Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
il fiore
Gi
Significato dei fiori
Inviato da Redazione GI il 26-03-2012 12:58
Narciso_c3834613

Sono spesso curiose le leggende che circondano i fiori... Legate al significato che i fiori hanno avuto nel corso dei tempi nascondono anche la verità dei sentimenti umani. Vediamone insieme alcuni.








ANEMONE

“Fiore del vento” così il filosofo greco Teofrasto amava definire questo fiore dalle fragili corolle variamente colorate. Bianco, roseo, giallo, azzurro, rosso e con un elevato numero di stami e di petali. Data la sua vita effimera e per il suo potere debolmente velenoso, è da sempre simbolo di fragilità e abbandono.
Credenze popolari lo ritenevano portatore di malattie, e affermavano che fosse cresciuto sotto la croce di Gesù. Al contrario, Plinio il Vecchio riferisce che i Magi suggerivano di raccogliere il primo anemone dell'anno e indossarlo come una collana dopo averlo avvolto in un panno rosso, per allontanare malefici e negatività.

 

GIACINTO

E’ la mitologia a narrare la storia di questa pianta bulbosa che sboccia a primavera con grappoli verticali di diversi colori.

Giacinto, figlio di Diomede, fu teneramente amato da Zefiro e da Apollo. L'amore di Apollo era tanto grande che pur di stare insieme a Giacinto tralasciava tutte le sue principali attività, accompagnando l'inseparabile amico ovunque egli si recasse. Un giorno i due si spogliarono, si unsero d’olio d’oliva, ed iniziarono una gara di lancio del disco. Apollo lanciò per primo il disco, che deviato dal geloso Zefiro, colpì alla tempia Giacinto, ferendolo a morte. Apollo cercò di salvare il giovane adoperando ogni arte medica, ma non poté nulla contro il destino. Decise, a quel punto, di trasformare l'amato amico in un fiore dall'intenso colore rosso porpora, il colore del sangue che Giacinto aveva versato. Prima di tornarsene in Cielo, Apollo, chinato sul fiore appena creato scrisse sui petali le sillabe "AI", segno del dolore provato per la tanta sventura che lo aveva privato dell'amore e dell'amicizia del giovane. Tale espressione di dolore, tutt'ora, si vuol ravvisare nei segni che sembrano incisi sulle foglie del Giacinto, simili alle lettere A e I.

 

NARCISO

Il significato di questo fiore, ovvero autostima, vanità ed incapacità d’amare, è da far risalire alla storia di Narciso, un giovane e splendido pastore di cui Ovidio parla nelle Metamorfosi. Un ragazzo molto vanitoso e completamente abbagliato dalla sua bellezza da divenire “bersaglio”  di Cupido che, per beffarsi di lui, gli truccò il viso e gli scompigliò i capelli. Narciso, nel tentativo di recuperare il suo splendore negato dallo stagno in cui si specchiò, cadde in acqua e morì. Sulle sponde sorsero dei narcisi che chinavano il capo sullo stagno alla ricerca del proprio riflesso.

 

PRIMULA

Forse la più conosciuta tra le specie spontanee della flora italiana e nota col nome comune di Primula, Primavera, Primaverina, e Occhio di civetta, è una gentil pianta dai fiori variopinti disposti ad ombrello. Il suo nome deriva dall’aggettivo latino primus/primo, in quanto con lo sbocciare della bella stagione è tra i primi a schiudere le sue corolle. Da sempre quindi è il fiore simbolo della giovinezza e del perenne rinnovarsi della natura. E’ pertanto considerato di buon augurio regalarne delle piantine. Una magica curiosità. Nel mondo delle fate essa possiede un potere unico: quello di rendere visibile l’invisibile. Infatti, si racconta che, per chi ci crede, mangiare le primule sia un metodo sicuro per vedere le fate.

 

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA