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Howea o kenzia, facile e resistente
Inviato da Redazione GI il 20-10-2014 14:10
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Piante d’appartamento: Kenzia

Nome scientifico: Howea forsteriana

Famiglia: Palme

 

Pianta comunissima nelle case, perché è quasi indistruttibile, resiste in parecchie condizioni limite (sotto il sole e in ombra, con poca acqua, senza concime) ed è molto longeva (30 anni e più), grazie alla crescita assai lenta. Per questo motivo, gli esemplari grandi sono costosi, oltre che ingombranti: sono adatti a saloni di ricevimento o spaziosi luoghi di rappresentanza. È però facile trovare soggetti piccoli (altezza 30-50 cm) a buon mercato: l’acquisto è valido perché si tratta di una specie robusta, bella ed elegante, aggraziata e leggera.

 

Com’è fatta: pianta a forma di palma, in natura alta fino a 20 m, in vaso fino a 3 m. Ha foglie molto grandi, arcuate, con lamina allargata a ventaglio, di colore verde intenso, con lungo gambo fibroso. I soggetti adulti, in condizioni ottimali, producono mazzi ramificati di spighe di fiorellini di colore verde-marrone.

 

Dove si coltiva: è arrivata dall’isola di Lord Howe, nell’Oceano Pacifico, da cui il nome Howea. In Occidente si coltiva in vaso in plastica, di diametro 20 cm per un esemplare alto 40 cm. Ogni 2-3 anni va rinvasata in un contenitore di due misure in più in aprile-maggio; oltre i 50 cm di diametro basta rinnovare il terriccio superficiale ogni primavera. Il substrato deve essere costituito da una parte di terriccio universale e una di torba, con una manciata di perlite o sabbia e una di humus. Necessita di un ottimo drenaggio sul fondo del vaso.

 

Come si coltiva: ama un’esposizione alla luce, meglio senza raggi solari diretti, ma le piante adulte vivono anche in penombra o con la luce artificiale. La temperatura ideale è compresa fra 16 e 25 °C, con una minima di 12 °C; tollera fino a 32 °C. Da maggio a settembre gradisce la collocazione in esterni, in posizione luminosa ma non soleggiata; deve stare in casa nei restanti mesi. Fornite acqua in primavera-estate una volta a settimana, in autunno-inverno ogni 10-15 giorni, direttamente sul substrato già ben asciutto. Concimatela da maggio ad agosto, ogni mese nell’acqua d’irrigazione, con prodotti per piante verdi. Quando le foglie si seccano per più della metà, meglio reciderle alla base con le cesoie o il segaccio; se sono solo le punte a essere secche o annerite, con un paio di forbici tagliatele nel punto in cui restano verdi. La moltiplicazione è impossibile in casa perché avviene solo tramite seme fresco.

 

I suoi nemici: se alla base della pianta compaiono zone nerastre e le foglie perdono lucentezza e consistenza, si piegano e appassiscono, è un eccesso d’acqua. Se le foglie presentano le punte secche e il seccume lentamente si estende a tutta la lamina, è la mancanza d’umidità; aumentate le vaporizzazioni e fornite appena un po’ più d’acqua d’irrigazione. Se le foglie divengono appiccicose e biancastre, con zone disseccate e, urtate, si levano minuscoli moscerini bianchi che subito dopo vi si riappoggiano, è la mosca bianca (aleurodidi).

 

In aggiunta: sono necessarie le vaporizzazioni della chioma, soprattutto in estate e in inverno con il riscaldamento acceso, quando devono essere giornaliere, mentre nelle altre stagioni possono essere a giorni alterni. Non ama le correnti d’aria fredda. Attenzione nel maneggiarla: gli steli che portano le foglie, oltre che robustissimi, sono anche molto taglienti, soprattutto lungo i margini e, se li dovete tagliare, munitevi di un paio di robusti guanti da lavoro, meglio se del tipo antitaglio.

 

Articolo di Elena Tibiletti

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