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Coltivare meloni è facile
Inviato da Redazione GI il 29-06-2012 13:15
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Nome comune: melone
Nome scientifico: Cocomis melo

 

Il suo profumo mette appetito, la sua freschezza aiuta a superare il fastidio dell'afa e a dissetarsi in modo sano. Vero re estivo, immancabile nelle tradizioni gastronomiche di ogni regione del nostro Paese, il melone è anche facile da coltivare...

 

 

Coltivare il melone
Esistono tre principali gruppi varietali di melone: il gruppo dei Cantalupi, i meloni retati e i meloni invernali.

Dal punto di vista commerciale, i meloni si distinguono tra le varietà a frutto liscio (i cantalupi) e quelle a frutto retato. Tra le prime si segnala il filone delle varietà derivate o collegate alla Charentais, con la buccia sottile e la polpa molto dolce e profumata, oppure i Tamaris e derivati, a maturazione medio-tardiva. Tra i retati c’è solo l’imbarazzo della scelta tra numerosi ibridi, che coprono un arco produttivo che va dalle raccolte precoci alle tardive. Alcune varietà tardive vengono inoltre classificate come “invernali”: producono frutti piuttosto grossi (possono superare i 2 kg) che si conservano anche fino a gennaio se immagazzinati in un locale fresco e asciutto dove la temperatura non scenda sotto lo zero. Tra le invernali ci sono anche le varietà a buccia gialla e polpa bianca (come gli Amarillo o i Napoletano).

Le regole di coltivazione sono semplici e comuni a tutte le diverse tipologie.

 

I meloni crescono bene in ambienti con alte temperature; temono l’eccessiva umidità atmosferica e del terreno; vogliono terreno ben drenato e profondo, fattore questo che ne impedisce la crescita in vaso, a meno che non si possa disporre in terrazzo di grandi vasche con adeguata profondità (minimo 50-70 cm).

 


Quando seminare o interrare
Volendo partire da seme occorre prevedere la semina in semenzaio a febbraio-marzo oppure a dimora in aprile maggio, quando la temperatura ha raggiunto stabilmente i 15 °C.

Il trapianto dai semenzai si effettua in maggio su file sopraelevate di 10-15 cm. In genere il melone viene coltivato nell'orto in file distanti almeno 2-2,5 m, disponendo le piante a 0,8-1 m sulla fila. Il che significa che occorre molto spazio e che in un piccolo orto, se si vuole evitare la monocoltura, non si potranno coltivare più di 3-6 piante, e in questo caso meglio scegliere varietà diverse per portare in tavola tipologie a polpa bianca, gialla, retati o lisci ecc.

 

 

Come curarli
L’irrigazione (a pioggia, a solchi, a goccia o con manichette forate sotto i teli di pacciamatura) è indispensabile per l’accrescimento dei meloni.

Se il suolo è dotato di buona fertilità oppure alla coltivazione precedente è stato apportato letame non è indispensabile aggiungere altro concime organico. Il vantaggio è anche quello di non “pompare” eccessivamente le piante, che potrebbero avere un rigoglio vegetativo eccessivo e indesiderato, essere più esposte ad attacchi di malattie e portare a maturazione frutti più acquosi e dunque meno saporiti. Se occorre, si possono distribuire 60-100 g/m² di perfosfato semplice 19-21 e di solfato potassico-magnesiaco 30+10, in dose di 50 g/m² (metà durante i lavori di fondo e metà all’avvio della coltura), e poi 20-40 g/m² di nitrato ammonico, ripartito in quattro volte tra l’allegagione (il momento in cui i fiori evolvono in frutti) e l’ingrossamento quasi completo dei frutti.

La cimatura degli steli si effettua lasciando 2-4 foglie. La raccolta inizia 90-110 giorni dopo la semina o in tempi più brevi se si parte da pianticelle sviluppate, oggi facilmente reperibili.

Si trapiantano a inizio maggio e a inizio luglio i frutti delle varietà precoci saranno pronti.

Nel caso non si adotti la pacciamatura occorrerà periodicamente eliminare le infestanti, sia estirpandole manualmente sia sarchiando con una piccola zappa. Man mano che i frutti ingrosseranno occorrerà irrigare, ma senza eccedere: le irrigazioni termineranno quando i frutti avranno raggiunto la dimensione ottimale. In tema di concimazioni, se il suolo è dotato di buona fertilità oppure alla coltivazione precedente è stato apportato letame non è indispensabile aggiungere altro concime organico.


Suggerimenti per un buon raccolto
Tra le strategie utili per ottenere un buon raccolto c'è la pacciamatura: consiste nell'apposizione di teli di plastica sul terreno per riscaldarlo e limitare le infestanti.

Dal trapianto in poi, la pianta di melone si sviluppa aderendo al terreno e proliferando verso l'esterno con ramificazioni a stella. Il momento decisivo per la fruttificazione è l'impollinazione dei fiori che avviene verso fine marzo ad operadel vento e delle api i cui alveari sono posti nei pressi delle serre.

La maturazione del frutto viene seguita finché il picciolo non si stacca dal ramo: a questo punto i meloni sono pronti per essere raccolti e portati in tavola con tutto il loro profumo, la freschezza e la dolcezza.