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La fittonia, pianta per piccoli spazi
Inviato da Redazione GI il 03-11-2014 14:10
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Piante d’appartamento: Fittonia

Nome scientifico: Fittoniaargyroneura, F. verschaffeltii

Famiglia: Acantacee

 

 

Graziosa piantina che offre il pregio di essere poco ingombrante: basta avvolgerne i fusti attorno alla chioma e poi su bastoncini, fissandoli con un legaccio, per coltivarla senza problemi di spazio.

 

Com’è fatta: erbacea perenne, a portamento strisciante e con capacità di emettere radici a livello dei nodi; non si allunga oltre i 30 cm. Piccioli e fusti sono ricoperti da una leggera peluria. Ha foglie ovali, opposte, leggermente cordate alla base, in F. argyroneura di colore verde brillante segnate dalle nervature bianco-argentee o bianco-crema, in F. verschaeffeltii più grandi, di colore verde oliva scuro, leggermente vellutate e ricoperte da un fitto reticolato di venature rosso-carminio. I fiori, se compaiono, si trovano tra le brattee che compongono le infiorescenze a forma di spiga.

 

Dove si coltiva: proveniente dalle foreste tropicali del Perù, si alleva in un vaso in plastica, di diametro di 16 cm per pianta larga 22 cm; meglio un vaso poco profondo o una ciotola perché l’apparato radicale è molto superficiale. Si rinvasa ogni 2-3 anni, in primavera, con una parte di terra di foglie e due parti di torba, oppure una parte di terriccio universale e una parte di sabbia di fiume. Indispensabile un drenaggio perfetto.

 

Come si coltiva: vuole un’esposizione ombreggiata o semiombreggiata, senza raggi solari diretti, e una temperatura compresa tra 20 e 28 °C, ma tollera bene le alte temperature e la minima è di 12 °C. Da maggio avanzato all’inizio di settembre può stare all'esterno, in luogo ombreggiato; in inverno deve vivere in casa lontano da fonti di calore e riparata da correnti d’aria fredda, in luogo mediamente luminoso. L’acqua deve essere abbondante in estate, ogni 2-3 giorni; moderata in inverno ogni 7 giorni, evitando di lasciar asciugare troppo il terreno tra un apporto e l'altro. La concimazione si effettua da maggio a settembre ogni 15-20 giorni un prodotto per piante verdi nell'acqua d’annaffiatura. F. argyroneura richiede la cimatura dei fusti striscianti, all’altezza dei germogli giovani, per contenerne lo sviluppo. I fusti laterali tendono a radicare da soli; tra maggio e giugno si possono staccare dalla pianta madre e interrare in contenitori singoli. Si riproduce anche per talea apicale tra maggio e luglio.

 

I suoi nemici: gli afidi attaccano fusti e foglie e la pianta diventa fuligginosa e appiccicosa, va quindi trattata subito con un insetticida aficida.

 

In aggiunta: vaporizzate spesso la pianta con acqua non calcarea, almeno a giorni alterni, per tutto l'arco dell'anno, per fornirle la necessaria umidità.

Articolo di Elena Tibiletti

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