Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
parassiti e malattie
Gi
Parassiti delle piante, la processonaria
Inviato da Redazione GI il 01-04-2014 13:22
Processionaria_rid_3073e35b

Parassiti animali: Processionaria

Nome scientifico: Traumatocampa (= Taumatopoea) phytiocampa

 

 

Che cos’è: è una farfallina che infesta le conifere, in particolar modo i pini, fino a una ventina d’anni fa solo nei boschi e ultimamente anche in città. Così come nelle aree urbane sono di recente stati segnalati casi di attacco anche sui cedri.

 

Quali piante attacca: l’insetto colonizza tutte le specie di pino, di mare e di montagna, e talvolta i cedri del Libano e atlantico e il peccio o abete rosso. Esiste anche un’altra specie di processionaria, tipica delle querce e meno nociva.

 

Com’è fatta: la processonaria è un insetto, appartenente all’ordine dei Lepidotteri, che in forma di adulto passa pressoché inosservato, dati i colori bruno-nerastri che contraddistinguono le ali di questa farfalla notturna (falena). La larva, cioè il bruco, ha colore scuro, è lunga 3-4 cm, e ha il corpo completamente ricoperto di peli fortemente urticanti. I bruchi hanno l’abitudine di muoversi “in processione”, vale a dire in fila indiana, salendo e scendendo dai tronchi e dai rami degli alberi; può capitare che perdano l’appiglio e cadano dall’alto dell’albero infestato.

 

Che danno provoca: i bruchi hanno attività defogliatoria, cioè si nutrono degli aghi di conifere, preferibilmente degli apici dei rami; dopo aver defogliato un intero albero, si spostano in processione alla ricerca di un’altra pianta su cui nutrirsi; in genere non portano direttamente a morte l’albero, ma lo indeboliscono fortemente esponendolo all’attacco di altri tipi di parassiti.

Molto più grave è il potenziale danno a uomini e animali domestici, determinato dal contatto fra le larve e la pelle: queste, infatti, quando escono dal nido, possono cadere su persone o animali sottostanti provocando gravi irritazioni a causa dei peli che le ricoprono, fortemente urticanti al punto da bruciare la cute, da nuocere alle vie respiratorie o da causare seri rischi in caso di contatto con gli occhi o le mucose. In caso di contatto è sempre fortemente consigliabile una visita al pronto soccorso (umano o veterinario).

 

Quando colpisce: la farfalla depone le uova in agosto-settembre, sui rami delle conifere, nei punti più nascosti. Nell’arco di un mese nascono le larve che, se la temperatura lo consente, incominciano subito ad alimentarsi, spostandosi più volte in gruppo da un ramo a un altro. Con l’arrivo della cattiva stagione i bruchi si fermano raggruppandosi in un grosso nido sericeo, da essi stessi creato, posto all’apice dei rami in punti particolarmente soleggiati, dove le larve trascorrono l’inverno. In primavera riprende l’attività nutritiva defogliatoria e con essa le migrazioni da un albero all’altro fino all’imbozzolamento nel terreno, in maggio-giugno. Ne scaturiscono, tra la fine di luglio (in montagna), la fine di agosto (in pianura) e la metà di settembre (nelle zone costiere), gli individui adulti, cioè le farfalle.

 

Come si previene: non è possibile effettuare alcuna prevenzione. Se l’infestazione è in atto nella propria zona, è però raccomandabile monitorarne la presenza mediante le apposite trappole di cattura degli adulti, reperibili presso i Consorzi agrari. In caso di superamento della soglia d’intervento, indicata sulla confezione, si procede con i trattamenti obbligatori di lotta.

 

Come si combatte: le trappole a feromoni per la cattura dei maschi di processionaria vanno installate dalla metà di maggio nel Sud fino alla metà di giugno sulle Alpi, in ragione di 6-8 trappole/ha. La soglia d’intervento è indicata sulla confezione.

Il prodotto più indicato è un bioinsetticida a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, disponibile in commercio con vari formulati di numerose ditte diverse, attivo contro le larve dei Lepidotteri e innocuo per l’uomo e gli altri animali, quindi particolarmente adatto all’impiego nei giardini. I trattamenti, che devono colpire le larve dell’anno, si effettuano tra settembre e novembre, al momento della nascita del primo stadio larvale e prima del ritiro nel nido. Nelle zone già infestate l’anno precedente, è opportuno effettuare almeno un paio di trattamenti anche alla ripresa primaverile, tra marzo e maggio-giugno (da Sud a Nord), prima dell’imbozzolamento. Bisogna intervenire dopo il tramonto (in quanto il prodotto si degrada alla luce) bagnando molto bene tutta la chioma delle piante infestate.

Durante l’inverno (tra dicembre e febbraio), infine, è importante rimuovere e bruciare i nidi che appaiono sui rami e gli eventuali residui, così da eliminare in un sol colpo tutte le larve. L’operazione non è semplice: bisogna proteggere bene tutta la pelle e il viso (in particolare occhi, naso e bocca), e bisogna evitare di rompere il nido, con conseguente fuoriuscita delle pericolose larve. Se non si è esperti, è meglio affidarsi a personale specializzato, data la pericolosità dell’operazione.

 

Note: la lotta alla processionaria è OBBLIGATORIA, regolamentata dal Decreto ministeriale 17 aprile 1998 che, all’art. 1, stabilisce l’obbligo quando la presenza dell’insetto minaccia seriamente la sopravvivenza del popolamento arboreo o costituisca un rischio per la salute umana e degli animali. Informatevi a tale riguardo presso l’ufficio Tecnico o l’ufficio Ambiente del vostro Comune o della vostra Regione.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA