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Dorifora: larve e insetti su tutta la pianta
Inviato da Redazione GI il 19-01-2014 13:01
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Dorifora

Nome scientifico: Leptinotarsia decemlineata

 

 

Che cos’è: coleottero Crisomelide molto comune nei terreni coltivati a patata perché si nutre delle sue foglie sia quando è ancora una larva, sia da adulto.

 

Quali piante attacca: la dorifora è un parassita caratteristico della patata, anche se può attaccare altre Solanacee, come melanzana e pomodoro.

 

Com’è fatto: l’adulto ha forma ovale e corpo ben protetto da una robusta corazza, color giallo crema solcata da righe longitudinali nere; è lungo fino a 1,2 cm e largo poco meno. Le larve, dal corpo allungato (fino a 1,5 cm), molliccio e viscido, hanno colore arancione-rosso, con fianchi punteggiati di nero, capo e zampe nere.

 

Che danno provoca: sia gli adulti, sia soprattutto le larve, provvisti di robusti apparati boccali masticatori, danneggiano l’intera pianta, fusti, foglie, fiori e frutti, divorando tutte le parti vegetali con le robuste mandibole. In caso di forti attacchi, l’apparato fogliare viene distrutto in pochi giorni, riducendo la pianta a uno scheletro. La sofferenza della pianta si riflette nella produzione di tuberi piccoli o nella produzione assente.

 

Quando colpisce: l'attività della dorifora inizia in primavera, quando l’adulto esce dal terreno ove ha svernato. La deposizione delle uova, che avviene sulla pagina inferiore della foglia, anticipa la comparsa (in maggio-giugno) delle voracissime larve, che hanno 15-30 giorni per accrescersi, divenendo adulti tra giugno e agosto. In totale le generazioni sono due al Nord e tre al Sud.

 

Come si previene: con forti infestazioni nell’anno precedente, è consigliabile distribuire, da aprile a luglio, uno specifico fertilizzante contenente ricino, il cui odore scaccia le larve dal terreno.

 

Come si combatte: quando si notano le prime larve di dorifora, si possono eliminare manualmente, così come gli adulti. Sulle larve bisogna irrorare un insetticida a base di piretro naturale, da somministrare ogni 7-10 giorni, oppure un preparato a base di Bacillus thuringiensis var. tenebrionis o var. kurstaki, tutti prodotti ammessi in agricoltura biologica, che non comportano un tempo di carenza (tempo di attesa prima di consumare i tuberi).

 

 

Foto credit: Bayer Crop Science

 

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