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piante da appartamento
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Orchidee: Falenopsis, orchidea farfalla
Inviato da Elena Tibiletti il 31-05-2012 15:08
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Nome scientifico: Phalaenopsis

Famiglia: Orchidacee

 

 

E' tra le piante più regalate per tutto l'anno, ma il clou delle vendite lo raggiunge proprio sotto le feste natalizie, come alternativa alla stella di Natale: una falenopsis (Phalaenopsis) non manca mai in casa.

 

 

Com’è fatta: sempreverde, epifita (che vive appoggiata sugli alberi), originaria delle foreste tropicali dell’Estremo Oriente. Ha infiorescenze corte o lunghe, erette o pendenti, spesso ramificate, con numerosi fiori dalla foggia di farfalla con le ali aperte (è chiamata anche “orchidea farfalla”), più o meno grandi, di forma variabile, adatti spesso a essere recisi, perché durano a lungo (fino a 3 mesi), bianchi, rosa, fucsia, giallo-arancio, anche maculati o striati grazie ai numerosissimi ibridi oggi in commercio.

 

Dove metterla: accanto a una finestra esposta a est, sud o ovest, con buona illuminazione, ma al riparo dai raggi solari diretti. Datele un luogo ventilato ma con umidità del 70-80%, da ottenere mediante vaporizzazioni (fino a 4 volte al giorno) e appoggiando vicino alla pianta un paio di spugnette da bagno inzuppate d’acqua, da bagnare ogni giorno. Non collocatela mai vicino a finestre o porte che vengono aperte sull’esterno in inverno.

 

Fioritura:Ogni spiga fiorale permane per 3-4 mesi, con i fiori perfettamente aperti e sani; anche volendola trattare alla stregua di un “usa-e-getta”, dura molto più di un mazzo di fiori allo stesso prezzo. Difficile è invece mantenerla e riottenerne la fioritura: il punto debole è quasi sempre l’umidità atmosferica negli ambienti domestici. Non acquistate mai piante rimaste a lungo in negozio (le riconoscete dai piccioli dei fiori già tagliati lungo lo stelo fiorale) che subirebbero troppi shock consecutivi. Meglio un esemplare appena arrivato (dove solo il fiore basale è aperto, senza residui di piccioli) che garantisce una lunga fioritura passando in fretta dal vivaio al vostro appartamento.

Come si coltiva: l’ambiente ideale sarebbe una serra calda e umida, ma può resistere anche in appartamento, a condizione di darle durante l’inverno una posizione calda e umida alla temperatura minima di 15 °C. Durante la bella stagione è necessario ombreggiare e ventilare la pianta. Durante il periodo vegetativo (nella bella stagione) va annaffiata abbondantemente (ma solo quando il vaso è diventato leggero) e concimata con un prodotto liquido specifico una volta al mese. Dopo la fioritura deve andare a riposo, riducendo le annaffiature e sospendendo le concimazioni per un paio di mesi. Eliminate i rami completamente sfioriti. Potete moltiplicarla per divisione del cespo o degli pseudobulbi quando l’esemplare è a riposo.

 

Contenitore e substrato: si coltiva su corteccia o in panieri riempiti con una miscela di due parti di fibra di osmunda e una parte di sfagno; oppure nei classici vasi in plastica riempiti di cortecce (“bark”, in vendita come “substrato per orchidee”). Il rinvaso si esegue, al termine della fioritura, solo quando le radici fuoriescono vistosamente dal contenitore e la pianta appare sbilanciata per dimensioni.

 

 

I suoi nemici: la mancanza di umidità atmosferica, che va incrementata con vaporizzazioni (ma non sui fiori) e con una spugnetta bagnata appoggiata vicino al vaso; l’eccesso d’irrigazione, che porta in fretta al marciume radicale; la mancanza di luce che causa la caduta dei boccioli; le correnti d’aria e gli sbalzi di temperatura.

 

Curiosità: è il fiore nazionale dell’Indonesia. Grazie ai moderni metodi di riproduzione (da seme è lentissima), è oggi alla portata di tutte le tasche.

 

Articolo di Elena Tibiletti

 

 

Ecco i nostri video tutorial sulla cura delle phalaenopsis:

 

 

 

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