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Coltivare l'orto: semi o piantine? E quali tutori?
Inviato da Redazione GI il 24-04-2013 10:40
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Tra l’inizio e la fine del mese incominciano le semine e i trapianti in tutta l’Italia continentale (tranne l’arco alpino). È tempo di incorporare un concime per orto a lenta cessione, fresare la terra, affinarla con il rastrello e pareggiarla per accogliere le piantine.

• Se annaffiate in abbondanza con getto nebulizzato, come se aveste già seminato (“falsa semina”), stimolerete la nascita delle malerbe, che potrete facilmente eliminare.
• Nel Sud si raccolgono piselli e fave, che più a Nord vanno invece rincalzate per favorire la stabilità delle piantine.

PIANTINA O SEME?
• Spesso nasce il dubbio relativoquale sia la migliore soluzione tra la semina o l’acquisto di piantine già pronte per il trapianto. Non esiste una risposta valida in assoluto, perché dipende dai tanti fattori in gioco.
• Le piantine sono ottime se non si ha il tempo di seguire le semine, se si arriva in ritardo a fare l’orto (per es. in Val Padana a fine mese o addirittura in maggio), se si è alle prime armi, se si vive sull’arco alpino dove i mesi utili sono troppo pochi (da metà maggio a fine settembre).
• Perfette anche nel caso in cui, l’anno precedente, l’orto sia stato colpito da virus: cercate le piantine innestate, che sono resistenti ai più comuni virus per ogni specie di ortaggio.
• Tra gli svantaggi delle piante già pronte ci sono l’impossibilità, quasi sempre, di conoscere la varietà acquistata, la possibilità che abbiano subito trattamenti chimici (sono rare quelle certificate biologiche) e l’obbligo di metterle subito a dimora: non resistono più di due giorni fuori terra, quindi prima di comprarle date un occhio al meteo e alla vostra agenda…
• La semina permette di gestire tutto il processo: scelta delle varietà, tempistica per il diradamento,  l’eventuale ripicchettaggio e la messa a dimora, uso o meno di sostanze chimiche, ripristino delle fallanze ecc.
• Il rovescio della medaglia è la lunghezza e la “difficoltà” del processo: bisogna partire almeno un mese prima della messa a dimora, con seminiere o cassoni caldi, e seguire giornalmente la crescita, perché un eccesso d’umidità o una carenza d’acqua possono mandare in malora tutte le plantule in due giorni…
• Ovviamente, la semina comporta il solo costo della bustina di semi (attorno ai 2-3 euro), mentre ogni singola piantina costa, a seconda della specie e varietà, da 60 cent a 3 euro…

 

A CIASCUNO IL SUO TUTORE
Fagioli, fagiolini e piselli richiedono una struttura di sostegno data da due pali alti almeno 2 m, infissi per almeno 20 cm, alle due estremità di ogni fila. In mezzo, disponete una rete di plastica (quella di metallo graffia le mani durante la raccolta), oppure canne o gli appositi tutori metallici avvitati, a distanza di 20 cm uno dall’altro. Completate con due legacci annodati ai pali e a ogni sostegno, uno a 20-30 cm d’altezza e l’altro in alto, poco sotto le punte.
• Per i fagiolini nani bastano una serie di cannucce da 50 cm, da infiggere per 10-15 cm, a distanza di 15 cm una dall’altra.
• Per i pomodori disponete all’inizio e a 1 m di distanza sulla fila i pali da 2 m, collegandoli con una rete a maglie larghe, in plastica o metallo, alle cui maglie legare i tralci.
• Per i cetrioli va bene la stessa impalcatura ma alta 1 m (più 15 cm in terra), e per gli zucchini alta 1,50 m (almeno 20 cm in terra); ambedue vanno indirizzati e legati man mano che crescono.

 

Ecco il nostro video tutorial sulla costruzione dei tutori, seguite il nostro canale per vederli tutti!

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