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Spinaci da tutto il mondo
Inviato da Redazione GI il 06-02-2013 13:25
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In questa stagione negli orti familiari così come in tavola non possono mancare gli spinaci, in quanto ricchi di proprietà e rapidi da coltivare. Oltre agli spinaci italiani, però, ne esistono tantissime varietà altrettanto buone da provare. Eccone alcune.

Lo spinacio cinese: una curiosità da sperimentare
• Lo spinacio cinese o amaranto commestibile è una specie di origine centroamericana, nonostante il nome; l’amaranto era in realtà una delle primarie fonti di cibo delle popolazioni locali prima che i conquistatori spagnoli
ne vietassero la coltivazione, perché si riteneva che questo cibo fosse tossico ed era inoltre legato a ritualità pagane che gli spagnoli volevano reprimere, cancellando così secoli e secoli di tradizioni locali.

• Oggi questo curioso ortaggio è reperibile nei negozi etnici soprattutto nel Nord Europa ed è ottenibile da seme, che può essere acquistato sul web. Ha bisogno di clima mite e cresce rapidamente, nel giro di due mesi le foglie sono pronte da raccogliere. Molto diffuso oggi in Cina, è noto come Yin Tsai.

Lo spinacio neozlandese, campione di resistenza al caldo
• Gli spinaci non sono ortaggi coltivabili nei mesi caldi, perché rapidamente montano a seme a fine primavera: per la stagione estiva si può però scegliere un’altra specie che ha affinità con gli spinaci in quanto a sapore e utilizzo in cucina, la tetragonia, di origine neozelandese e ampiamente utilizzata dai Maori; è nota anche come cavolo di Cook, il navigatore che nel ‘700 lungamente esplorò il continente australiano, circumnavigando l’allora sconosciuta Nuova Zelanda.

• La tetragonia appartiene a un genere diverso dagli  spinaci: è infatti una Aizoacea, come il mesembriantemo. Ha foglie commestibili che si sviluppano bene anche nei mesi caldi, non teme i terreni sabbiosi ed è una specie amante delle zone costiere: cresce bene nei terreni salini.

• Si coltiva partendo da seme, che può essere collocato direttamente a dimora dopo essere rimasto immerso in acqua per un giorni; la semina si fa dopo la fine di aprile nelle zone della Pianura Padana e già da fine marzo nelle zone costiere e nel Sud. Pianta facile e generosa, dà il meglio in terreni fertili, con irrigazioni frequenti e abbondanti. Generalmente non si ammala e non soffre di parassiti.

• La raccolta dello spinacio neozelandese inizia dopo circa 70 giorni dalla semina; in condizioni favorevoli la raccolta diventa scalare offrendo così ottime foglie da usare in cucina durante tutta l'estate.

• Attenzione: quando la tetragonia incomincia a produrre i fiori (insignificanti), utilizzate solo le foglie, non più i germogli che prendono un sapore amaro.

Lo spinacio gigante
• Chenopodium giganteum è chiamato anche tree spinach, albero degli spinaci, per le grandi dimensioni della pianta, oltre due metri nelle sue terre d’origine centroamericane. Oltre a essere gradevole di sapore è anche molto bella: le foglie hanno sfumature violette a partire dalla base.

• Lo spinacio messicano si coltiva da seme, facendolo germogliare in vaschette o seminiere, e si trapianta in piena terra, al sole, da fine aprile in poi. Ben irrigato, cresce rapidamente e fornisce foglie ottime se scottate in olio e aglio e unite a frittate, ripieni di pasta o semplicemente condite con un filo di olio. Se trova un ambiente idoneo e va a seme, la pianta facilmente si riproduce, diventando persino infestante.

• Questa specie, di origine indiana, non va confusa con un’altra pianta commestibile, Cnidoscolus aconitifolius, chiamata anch’essa tree spinach o spinacio messicano, e che è invece originaria del Centro America. I semi dello spinacio gigante sono facilmente reperibili sul web.

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