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La coltivazione del kiwi
Inviato da Redazione GI il 15-10-2013 15:39
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Arrivato e diffuso in Italia da non più di qualche decennio, il kiwi (Actinidia chinensis) si è ambientato molto bene in Italia, soprattutto in pianura padana dove viene prodotto su larga scala. In giardino si rivela una pianta apprezzabile sia per la sua bellezza sia per la produzione di frutti, in autunno.

La coltivazione del kiwi
Predisponete una robusta struttura di pali e fili per sostenere la vegetazione oppure utilizzate una pergola con portanti sufficientemente solidi da sostenere il peso della vegetazione.
Assicuratevi che il terreno non sia calcareo: in quel caso, prima dell’impianto miglioratelo con apporti di torba e terriccio per azalee o rododendri, e predisponete un’irrigazione con un sistema di filtraggio dal calcare se avete acqua “dura” nella rete idrica. L’ideale è disporre di un pozzo con acqua a pH neutro.

Per un risultato estetico e produttivo è consigliabile avere almeno 3 esemplari femmina più un esemplare maschio, da far salire su una pergola; sarà bene evitare le zone colpite in estate da forte vento asciutto e cercare di mantenere una elevata umidità ambientale, con pacciamatura del terreno intorno alle radici e frequenti irrorazioni di acqua anche sulla chioma. Sono particolarmente utili in estate anche per “raffreddare” il terreno e la vegetazione, altrimenti c’è il rischio di vedere bruciature sul fogliame che perde la sua turgida bellezza, uno degli ottimi motivi per regalarsi questa pianta generosa, ottima anche nei giardini pensili: il suo apparato radicale, infatti, rimane piuttosto superficiale, sottile e fittamente ramificato, e per questo è particolarmente sensibile all’aridità e al caldo. Quando viene il momento della raccolta, staccate qualche frutto e apritelo: se i frutti hanno i semini già tutti neri, il frutto è praticamente maturo, e presto la sua polpa morbida, dolce e nutriente sarà pronta per arrivare in tavola.

Ecco altri utili consigli per la coltivazione del kiwi
• Pianta ideale per la pianura, dove cresce rapidamente, il kiwi non ama il vento di mare; tollera bene il freddo intenso ma non il caldo asciutto e il terreno arido.

• Non ama il suolo calcareo: se il vostro giardino presenta questa caratteristica, le piante potrebbero avere uno sviluppo lento e poco soddisfacente. In quel caso dovrete intervenire apportando torba per ridurre l’eccesso di calcare e rendere il suolo ben drenante.

• In giardino e in terrazzo potete farlo crescere su pergole e grigliati. Attenzione: lo sviluppo è rapido e impetuoso, non accostate il kiwi da frutto ad altre rampicanti delicate, come le clematidi, perché rischierebbe di soffocarle rapidamente.

• Piantate il kiwi in autunno o a fine inverno, acquistando le piantine presso un vivaio serio che possa darvi consigli utili legati all’andamento climatico della vostra zona. Le gelate tardive sono particolarmente dannose per i germogli neonati a fine inverno: se c’è questo rischio, piantate gli esemplari in una posizione esposta a Sud, ben soleggiata, in modo da ridurre al minimo la persistenza della brina.

• Vigoroso e poco esigente, il vostro kiwi ha bisogno di concimazioni organiche (letame in polvere o pellet, compost o letame maturo, se lo trovate) a fine inverno; durante la stagione primaverile ed estiva non occorrono altre concimazioni.

• I frutti si formano sui rami dell’anno, non sul legno vecchio; dopo la raccolta, a fine autunno o fine inverno, si eliminano i rami che hanno portato i frutti accorciandoli severamente. Non effettuate la potatura tardivamente perché altrimenti c’è una forte perdita di linfa: si dice che la pianta “piange”.

• Potete togliere parte delle foglie da metà estate in poi per lasciare i frutti ben esposti al sole e favorire una maturazione precoce.

MALATTIE E DANNI DEL KIWI

I kiwi Sono danneggiati da:

Fisiopatie causate da
1) gelo 
2) grandine
3) vento 
4) clorosi ferrica

Malattie tra cui:
1) batteriosi che provocano tumori radicali
2) attacchi fungini che provocano marciumi radicali e muffa grigia. 
Inoltre, tra i problemi riscontrati, è utile ricordare che ci sono degli insetti come Metcalfa pruinosa, Ceratitis capitata, che possono danneggiare seriamente la pianta, la prima imbrattando gli organi vegetali di melata e favorendo lo sviluppo di fumaggini, la seconda provocando ingenti danni ai frutti. Da non dimenticare anche numerosi acari appartenenti a diverse specie responsabili di danni alla pianta.

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