Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
coltivare l'orto
Gi
Come fare un orto: camminamenti e letto di semina
Inviato da Redazione GI il 19-04-2013 11:31
Preparazione_orto_a9d9c5b2

Dopo aver preparato il terreno per renderlo coltivabile, è tempo di procedere agli ultimi accorgimenti prima della vera e propria semina tanto attesa da tutti, da chi inizia un nuovo orto tanto quanto da chi lo fa ormai abitualmente. Si tratta del posizionamento dei camminamenti e della preparazione del letto di semina.

I lavori di arieggiamento sono stati facilitati anche dagli agenti atmosferici: sfruttarli a proprio vantaggio è importante. Per questo, il momento migliore per effettuare il posizionamento dei camminamenti e la preparazione del letto di semina è quello in cui il terreno è umido, una giusta via di mezzo fra arido e fangoso. Ovviamente, laddove le piogge non fossero sufficienti, si può provvedere a una preventiva irrigazione.

I materiali adatti a diventare camminamenti sono molteplici: la scelta va fatta in base alle dimensioni del vostro spazio, al valore economico, ma soprattutto tenendo conto di optare per materiali che resisteranno alle intemperie, all’umidità e che al contempo non interferiscano con le coltivazioni. Delle assi di legno spesse ma non trattate, per esempio, sono un’ottima alternativa, naturale e anche gradevole esteticamente.

Per posizionare i camminamenti, assicuratevi di aver precedentemente rastrellato il terreno che andrà a sostenerle: questo permette di eliminare eventuali sassi o altro che potrebbe comprometterne la stabilità. Anche la distanza delle file dev’essere costante e non troppo esigua, in modo da garantire a tutte le future coltivazioni di avere abbastanza spazio per svilupparsi. Ogni varietà ha necessità diverse, ma genericamente, per ottenere una fila doppia di piante, un metro di larghezza è più che sufficiente.

Una volta calcolate tutte le distanze e posizionati i camminamenti, è utile rilavorare il terreno per ammorbidirlo, per smuoverlo con una vanga. Il passo successivo sarà così più facile e veloce: si tratta del rastrellamento, fondamentale per eliminare eventuali sassi o erbe spontanee.

Se volete ridurre la quantità di malerbe che spunteranno con la semina o il trapianto, c’è ancora un’operazione che si può fare adesso, a patto però che manchino almeno 15 giorni alla semina o trapianto. Si tratta della cosiddetta “falsa semina”, cioè di “ingannare” i semi delle malerbe, facendo loro credere che sia il momento giusto per germogliare.

Per farlo basta annaffiare il letto di semina subito dopo, proprio come si fa quando si seminano le piantine da orto. Entro una settimana le malerbe incominceranno a germogliare, e quindi si può procedere subito a estirparle. Se si estirpano quando sono ancora piccole, entro i 5 cm d’altezza, è facilissimo estrarle con tutta la radice, in modo che non si riformi subito dopo la pianta.

È un’operazione faticosa, perché bisogna stare chinati sulla terra a levare le piantine una per una con le dita, ma la fatica viene ripagata dal fatto che, quando si semina veramente, 15-20 giorni dopo, nascerà meno della metà delle malerbe che sarebbero nate senza la falsa semina.

 

 Ecco il nostro video tutorial:

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA