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I lithops: piccole piante grasse
Inviato da Redazione GI il 26-10-2012 17:14
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Nome scientifico: Lithops

Famiglia: Liliacee

 

 

Come sono fatte: i “sassi viventi” o “pietre vive” sono curiose piante grasse originarie dell’Africa meridionale, di piccolissime dimensioni (sono alte e larghe quanto una moneta da due euro) che assomigliano veramente a sassolini, di colore grigio o verde scuro. Si “animano” solo quando fioriscono, producendo fiori gialli, bianchi o rosa, sproporzionati rispetto alle dimensioni della pianta: arrivano a misurare fino a 5 cm di diametro. Compaiono in giugno-luglio, se la pianta ha almeno cinque-sei anni d’età.

 

Dove si coltivano: le minime dimensioni rendono impossibile coltivarle in piena terra, dove verrebbero inevitabilmente schiacciate. I vasi si spostano in esterni da maggio a settembre.

 

Come si coltivano: in vasi bassi e larghi o in ciotole in terracotta che ne possano ospitare un gran numero, a 4-5 cm di distanza, coprendo il terriccio nudo con sassi veri di colore e forma diversa rispetto a quella delle piantine. Il substrato ideale è quello per piante grasse, oppure costituito da metà sabbia, metà lapillo e un pugnetto di terra ricca di humus, con un drenaggio perfetto. Amano il sole, che non causa bruciature alle piantine. Si annaffiano, poco, una volta al mese da marzo a ottobre, e una volta al mese si concimano con un prodotto per piante succulente fra marzo e luglio. In inverno devono essere ricoverate al chiuso, a temperature comprese fra 8 e 15 °C, senza annaffiarle: tollerano anche l’ambiente caldo dell’appartamento, ma in questo caso non andranno a riposo e non fioriranno l’estate successiva.

 

I suoi nemici: le cocciniglie, scudetti scuri localizzati tra le radici, che si combattono al rinvaso, aggiungendo al terriccio una modesta dose dell’apposito insetticida oppure, in maniera più casalinga, disponendo in fondo al vaso una pallina di naftalina. I marciumi radicali causati dal ristagno idrico o da annaffiature eccessive.

 

Curiosità: il genere è stato scoperto solo nel 1811, ma è stato studiato in modo sistematico solo negli ultimi 60 anni, scoprendo almeno 500 tra specie, sottospecie e varietà. È possibile creare giardini rocciosi in miniatura, che possono ricordare giardini giapponesi in miniatura

Articolo di Elena Tibiletti

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