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La bromelia in appartamento
Inviato da Redazione GI il 25-11-2013 11:45
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Per molto tempo le bromelie sono state considerate piante difficilmente coltivabili in casa, più adatte a una serra che a un appartamento. La verità è, però, che le bromelie si possono adattare facilmente alle normali condizioni di casa.

Questa è un’ottima notizia per tutti gli appassionati di piante da interno che vogliono dare una scossa di colore dal sapore del tutto tropicale al loro verde casalingo. Queste piante sono infatti disponibili in una sorprendente gamma di colori; anche escludendo le loro appariscenti fioriture, le bromelie sono piante dal bellissimo fogliame con striature, bande e macchie dalle tonalità rosso, verde, viola, arancione, giallo, che si mescolano tra loro per creare ogni volta combinazioni differenti e fantasiose.

I fiori inoltre possono variare enormemente nella forma e nelle dimensioni: disponendosi su un asse centrale o adagiandosi su lunghi steli ramificati dall’aspetto flessuoso; le infiorescenze possono raggiungere anche i dieci metri di altezza o rimanere in alcuni casi più piccole di un fagiolo.

A seconda della specie i fiori possono mantenersi quasi del tutto inalterati nella forma e nel colore per un periodo di due settimane fino addirittura ad arrivare a dodici mesi: risultano dunque tra le piante d’appartamento quelle con il periodo di fioritura tra i più lunghi.

LE LATINO-AMERICANE DEL MONDO VEGETALE
Le bromelie appartengono alla famiglia delle Bromeliaceae, contenente più di tremila specie ripartite in 56 generi. Sono piante a distribuzione neotropicale. Ciò significa che possono essere incontrate allo stato spontaneo solo nelle foreste tropicali e subtropicali del continente americano.

L’unica eccezione fino a oggi conosciuta è la rara Pitcairnia feliciana che cresce nelle fenditure delle rocce nelle foreste della Repubblica di Guinea in Africa. Per il resto il loro areale di distribuzione va dal Cile e l’Argentina in Sud America, attraverso l’America centrale e i Caraibi, raggiungendo il loro limite più settentrionale in Virginia e nel Sud-Est degli Stati Uniti. Il Brasile risulta il paese con la maggiore diversità di specie di bromelie. Le bromelie crescono dal livello del mare fino ai quattromila metri di altitudine, adattandosi a una vasta gamma di habitat: dai caldi e aridi deserti, fino alle fresche cime delle montagne, passando per le umide foreste pluviali.

Possono crescere affondando le loro radici direttamente nel terreno, in pieno sole lungo spiagge sabbiose o all’ombra di un sottobosco tra la lettiera di foglie e detriti di legno. Esistono anche specie così dette casmofite, in grado di ancorarsi sui duri affioramenti rocciosi, dove le radici penetrano nelle crepe e fessure per rintracciare l’umidità e la sostanza organica. La maggior parte delle bromelie, tuttavia, appartiene alla categoria delle epifite: piante che crescono senza alcun problema su delle altre piante, che possono essere grandi alberi, cespugli o cactus.

Non di rado, nelle regioni tropicali, dove l’umidità atmosferica raggiunge concentrazioni molto elevate, si possono incontrare le bromelie che prosperano con vigore anche sui pali del telefono o direttamente sui fili dell’alta tensione.

 

MENO CAPRICCIOSE DELLE ORCHIDEE
Le bromelie in natura condividono lo stesso ambiente di molte orchidee epifite, anche se rispetto a queste ultime risultano molto più tolleranti agli sbalzi di temperatura, alla carenza d’acqua e più in generale a tutte le dimenticanze colturali che spesso le piante d’appartamento si trovano a dover fronteggiare.
Per quanto riguarda la quantità di luce da offrire alle vostre piante, le esigenze possono variare molto da specie a specie.

Come regola generale potrete posizionare i vasi in prossimità di una grossa finestra, magari esposta a est, evitando così le bruciature causate dai forti raggi solari del pomeriggio. Le temperature ottimali perché una bromelia possa prosperare sono intorno ai 20-25°C, ricordando che se le temperature dovessero salire la pianta necessiterebbe di una maggiore umidità atmosferica: in tal caso una o due nebulizzazioni al giorno sarebbero l’ideale. Le bromelie in natura possono essere veramente molto resistenti alla carenza d’acqua; non a caso una delle maggiori cause di morte di queste piante nei nostri appartamenti è dovuta a un eccesso nelle innaffiature.

Un’abbondante irrigazione una volta a settimana sarà sufficiente per mantenerle in un buono stato di salute. Potrete versare l’acqua anche direttamente dentro la coppa formata dalla base delle foglie, stando attenti però a che non si creino dei marciumi che rovinerebbero irrimediabilmente la pianta. Per il terreno di coltura potrete scegliere sia la comune corteccia di conifere utilizzate per le orchidee sia un terreno mediamente ricco di nutrienti che mescolerete con un po’ di sabbia per migliorarne il drenaggio.

Le bromelie sono per la maggior parte piante monocarpiche, che significa che fioriscono una sola volta nella vita prima di morire. Non disperate però per questo, infatti, se la pianta è in buone condizioni di salute, produrrà dalla base numerosi nuovi getti che potrete delicatamente staccare dalla pianta madre. Per fare ciò aspettate che si sia formata la caratteristica forma a coppa al centro della pianta e che siano state prodotte delle piccole radichette che faciliteranno l’attecchimento.

 

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