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Coltivare le clematidi: le regole fondamentali
Inviato da admin il 18-01-2010 04:12
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Come coltivare al meglio le vostre clematidi?

Ecco alcuni accorgimenti fondamentali.
• Esigono terreni fertili, di buon impasto, anche calcarei ma ricchi di humus o terriccio di foglie, alleggeriti da sabbia di fiume se pesanti e argillosi.
• Un buon drenaggio è essenziale: evitate però aree del giardino troppo asciutte ed anche quelle che trattengono molta umidità durante l’inverno. Se intendete posizionarle in prossimità di muri piantatele a circa 30 cm di distanza e guidatele a destinazione con bacchette di bambù, evitando di situarle troppo vicine alla base che ne impedirebbe lo sviluppo.
• Il segreto più importante è che tutte le clematidi richiedono radici all’ombra e chioma al sole. Un ombreggiamento della base si può ottenere con uno strato spesso di pacciamatura, oppure con pietre disposte intorno alla base.
• Il trapianto degli esemplari in vaso si può effettuare in ogni stagione, badando di non danneggiare le radici e preparando una buca di almeno 60 x 60 cm. Alla terra di riempimento si dovrebbe aggiungere torba (in cui vengono solitamente cresciute in vivaio), almeno intorno al pane radicale.
• La coltivazione in contenitore, sufficientemente ampio (almeno 60-70 cm di diametro e profondità) presenta spesso la soluzione ideale se il terreno delle bordure è poco ospitale.
• Per limitare i danni di malattie fungine che possono provocare l’afflosciamento degli steli e la morte dell’esemplare entro pochi giorni, è utile piantarle circa 15 cm sotto il livello dello stelo in vaso.
• È inoltre importante provvedere un supporto adeguato subito dopo l’impianto per permettere ai teneri virgulti di aggrapparsi saldamente intorno al sostegno.
• Molto utili concimazioni con fertilizzante liquido, da eseguire settimanalmente prima della fioritura e annaffiature regolari nei climi con estati calde, in autunno è inoltre vantaggiosa una pacciamatura con letame maturo.
• Per le potature, le regole base sono semplici. Le specie che fioriscono su steli prodotti l’anno precedente vanno potate dopo la fioritura, limitandosi all’eliminazione di rami secchi e ad un leggero diradamento, sono quindi di contenimento più difficile perché non accettano tagli troppo severi e sono più indicate nei grandi spazi (ad esempio C. montana, cirrhosa, tangutica, armandii). Gli esemplari che fioriscono su legno giovane (in genere tutti gli ibridi a fiore grande) sono da potare a fine inverno per stimolare la produzione di nuovi getti e fioritura generosa a partire dalla base.

 

Come coltivarle in vaso
• La clematide è ideale anche da coltivare in vaso su terrazzi e balconi, perché è un rampicante leggero, veloce nella crescita e redditizio nella fioritura, spettacolare quando è animato dalle grandi corolle, longevo e poco esigente, perfetto per chi non ha tempo da dedicare. Ha un solo difetto: è spogliante, quindi d’inverno non può contribuire a creare quinte e cortine. Si può utilizzare per movimentare grigliati e altri tipi di traliccio, o i gazebo in ferro battuto.

Anche in vaso vale il detto “testa al sole e piedi all’ombra”, a significare che la parte aerea della pianta deve stare in pieno sole e la base in ombra. In vaso, dove le temperature scendono sotto lo zero, bisogna pacciamare bene la base ed eventualmente avvolgere il contenitore con plastica pluriball da novembre a marzo. Sono indifferenti al caldo torrido, al vento e in parte anche alla salsedine.

• Il vaso può essere in plastica o terracotta (nel Sud), di diametro 30 cm per una pianta appena acquistata. Ogni 2 anni è bene rinvasarla in un contenitore di una misura in più, fino alla massima raggiungibile, poi si rinnova solo il terriccio superficiale. La terra deve essere fresca, fertile, soffice, per es. due terzi di terra da giardino e un terzo di terra universale con aggiunta di un po’ di sabbia, con un ottimo drenaggio sul fondo del vaso.

• In vaso va annaffiata con acqua abbondante e regolare tra maggio e settembre, solo dopo che il substrato si è asciugato, moderata in marzo, aprile e ottobre, nulla nei restanti mesi. Va poi concimata in aprile, giugno e settembre un prodotto granulare a lenta cessione per arbusti da fiore.

• Tra le specie e varietà più adatte alla vita in vaso ci sono Clematis chrysocoma, dai fiori bianchi con sfumature rosa; Clematis flammula, dalle corolle candide; Clematis lanuginosa, dai fiori color lavanda; Clematis alpina ‘Ruby’, a fiori campanulati rosa vivo con centro crema; ‘Niobe’, dalle corolle color sangue; ‘The President’, dagli enormi fiori viola.

Sono sconsigliabili gli ibridi, perché più facilmente possono venire colpiti dal Clematis Wilt, il seccume improvviso della clematide, che deriva da eccessi idrici (ma non solo), e che porta la pianta a morte in pochi giorni.

 


Ecco quattro cultivar speciali da provare.
Clematis 'Multi Blue' è un ibrido rustico e compatto, che si fa notare per la bellezza dei fiori grandi, semidoppi, di un blu navy elegantissimo che sfuma al violetto; sbocciano sia sul legno nuovo che vecchio vivacizzando da maggio ad agosto tralicci, muri e pergolati. Adatta anche ai piccoli giardini e ai contenitori su terrazze e balconi.
• La crescita vigorosa rende Clematis tanguitica adatta ai grandi spazi, dove può espandersi liberamente per 5-7 metri e rivelare il suo aspetto arioso e armonioso; i suoi fiori sono piccole lenterne pendule di un bel giallo vivace e brillante, tra luglio e settembre.
• Di origine americana, Clematis crispa è una clematide molto particolare: dalla primavera alla tarda estate produce fiori a campanella, profumati, di un colore variabile dal porpora orlato di bianco all'azzurro e al lavanda; molto interessante anche per lo sviluppo ridotto (1-2m) e compatto.
Clematis florida 'Sieboldii', di origine cinese, ha fiori spettacolari, doppi e appiattiti, bianchi con centro porpora, da maggio a luglio; cresce fino a 4-5 m su sostegni di ogni tipo.

 

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