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Le piante grasse: la lingua di suocera o epiphyllum
Inviato da Redazione GI il 19-11-2012 11:42
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Nome scientifico: Epiphyllum ackermannii

Famiglia: Cactacee

 

Com’è fatta: originaria delle foreste tropicali dell’America centrale, dove si comporta come epifita, cresce cioè sulla corteccia degli alberi tropicali, da cui fa pendere i fusti piatti, divisi in articoli che, se cadono, emettono radici dal nodo. I fusti, appiattiti e lunghi fino a un metro, sono incapaci di sostenersi da soli e quindi ricadono; su di essi si sviluppano in primavera numerosi, grandi fiori. La specie più comune è Epiphyllum ackermannii dai fiori rosso fuoco, molto facili da ottenere. Oggi i floricoltori hanno creato numerosissimi ibridi che si diversificano per il colore dei fiori, che copre tutta la gamma cromatica tranne il verde, il blu e il marrone.

Dove si coltiva: in piena terra solo nelle zone costiere più miti del Sud Italia e lungo la costa tirrenica, in un luogo riparato dai venti freddi e ben soleggiato. In vaso in tutte le altre zone italiane, spostandolo in esterni da aprile a ottobre.

Come si coltiva: in vaso di coccio, da tenere appeso o in posizione soprelevata in modo che i fusti ricadano liberi, con diametro compreso fra 14 e 24 cm a seconda delle dimensioni della pianta. Il terriccio deve essere leggero e molto drenante, formato da terra fertile (come quella per fiori) con sabbia grossolana e lapillo vulcanico. Non ama l’esposizione diretta ai raggi del sole, se non per 4-5 ore al giorno durante l’estate, ma la posizione deve essere molto luminosa: l'ideale è sospendere il vaso ai margini di un pergolato o di un portico, al riparo dal sole e dai forti venti che, oltre a far ondeggiare pericolosamente i vasi, potrebbero danneggiare i delicati fiori. Le annaffiature devono essere regolari, distanziate fra loro ma abbondanti durante la bella stagione. Ogni 15 giorni da aprile a settembre si concimano con un prodotto per piante grasse. Per favorire la fioritura, in inverno devono rimanere a una temperatura compresa fra 5 e 12 °C, con poca acqua una volta al mese, e non devono vivere in un vaso troppo grande. Si moltiplica con facilità per talea estiva prelevando porzioni di fusto fra nodo e nodo.

 

I suoi nemici: gli afidi neri, che aggrediscono i boccioli provocandone la caduta precoce; le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati alla base o attorno alle areole di spine; si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, con i prodotti appositi. I ristagni idrici, pericolosissimi soprattutto per E. ackermannii, che causano marciumi radicali.

 

Curiosità: viene chiamata “lingua di suocera” per la lunghezza dei suoi fusti, appiattiti e muniti di spine sottili e fastidiose… I grandi fiori spesso emettono un odore disgustoso, ma assai apprezzato dalle mosche, che lo visitano e, così facendo, lo fecondano.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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