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Insetti parassiti delle piante: i vermi
Inviato da Redazione GI il 13-11-2013 10:36
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Parassiti animali: Vermi dei frutti

Nomi scientifici: Cydia funesta, C. tenebrana, C. pomonella, Anarsia lineatella, Rhagoletis cerasi, R. completa, Ceratitis capitata, Saissetia (Dacus) oleae ecc.

 

 

Che cosa sono: per lo più larve di Lepidotteri (farfalle) o di Ditteri (mosche) che si sviluppano da uova deposte nei frutticini appena iniziano a formarsi e all’interno dei quali si sviluppa la larva che si nutre della polpa del frutto. Tra i Lepidotteri ci sono la carpocapsa della mela e della pera e il verme della noce (Cydia pomonella), le tignole delle Drupacee (C. funesta, C. tenebrana), l’anarsia dell’albicocca e della pesca (Anarsia lineatella). Fra i ditteri si annoverano la mosca della ciliegia (Rhagoletis cerasi), quella mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), quella della noce (Rhagoletis completa) e quella dell’oliva (Saissetia o Dacus oleae).

 

Quali piante attaccano: appartengono a così tante specie di insetti da colpire praticamente tutte le piante da frutto, inclusi agrumi, kaki, fico, actinidia, ma con l’eccezione della vite, del fico d’India e dei frutti di bosco.

 

Come si manifestano: appena incomincia l’allegagione subito dopo la sfioritura, e quindi la formazione del frutticino, gli adulti (farfalle e piccole mosche o moscerini) svolazzano attorno alle piante di loro interesse, fermandosi sui frutticini per deporre le uova mediante l’ovopositore appuntito che fora la buccia.

 

Che danno provocano: i danni sono provocati dalle femmine che depongono le uova sui frutticini, provocandone nel caso siano colpiti gli agrumi l’immediata marcescenza e caduta, mentre in tutti gli altri casi i frutticini si sviluppano a volte normalmente, a volte deformi perché contengono al loro interno le larve, schiuse dalle uova, che si nutrono della polpa del frutto. Talvolta i frutticini marciscono durante lo sviluppo e cadono.

 

Quando colpiscono: in generale lo sfarfallamento degli adulti si ha tra aprile e giugno, ma a volte le uova vengono deposte inizialmente sui germogli. Alcuni insetti svolgono varie generazioni l’anno, che colpiscono diverse specie di frutti, mentre altri sono specifici di una sola specie di frutto. Spesso le varietà precoci o al contrario quelle tardive evitano il pericolo perché la formazione dei frutti non coincide con la deposizione delle uova.

 

Come si prevengono: l’impianto di varietà precoci o tardive, a seconda del parassita presente nella zona geografica, può salvare il raccolto. La presenza degli adulti si può rilevare con trappole innescate con il feromone specifico per ciascuna specie.

 

Come si eliminano: nel frutteto familiare si possono tollerare attacchi anche del 20-30%, poiché una parte dei frutti colpiti, quando la larva è penetrata da poco tempo, si può ugualmente consumare eliminando l'indesiderato "inquilino", oppure scartando la parte del frutto danneggiata e utilizzando quella sana per confetture. In generale, a volte si possono evitare anche i trattamenti contro la prima generazione, spesso limitata e poco dannosa ai frutti.

Per alcune specie esistono le trappole di cattura (adesive o a imbuto), reperibili nei consorzi agrari. In caso di elevati attacchi, evidenziati dal superamento, nelle trappole, della soglia d’intervento propria di ogni specie, bisogna trattare subito con insetticidi che agiscono sulle uova (ovicidi) oppure, dopo 5-10 giorni dalle catture, con insetticidi che agiscono sulle larve (larvicidi). Contro i Lepidotteri si può anche utilizzare il Bacillus thuringiensis, ammesso in agricoltura biologica, seguendo bene le indicazioni in etichetta.

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