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Coltivazione integrata e coltivazione biologica delle mele
Inviato da Redazione GI il 24-11-2010 19:21
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La coltura del melo è tanto antica quanto preziosa. In Europa venne portata dai greci e dai romani che, a loro volta, la diffusero poi nei paesi conquistati. Nel Medioevo furono soprattutto i conventi ad occuparsi di pomicoltura e a custodire le conoscenze in materia.

In Trentino Alto Adige la coltivazione delle mele è, da quasi un secolo, una vera e propria istituzione e nel 2005 l’Unione Europea ha messo sotto tutela la definizione “Mela Alto Adige IGP” e le mele del Trentino sono oggi tra le più richieste e tutelate.

Il 96% dei frutticoltori segue oggi le direttive AGRIOS per la coltivazione intergrata. Alcune misure prescritte dalla coltivazione integrata sono:

  • Predisposizione di nidi artificiali per gli uccelli utili (cinciallegra, upupa e altri)
  • impiego di reti contro i maggiolini
  • mantenimento nei frutteti di mucchi di sassi e rami per fornire nascondigli agli antagonisti del topo campagnolo
  • il frutteto deve essere concimato solo con quantità di nutrienti minerali e organici necessari e non è consentito l’utilizzo di erbicidi nocivi per il terreno.

A partire dagli anni ’80 anche in Trentino Alto Adige ha preso piede anche la coltivazione biologica, che prevede l’utilizzo di tecniche naturali e rifiuta l’impiego di pesticidi e fertilizzanti chimico-sintetici. La coltivazione biologica, oggi il 4 % della produzione di mele in Trentino, favorisce inoltre il riciclo naturale dei materiali in azienda e sfrutta la naturale resistenza delle piante contro malattie e parassiti.

La raccolta delle mele in Trentino inizia a metà agosto e termina a novembre per un totale di circa 1.000.000 di tonnellate e rappresenta circa il 10-12 % della produzione complessiva dell’UE.

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