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Felci, piante da appartamento dalle origini lontane
Inviato da Redazione GI il 10-04-2013 15:06
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Le felci richiamano alla mente piacevoli valli, fresche e ombreggiate foreste rallegrate dal costante gorgoglio dei ruscelli. Il loro utilizzo nelle nostre case e in giardino ci rievoca queste immagini.

Il loro aspetto così morbido e ricadente ci fa venir voglia di sedervi accanto, rilassandoci nella semplice contemplazione di forme cosi armoniose. Ma delle felci c’è molto altro da conoscere e apprezzare rispetto alla loro mera apparenza. Innanzitutto la loro lontana comparsa sulla terra, datata intorno ai trecento milioni di anni fa. Se è vero infatti che i muschi sono state le piante pioniere nella conquista dell'ambiente terrestre, non vi è dubbio che le felci, pur rimanendo legate ad ambienti umidi, sono state le prime ad aver sviluppato caratteristiche tali da favorire il loro insediamento in ambienti più secchi, potendo quindi avanzare maggiormente verso l’entroterra e formare le immense foreste che, a quei tempi, coprivano buona parte dei Continenti.

Proprio per la loro antichissima origine le felci si riproducono senza la formazione di fiori, frutti e semi, ma solo attraverso delle piccole spore, che per la loro crescita necessitano di un alto livello di umidità. Per questo motivo i tropici ospitano il più ampio numero di specie di felci, mentre nel nostro paese queste piante rimangono principalmente legate ad ambienti umidi del sottobosco o in prossimità di stagni e torrenti.

 

ROMANTICHE PRESENZE
Un giardino ben articolato non può fare a meno della presenza delle felci, soprattutto se si vogliono creare delle fresche e distensive aree di sottobosco, dove l’umidità e la poca luce diffusa favoriranno la loro crescita.
L'indispensabile presenza delle felci era già ben nota in Inghilterra, in epoca vittoriana, quando alle smanie del collezionismo si affiancò l’estetica del giardino romantico, dove queste piante dalle molli fronde trovavano splendido impiego nel decorare grotte e finte rovine.
Oggi le felci possono essere impiegate in modi differenti: dai giardini d’inverno per le felci tropicali ai cesti sospesi, alle bordure di viali e aiuole, fino alla copertura del terreno di tratti scoscesi.
Chi non ha intenzione di avventurarsi nell’utilizzo di specie esotiche e relative cultivar, può ricorrere alle felci spontanee di cui la flora italiana è particolarmente ricca. Otterrete così il vantaggio di crescere nel vostro giardino piante dotate di una migliore rusticità e maggiormente adattabili alle variazioni stagionali della nostra penisola.
Potrete scegliere tra le più disparate geometrie fogliari, giocando su portamenti differenti che vanno dal ricadente al cespuglioso, fino al rampicante. Le felci nostrane ci offrono anche l’opportunità di combinare tonalità di verde differenti: da quello tenue di alcuni Adiantum a quello decisamente più carico della Matteuccia struptiopteris, passando dal verde lucido e brillante della Scolopendria comune. In autunno poi le foglie dell’Osmunda regalis tingeranno il vostro giardino di gradazioni bronzee e dorate. Quest’ultima felce, un tempo diffusa in tutte le zone acquitrinose d’Italia, risulta oramai estremamente rara allo stato spontaneo a causa della progressiva bonifica e scomparsa dei suoi ambienti d’origine. Potrete trovare una vasta scelta di felci presso il vivaio GardenStudio, a Mezzolara (BO).

 

Ecco il nostro video tutorial sulla divisione delle felci, realizzato proprio in collaborazione con il vivaio citato:

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