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Orto sinergico: cos'è e come fare?
Inviato da Redazione GI il 06-07-2014 12:52
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Orto sinergico: definizione che sintetizza un approccio che pone in primo piano il rispetto per ogni forma di vita, dagli invisibili batteri del suolo alla verdura che arriva in tavola.

Un orto sinergico non viene arato né concimato, non riceve prodotti chimici di nessun tipo, accoglie piante da orto diverse, associate a cereali e ad altre specie che “collaborano” fra loro: questi sono alcuni dei principi-guida di questo tipo di orticoltura, un’esperienza interessante che coinvolge anche sul piano emotivo, incidendo sullo stile di vita con riflessi positivi e appaganti.

 

Obiettivo: il rinnovamento della fertilità
L’agricoltura sinergica è un concetto, elaborato dalla francospagnola Emilia Hazelip, che eredita le tradizioni del passato e rivoluziona l’approccio alla produzione di vegetali destinati all’alimentazione umana e animale. Lo scopo prioritario è ottenere stabilmente il rinnovamento della naturale fertilità del terreno, senza uso di prodotti chimici e senza alterare la struttura del suolo. Le piante sono scelte e coltivate in modo da creare sinergie positive fra le diverse specie; lo stesso tipo di pianta può essere presente in varie fasi del ciclo di crescita, anche quando è in fase di decomposizione o interrata (l’operazione si chiama “sovescio”) per nutrire il suolo.

 

Un orto sinergico richiede grande spazio?
In effetti, per ottenere i migliori risultati è bene dedicare tutto lo spazio verde a questo tipo di approccio, che dà risultati apprezzabili se praticato in un’area tale da consentire ogni sinergia naturale nel suolo e nell’ambiente. Se l’orto è piccolo, bisognerà scendere a qualche compromesso, pur nella logica di una scelta “al naturale”. Ciò non toglie che i principi di base sono accettabili anche a livello di piccolo orto familiare, perché pongono in primo piano il rispetto della natura e dell’ambiente; a differenza dell’agricoltura biologica, che prevede l’impiego di antiparassitari naturali e di concimi, l’orto sinergico mira a non aver bisogno di questi “interventi esterni”, affidando a un delicato ma efficace equilibro naturale, il compito di provvedere alla salute delle piante e del suolo.

 

Le regole da rispettare
Non concimate, ma utilizzate le forme di nutrimento come il sovescio e il compostaggio; non rivoltate la terra, per conservare il prezioso humus superficiale; non lasciate aree di terreno nude; trovate un buon equilibrio tra rotazioni e consociazioni di ortaggi. Partendo da questi requisiti di base potete intraprendere la strada dell’orto sinergico, che insegna a guardare alla natura come parte in causa e non come specie dominante.

 

Nulla va sprecato
Uno dei principi più importanti da applicare nella gestione di un orto sinergico è quello di evitare ogni spreco. Questo riguarda sia le piante (che, appunto, possono trovare utilizzo anche nella funzione di concimazione, o venire usate per proteggere altre piante dai parassiti), sia i prodotti e gli attrezzi: l’attenzione al riciclo, e lo stop alle spese inutili e superflue, fa parte di una visione della vita che mira a cambiare il nostro sguardo sul regime quotidiano che caratterizza gran parte delle società moderne. Sinergia significa rapporto positivo e interscambio fra uomo e natura, ma anche fra gli uomini e le donne che vivono in una determinata area.

Nell’orticoltura sinergica si favorisce quindi il contatto, stimolando l’acquisto di prodotti orticoli del territorio allo scopo di sostenere l’economia locale, limitare al minimo il movimento di merci, proteggere le varietà locali e le specificità del territorio.

 

Un lavoro attento e continuativo
Come altre forme di approccio rispettoso e naturale alle piante destinate al consumo alimentare o alla decorazione di spazi verdi, l’orto sinergico richiede un lavoro non troppo impegnativo, ma continuativo e attento. Le mani dell’orticoltore non sono “sulla” ma “nella” natura: il lavoro umano di cura delle piante fa parte della sinergia complessiva fra le forme di vita esistenti nello spazio coltivato e nell’ambiente circostante (la campagna, il bosco, il giardino...).

Se non avete sviluppato precedenti esperienze di agricoltura naturale, accostatevi al metodo di agricoltura sinergica con gradualità, perché altrimenti c’è il rischio di incorrere in delusioni: il percorso di avvicinamento passa attraverso una serie di sperimentazioni che mirano a individuare le tipologie di ortaggi più resistenti e più adatti all’ambiente, al clima, al tipo di malattie che più facilmente si possono verificare (per esempio perché favorite da un tipo di clima umido e afoso). Se avete il vostro verde solo in balcone, può essere difficile mettere in pratica alcuni principi guida: vi limiterete, per quanto possibile, a interpretare le linee base di tutela della fertilità naturale del terreno in vasi e fioriere.

 

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