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Tulipani, significato e storia
Inviato da Redazione GI il 05-03-2014 11:33
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A prima vista i loro bulbi possono sembrare delle cipolle o delle grosse teste d’aglio, molto più utili per la cucina che per il giardino; se coltivati però a dovere, riservandogli le cure che meritano, sapranno trasformarsi, durante i primi giorni di primavera, da brutti anatroccoli in meravigliosi cigni.

Stiamo parlando ovviamente dei Tulipani, le bulbose più famose e maggiormente coltivate in ogni parte del Globo. Queste piante, grazie anche al loro breve ciclo vitale accompagnato da una prorompente fioritura, hanno saputo trovare spazio nei balconi per la coltivazione in vaso, o in giardino per bordare aiuole o piccoli percorsi, o ancora recisi, in un vaso, per colorare l’interno delle nostre case.

Si tratta di bulbi di medie dimensioni che iniziano a vegetare non appena le rigide temperature invernali lasciano spazio ai tepori della primavera. La pianta produce generalmente dalle tre alle cinque foglie a forma lanceolata, di un verde glauco e dall’aspetto carnoso. Queste si dispongono ad avvolgere, come fossero dei mantelli, un unico e prezioso stelo fiorale, che tende a svettare sopra la massa di foglie, probabilmente consapevole della sua essenziale bellezza. Recentemente sono state create anche delle varietà il cui stelo si dirama per produrre più fiori, ma di norma ogni bulbo di tulipano produce una sola corolla. I fiori di dimensioni ragguardevoli, sono spesso descritti nei cataloghi dei bulbi come fiori dalla corolla singola o doppia, a forma di coppa o di sfera, frastagliati sui margini, a forma di giglio o di pappagallo, o ancora dai petali allungati che nel complesso formano il disegno di una stella. La parte basale dei petali è spesso di un colore più scuro o più chiaro rispetto al resto del fiore, che crea così un piacevole contrasto. Per la scelta dei colori ci si può dunque basare su una gamma di tonalità e variegature praticamente infinita, che i coltivatori continuano a incrementare ogni anno attraverso l’ibridazione, per offrirci una scelta sempre più vasta.

 

La coltivazione dei tulipani ha avuto origine in Asia e in Medio Oriente molti secoli fa ed era già largamente diffusa nella Turchia del XIV secolo, dove i sultani amavano decorare le aiuole dei loro harem e delle loro residenze con questi fiori. Il nome tulipano pare proprio che derivi dal termine olandese “tulband”, che vuol dire “turbante”, per la forma del fiore che ricorda effettivamente un copricapo ottomano. Attorno alla metà del XV secolo dalla Turchia vennero poi inviate in dono all’Olanda alcune varietà di bulbi di tulipano, che furono coltivate con successo e in seguito ibridate tra loro per creare nuove cultivar.

Da qui a breve i tulipani iniziarono a spopolare, diventando non solo dei fiori molto pregiati da coltivare in giardino, ma assumendo il ruolo di veri e propri status symbol per chi li possedeva. In pochi anni si assistette a quella che può essere definita come una vera e propria “febbre dei tulipani”. Tutti, anche commercianti poco appassionati alla botanica, erano alla costante caccia del fiore dalle forme e dalle tonalità più stravaganti, da acquistare e da rivendere al prezzo più alto. Verso la metà del XVI secolo un singolo bulbo di Semper Augustus, una varietà di tulipano rosso le cui screziature bianche furono ottenute infettando il bulbo con un virus della pianta del tabacco, venne venduto per la somma di 6.000 fiorini: l’equivalente dello stipendio di dieci anni di lavoro di un artigiano e di molto superiore a un quadro di Rembrandt che pochi anni dopo venne acquistato per la cifra di 1.650 fiorini.

Tale frenesia dei tulipani portò molta gente a indebitarsi e a vendere bulbi che non erano ancora stati selezionati, creando così la prima bolla speculativa di cui si ha memoria, che generò una delle più grandi crisi economiche della storia.

 

Ecco il nostro tutorial sulla coltivazione dei tulipani:

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