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Ortaggi invernali, cosa coltivare
Inviato da Redazione GI il 10-09-2014 10:30
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Con l’arrivo dei mesi freddi, l’orticoltore può continuare a ottenere dal proprio orto invernale il piacere di verdure sane e fresche. Per ottenere questo risultato occorre preparare bene il terreno dell’orto fin dai primi di settembre, aggiungendo sacchi di buon terriccio nuovo e fertile e migliorandone il potere nutritivo integrando concimi di natura organica.
In questo periodo nei banchi delle piantine per l’orto sono disponibili molte varietà di ortaggi a ciclo invernale. La scelta delle verdure è in funzione del tipo di clima e dell’esposizione (il vento freddo riduce la gamma di ortaggi coltivabili).

 

Il sedano
Croccante e saporito, buono da crudo e indispensabile nei brodi, minestroni e ragù, il sedano è uno di quegli ortaggi di cui si fa un uso pressoché continuo nel corso dell’anno, anche se nell’orto la sua presenza è prevalente in autunno e primavera, perché il caldo intenso lo rende di minore qualità. Il sedano acquista infatti un sapore migliore dopo i primi geli anche se in commercio lo troviamo tutto l’anno, prodotto nelle serre professionali. Può essere prodotto nell’orto di casa e anche in vasi e cassette purché profondi e con terreno sciolto, leggero e fertile; si ottengono risultati più facili partendo dalle piantine pronte, facilmente reperibili anche in autunno nei garden center.

Il sedano non è tra gli ortaggi più facili in quanto ha esigenze di terreno non troppo sabbioso, fertile, ben nutrito, e di un posto non troppo ventoso. Un clima troppo caldo e arido fa indurire precocemente gli steli, per questo si preferisce la coltivazione da fine estate all’autunno o da fine inverno alla primavera, con raccolto prima del periodo caldo.

Irrigazioni costanti e regolari e un eventuale ombreggiamento, se il sole è molto caldo (per le varietà a coltivazione tardo-primaverile ed estiva) ne migliorano la qualità. I sedani autunnali, i più pregiati, vengono pronti per il raccolto, anche sotto tunnel o in serra in autunno-inverno.

La pratica dell’imbianchimento è essenziale per ottenere i fusti più teneri e croccanti. Consiste nella legatura con carta da pacco o formando un monticello di terra intorno ai fusti, per mantenerli bianchi in quanto al buio perdono la clorofilla. In questo modo i fusti più interni rimangono bianchi e particolarmente croccanti, di sapore delicato senza punte amarognole.

 

Finocchio, più buono in autunno
Il finocchio è un’ottima scelta per l’orto autunnale. Privo di grassi, è indicato per chi è attento alla linea: le fibre saziano senza ingrassare e hanno effetto lassativo (soprattutto se cotte). Il finocchio dà i risultati migliori nell'Italia centro-meridionale, perché ha bisogno di temperature non troppo basse durante il ciclo vegetativo, ma cresce anche al Nord se in posizione protetta e soleggiata. Non si adatta a tutti i terreni: in suoli pesanti, argillosi o troppo compatti il grumolo (la parte commestibile bianca) fuoriesce dal terreno, diventando verde, duro e fibroso. Se coltivato in vaso richiede un contenitore ampio e profondo almeno 50 cm.

I finocchi acquistati in settembre in piantine pronte sono meno sensibili ai problemi di temperatura. Va curata bene l’irrigazione (meglio se a goccia): gli stress idrici danno luogo a grumoli duri, fibrosi o secchi, poco gradevoli al palato. È preferibile annaffiare poco ma spesso. Molto importante è la pratica della rincalzatura, da effettuare più volte nel corso del ciclo colturale: due settimane dopo il trapianto e poi a intervalli di due-tre settimane, in modo da favorire la formazione di grumoli bianchi e serrati.

Il finocchio invernale “Serpico” sopporta bene le basse temperature ed è quindi ideale anche per gli orti dell’Italia settentrionale.

 

Cardo, radicchio e cicoria
Il cardo, ortaggio “antico” che non a tutti piace, è il vero campione del gelo. Molto croccante, si spezza al contatto e subito scurisce. Ha un sapore dolce e gradevolissimo, ed è l'unica specie di cardo che si può mangiare anche crudo senza condimento. Nizza Monferrato, in Piemonte, è il capoluogo della sua area produttiva; i terreni sabbiosi di origine alluvionale che costeggiano il fiume Belbo, insieme a un clima autunnale nebbioso e freddo, ne consentono la buona crescita.
Se volete avere i cardi nel vostro orto invernale, dovrete seminarli in primavera oppure acquistare le piantine e piantarle entro agosto-settembre; a fine settembre vanno scalzate da un lato, coricate e progressivamente coperte di terra. Questo procedimento, con la complicità del clima autunnale, provoca l'incurvamento (è infatti chiamato “cardo gobbo”) e l'imbianchimento del fusto, che giunge a completa maturazione soltanto quando le prime gelate ne ammorbidiscono la fibrosità. Il cardo gobbo ottiene il suo massimo trionfo nella bagnacauda, preparazione a base di olio, aglio e acciughe: va servita bollente in singole ciotole e vi si intingono cardi, sedani, peperoni, finocchi e altri ortaggi crudi.
Anche il radicchio rosso trevigiano subisce lavorazioni complesse, prima nell’orto e poi in acque fredde; nell’orto di casa è più semplice coltivare altri tipi di cicoria rossa o verde,  meno esigenti ma anche meno pregiati, senza dimenticare verdure quali la catalogna o la spadona da taglio, che crescono anche in vaso e che migliorano con l’arrivo delle basse temperature.

 

Verza, un concentrato di salute
Acquistate entro settembre le piantine di verza da trapiantare subito in terra leggera e fertile. Le verze, nel clima mite e umido di settembre-ottobre, crescono rapidamente e forniscono ottimo fogliame per zuppe, insalate e involtini saporiti.

 

Cavolo riccio
Il cavolo a foglia riccia, di cui esistono numerose varietà, si pianta nell’orto o in vaso a fine estate per un raccolto autunnale e invernale; le belle foglie assumono una consistenza migliore e un sapore più intenso da ottobre in poi, quando le notti si fanno decisamente fredde e le giornate sono ancora soleggiate e luminose.

 

Il sedano da radice, un ortaggio poco conosciuto
• Il sedano rapa o sedano da radice è davvero insolito e non da tutti è conosciuto: è caratterizzato dal fatto di ingrossare l’apparato radicale, giungendo a produrre radici anche di 1 kg di peso.

• La radice si consuma lessata con olio e sale, oppure in umido con patate e porri o carote, o ripassata al forno con formaggio o besciamella. Non cresce facilmente in vaso perché ha bisogno di suolo profondo e fertile; viene pronto per il consumo in autunno-inverno ed è coltivato soprattutto in Veneto e nel Nord Europa.

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