Dove ammirarle
Fra le camelie giapponesi (Camellia japonica), molte sono le varietà ricavate nel secolo scorso da floricoltori e appassionati. Gli esemplari più belli ornano i giardini attorno ai grandi laghi dell’Italia settentrionale (soprattutto Verbano, Lario e Iseo), ma meritano una visita invernale anche le piante allevate nei giardini della Lucchesia in Toscana, nel Viterbese e in Campania, come quelle celebri e secolari della Reggia di Caserta. La fioritura si apre tra gennaio e marzo.
Temperatura e substrato ideale
Gli zero gradi rappresentano il limite minimo sopportabile per un lungo periodo, anche se qualche esemplare può resistere occasionalmente fino a –12 °C. In estate il massimo tollerabile è di 30 °C, se la posizione è ombreggiata e ventilata. Non deve essere raggiungibile dal pieno sole soprattutto d’estate, per evitare che le foglie e le gemme anneriscano. Queste ultime, infatti, se vengono toccate dai raggi mentre sono ancora fredde, possono soffrire fino a imbrunire e cadere. Il substrato ideale è ricco in humus e povero in calcare, leggermente acido.
Innaffiatura
La camelia va bagnata con continuità e moderazione, utilizzando acqua priva di calcare. In estate il terriccio non deve mai asciugarsi del tutto. In fioritura va concimata ogni settimana, con un prodotto specifico per acidofile, in modo da mantenere il pH acido.
Protezione
In autunno conviene ricoprire il piede della pianta con uno spesso strato di fogliame (o altro materiale da pacciamatura), in modo da proteggere le radici più superficiali dal gelo.