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Piante grasse: la Calancoe
Inviato da Elena Tibiletti il 04-07-2012 08:48
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Nome scientifico:Kalanchoe blossfeldiana

 

Famiglia: Crassulacee

 

 

 

Com’è fatta: chiamata anche calancola, è una comunissima pianta grassa originaria di Sud Africa, Madagascar ed Etiopia, dove il clima tropicale le consente di raggiungere le dimensioni di piccolo albero. Da noi cresce fino a circa 30 cm d'altezza, con ramificazioni simmetriche, che portano foglie cerose, ampie e carnose, di colore verde intenso (con margini rossi se esposta al sole); in inverno produce vistose infiorescenze di piccoli fiori di colore rosso, giallo, arancio, rosa, salmone, bianco o sfumati, semplici (a quattro petali) o doppi, anche arricciati o frangiati.

 

Dove si coltiva: in piena terra solo nelle zone costiere più miti del Sud Italia e sulle coste tirreniche fino al Lazio, in posizioni riparate, anche su roccaglia; in tutto il resto d’Italia solo in vaso, all’aperto da aprile a ottobre.

 

Come si coltiva: in vaso o ciotola (le radici sono corte) di coccio, di diametro pari a quello della chioma. Vuole un terriccio ricco e permeabile: due parti di terra per piante da fiore, una di sabbia e una di lapillo, con uno strato drenante sul fondo. Desidera il pieno sole (almeno 4 ore giornaliere per fiorire). Si bagna quando il terriccio superficiale è asciutto: ogni 7-10 giorni da marzo a settembre e ogni 20 giorni negli altri mesi; da giugno sino alla fioritura si somministra un concime per piante grasse ogni 15 giorni. Si riproduce per talea di ramo: basta staccarne uno sano e infilarlo in un vasetto con terra leggera per ottenere una nuova pianta. Da novembre a marzo va ricoverata in un luogo fresco, dove la temperatura non scenda sotto i 5 °C né salga sopra i 15 °C, annaffiando in forma ridotta e concimando per favorire la fioritura.

 

I suoi nemici: gli aleurodidi o mosche bianche e il ragnetto rosso colpiscono gli esemplari che vengono annaffiati veramente troppo poco, soprattutto in inverno se vivono nelle stanze riscaldate; le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati all’ascella delle foglie, sono più frequenti in estate se manca la circolazione dell’aria; tutti si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, aumentando le annaffiature e la ventilazione, nonché con i prodotti appositi. Contro il ragnetto si può anche vaporizzare la pianta due volte al giorno.

 

Curiosità: essendo originaria del Sud Africa, se non viene forzata in serra dai floricoltori, fiorisce da novembre fino a marzo, perché ha mantenuto lo stesso “orologio biologico” che aveva nella madrepatria, dove però è primavera-estate...

Articolo di Elena Tibiletti

 

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