione giallastra e possono diventare umidi. Particolarmente apprezzati dagli intenditori sono gli aglietti primaverili, cioè le teste d’aglio ancora giovani, poco sviluppate e dal sapore molto delicato.

Conservare le teste appese in trecce o mazzi, in cassette di legno o in vasi di terracotta, in luoghi bui, asciutti e arieggiati. I bulbi destinati invece alla semina dell’anno seguente, andranno suddivisi in spicchi e conservati in un ambiente umido a circa 7 °C così da favorirne la germogliazione.

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