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Come coltivare la plumeria o frangipani
Inviato da Redazione GI il 10-07-2013 10:15
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La plumeria giunse in Europa nel 1770, con i primi esemplari introdotti in Gran Bretagna e coltivati in serra calda. Fu infatti il frate botanico Charles Plumier, alla fine del ’600, l’esploratore delle regioni tropicali che ne scoprì le diverse specie, e a lui il medico-botanico svedese Carlo Linneo dedicò nel ‘700 il genere di queste seducenti piante.

Si chiamano anche “frangipani” perché il loro aroma (che richiama essenze fruttate o fragranze tipo gelsomino, limone,caprifoglio e rosa insieme) ricorda il famoso profumo creato alla corte di Caterina de’ Medici (XVI secolo) dal conte italiano Maurizio Frangipani.

 

COME COLTIVARLA
• Ponetela all’aperto in una posizione soleggiata, preferibilmente con un’ombreggiatura durante le ore più calde della piena estate. È meglio che sia anche riparata dal vento, per evitare facili e irrimediabili lacerazioni sulle grandi foglie. Tollera bene l’aerosol marino.

• Desidera un terriccio bilanciato e molto fertile, non pesante, e un ottimo drenaggio aggiungendo perlite o pomice al substrato e uno straterello di ghiaia o argilla espansa sul fondo del vaso. In piena terra vive bene su terreni sciolti, sabbiosi, aridi, anche sassosi, purché sempre ben drenati.

• Le annaffiature si effettuano nel periodo vegetativo, da metà aprile a metà ottobre in vaso, lasciando sempre asciugare il terriccio tra una e l’altra. In piena terra, se non dovesse piovere per più di due settimane, è bene apportare un’annaffiatura di soccorso. Durante l’inverno, in qualunque situazione di svernamento, vanno completamente sospese. Sopporta l’acqua salmastra.

• In piena estate gradisce vaporizzazioni del fogliame all’alba o di prima mattina con acqua distillata.

• Da maggio a settembre si compiono le concimazioni: nei primi cinque anni di vita il prodotto deve essere per piante verdi, per favorire la crescita; dal sesto anno va sostituito con uno per piante da fiore. Entrambi devono essere liquidi e somministrati ogni 15 giorni nell’acqua d’irrigazione.

 

COME MOLTIPLICARLA
• La riproduzione da seme consente di ottenere varietà diverse dalla pianta madre, a condizione di avere nelle vicinanze cultivar fertili (non ibridi). Si utilizzano i semi prodotti l’anno precedente, prelevandoli in maggio direttamente dalla pianta e ponendoli in vasetti con torba e sabbia leggermente umide, da tenere tra 20 e 25 °C costanti. Ci vogliono almeno cinque anni prima di ottenere la fioritura, che sarà diversa da quella della pianta madre.

• La moltiplicazione per talea porta a piante identiche alla madre e, spesso permette un anticipo nella fioritura, dopo soli tre anni. In maggio si prelevano porzioni di rami maturi, semilegnosi, grigiastri, lunghe 30-60 cm, che si liberano di quasi tutte le foglie e si lasciano ad asciugare in luogo ombroso e ventilato per due settimane. Poi si interrano in vasi con metà sabbia e metà terriccio per succulente, da tenere sempre leggermente umido, in luogo prevalentemente ombreggiato. Verso la fine di agosto, quando la piantina avrà prodotto un’abbondanza di foglie, ci stanno un paio di concimazioni potassiche. Attenzione al primo inverno: la temperatura deve essere superiore a 12 °C.

• Per dovere di conoscenza, le plumerie si riproducono anche per margotta, e si possono innestare (metodo inglese o a V), per ottenere fiori diversi sulla stessa pianta.

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