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Piante grasse: il myrtillocactus crestato
Inviato da Redazione GI il 19-11-2012 12:28
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Nome scientifico: Myrtillocactus geometrizans crestatus

Famiglia: Cactacee 

Com’è fatto: proveniente dal Messico, è caratterizzato da fusto eretto, che in natura può raggiungere anche i 4 metri di altezza, ma in coltivazione 50-60 cm, di colore verde-bluastro ricoperto di una patina biancastra (pruina), poco ramificato. Ha crescita abbastanza rapida. In estate produce fiori bianchi, vicino alle areole, a cui seguono frutti commestibili, di sapore simile a quello del mirtillo (da cui il nome). È dotato di 5-6 costolature, su cui sono presenti areole lanose, con 5-7 spine radiali rosso-verdi e una spina centrale nera. La varietà crestata presenta la parte apicale appiattita e allargata, a formare una vera e propria cresta, ed è di dimensioni minori rispetto alla specie.

Dove si coltiva: in piena terra solo nelle aree costiere più miti del Sud Italia e lungo la costa tirrenica, nella roccaglia per evitare che le dimensioni ridotte portino a schiacciarlo inavvertitamente. In vaso in tutte le altre zone italiane, spostandolo in esterni da maggio a settembre.

Come si coltiva: in vaso di dimensioni di un terzo inferiori rispetto al diametro del fusto. Vuole un terriccio sabbioso e molto ben drenato con pomice, lapillo o ghiaino. Va collocato in pieno sole anche d’estate, comunque con molta luce. Durante la bella stagione le annaffiature non devono essere abbondanti e bisogna attendere che il terriccio si asciughi completamente tra un apporto e l'altro. Si concima con l’apposito prodotto da aprile ad agosto una volta al mese. In inverno va ricoverato in un luogo fresco (8-15 °C), interrompendo del tutto le annaffiature.

 

I suoi nemici: le cocciniglie cotonose, fiocchetti bianchi localizzati alla base attorno al colletto; si combattono, meglio se fin dall’inizio dell’attacco, con i prodotti appositi. I marciumi radicali, conseguenza di un eccesso di annaffiature.

 

Curiosità: fino a una decina d’anni fa le crestature rappresentavano un’eccezione, perché si ottenevano in natura per mutazioni spontanee. Oggi però esistono tecniche di moltiplicazione facilitate, messe a punto di recente, che permettono di ricavare in economia nuovi esemplari, che si trovano in numerosi punti vendita a prezzi contenuti.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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