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Malattie e parassiti: la cocciniglia
Inviato da Elena Tibiletti il 19-09-2012 11:17
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Nomi scientifici: Coccus hesperidum, Icerya purchasi, Planococcus citri e molti altri

 

 

Che cosa sono: sono una ventina le specie che attaccano i vegetali, accomunate da un corpo ben protetto, o sotto uno scudetto rigido di forma e colore variabili (tondo, ovale, allungato, bianco, grigio, marrone o scuro), o mediante secrezioni cerose o filamentose che lo isolano dall’esterno. Possono somigliare a un minuscolo bottoncino, ben attaccato ai tessuti vegetali, oppure portare appendici spinulose o filiformi, o fiocchi che le fanno rassomigliare a piccoli (a partire da 2 mm) batuffoli di cotone. Esiste una certa specificità di ogni specie nei confronti dei tipi di piante, che però non è rigida: ciò significa che una cocciniglia degli agrumi può installarsi anche su altri vegetali legnosi o erbacei.

 

Quali piante attaccano: non hanno preferenze, spaziando dalle piante d’appartamento alle erbacee da fiore, dalle succulente alle orchidee, dagli arbusti agli alberi, dalle rose al pittosforo, dai pini agli agrumi ecc.

 

Come si manifestano: le cocciniglie a scudetto in genere formano ampie colonie intorno ai germogli, sulle foglie (pagina superiore e inferiore) e sui rami; quelle farinose e cotonose sono meno numerose, ma ugualmente localizzate nei germogli, all’ascella delle foglie, sui rametti o alla base nel punto di uscita dal terriccio.

 

Che danno provocano: essendo dotate di apparato boccale pungente-succhiatore, infiggono lo stiletto nei tessuti per succhiarne la linfa elaborata e, in caso di infestazioni abbondanti, indeboliscono progressivamente la pianta, che tende a deperire; oltre al notevole danno estetico, possono seccarsi le foglie e addirittura interi rami; difficilmente però il soggetto muore. Inoltre possono trasmettere da una pianta all’altra virus e batteri, causa di virosi e batteriosi anche pericolose. Infine, emettono la melata, liquido zuccherino appiccicoso che imbratta le parti sottostanti la colonia, sul quale in genere si insediano funghi di colore scuro come la fumaggine.

 

Quando colpiscono: in esterni si vedono a partire dai mesi di aprile-maggio fino a ottobre (soprattutto se è tiepido); in interni il riscaldamento acceso fa sì che proliferino anche d’inverno. 

 

Come si prevengono: evitate gli stress idrici, in particolare la carenza d’acqua e di umidità che ne favorisce la comparsa.

 

Come si eliminano: se l’infestazione è agli inizi, composta da pochi individui, si possono stanare con il manico di un pennello o la punta di un tagliacarte e schiacciare fra le dita guantate, oppure rimuovere con una spazzola a setole dure strofinando i rami di alberi e arbusti. Su colonie numerose si interviene con prodotti a base di olio minerale o insetticidi anticocciniglia a base di sostanze chimiche di sintesi, ripetendo il trattamento ogni 10-15 giorni per tre volte. Nei casi più gravi bisogna procedere al taglio delle foglie e dei rami particolarmente coperti di scudetti.

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