Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
piante da appartamento
Gi
Monstera, una pianta gigante nelle foglie
Inviato da Redazione GI il 20-12-2013 14:56
Monstera_356bea54

Piante d’appartamento: Monstera

Nome scientifico: Monstera deliciosa

Famiglia: Aracee

 

 

Il suo nome scientifico effettivamente allude alle dimensioni “mostruose” della pianta e al sapore del frutto, gustoso e dolce, simile a quello dell’ananas. È apprezzata per la bellezza del fogliame: ogni foglia ha una durata sorprendente (fino a 5 anni, come per tutti i filodendri) prima di ingiallire, appassire e cadere; ciò significa che occorre essere ben attenti a non danneggiarle, perché i segni indelebili rimangono, a meno di non tagliare la foglia stessa. Fa bella figura senza bisogno di cure: basta ricordarsi di fornirle un po’ d’acqua e di concime ogni tanto. Se situata nel luogo adatto, può vivere oltre 30 anni ma necessita di almeno 2 mq di spazio e, se compressa contro pareti o vetrate, soffre e assume un portamento sgraziato.

 

Com’è fatta: pianta rampicante, con fusti dotati di grosse radici aeree e foglie lunghe oltre un metro e larghe 60 cm; cuoriformi da giovani, assumono in seguito il caratteristico aspetto profondamente inciso e perforato. Fiorisce, raramente in casa, producendo una spata bianco-crema con un lungo spadice al centro. Il frutto si ottiene solo nella zona d’origine.

 

Dove si coltiva: proveniente dalle foreste del Messico, va collocata in un vaso in plastica, di diametro 24 cm per una pianta alta 40 cm. Per ottenere esemplari di grandi dimensioni occorre rinvasare ogni anno in aprile; quando le dimensioni diventano proibitive basta rinnovare il terriccio superficiale, che deve comunque essere costituito da metà di torba e metà di terriccio universale, con un buon drenaggio sul fondo del vaso.

 

Come si coltiva: l’esposizione deve essere molto luminosa ma senza sole diretto; tollera una media luminosità e perfino la poca luce, ma le foglie rimarranno piccole e prive di incisioni e fori (quindi meno ornamentali). Prospera fra 20 e 25 °C, ma resiste sino a 32 °C purché ci sia umidità sufficiente. La minima tollerabile è di 10 °C. Da maggio a settembre può essere spostata all’aperto, a mezz’ombra; in casa negli altri mesi. L’acqua va somministrata una volta a settimana, in abbondanza in estate; ogni 10-15 giorni in inverno. Lasciate sempre asciugare il terriccio fra un’annaffiatura e la successiva. Concimatela da marzo a settembre ogni 30 giorni nell’acqua d’irrigazione, con un fertilizzante per piante verdi. Recidete alla base le foglie veramente molto danneggiate o per più di metà secche. Moltiplicatela in primavera per propaggine o margotta, oppure in agosto per talea di fusto o di germoglio.

 

I suoi nemici: se sulle foglie appaiono macchie marroni, secche, circoscritte, è una bruciatura da sole. Se le macchie partono dall’apice e progressivamente si estendono a tutta la lamina fogliare, è la mancanza d’acqua e d’umidità. Se lungo i piccioli e all’inserzione sul fusto, compaiono minuscoli fiocchetti cotonosi bianchi, mobili, sono le cocciniglie cotonose. Se sulle foglie appaiono macchie nere, molli, che tendono ad allargarsi senza seccarsi, se non quando tutta la foglia è annerita e cade, è un eccesso d’irrigazione.

 

In aggiunta: è una specie affine ai filodendri, quindi le cure sono molto simili. In piena estate e in inverno con il riscaldamento acceso è utile vaporizzare acqua non calcarea ogni giorno sul fogliame; anche il tutore muschiato va spruzzato per aiutare a mantenere la giusta umidità. Quando l’esemplare si allunga di oltre mezzo metro al di sopra del tutore, è possibile allungare il supporto con una prolunga, se il tutore è di tipo estensibile, oppure occorre cambiarlo, ma l’operazione è delicata: si dovrà usare molta cautela per non danneggiare le foglie.

Articolo di Elena Tibiletti

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA