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L'Alocasia : una pianta tropicale da interno
Inviato da Redazione GI il 20-10-2014 15:28
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Nome scientifico: Alocasia macrorrhiza
Famiglia: Aracee


È una pianta veramente splendida e molto appariscente, ideale per un regalo importante o per un ambiente ampio e ben arredato, dove possa troneggiare. Ed è anche una pianta ingombrante (tocca rapidamente i 2 m di diametro) e ha una crescita veloce, quindi non prendetela se non avete lo spazio sufficiente. Inoltre non è economica all’acquisto e non è una specie facilissima da coltivare, come tutte quelle originarie delle foreste pluviali tropicali: bisogna soddisfare esattamente le sue esigenze, per mantenerla così spettacolare.

Com’è fatta
Il fusto è erbaceo, costituito dalle guaine fogliari concresciute le une sulle altre. Le foglie, cuoriformi o sagittate, raggiungono i 30 cm di lunghezza e sono colorate in verde chiaro o scuro o porpora, con o senza variegature e sfumature metalliche. In natura produce, in estate, una sorta di fiore a calla verde, impossibile da ottenere in appartamento.
Non molto facili da reperire le altre specie di alocasia: A. metallica, A. cuprea, A. amazzonica.

Come si coltiva
Originaria delle foreste pluviali dell’Indonesia, desidera un’esposizione luminosa ma lontana dai raggi diretti del sole (filtrate la luce con una tenda o una pergola). Tollera anche una posizione mediamente luminosa. La minima invernale deve essere di 15 °C, quindi da inizio ottobre va ricoverata in casa o in veranda e, in maggio avanzato, può ritornare all’aperto. Non tollera correnti d’aria fredda (attenzione al cambio d’aria d’inverno!).
Vive in un vaso in plastica, con diametro minimo 24 cm per una pianta alta 40 cm. Il rinvaso si effettua in primavera ogni anno finché le dimensioni lo consentono, dopo si rinnova solo il terriccio superficiale. Si utilizza una terra soffice, costituita da una miscela di terra universale (2 parti) e torba, terra di foglia, sfagno, sabbia (2 parti complessive).
L’acqua va distribuita direttamente nel terriccio, che deve restare sempre umido (ma non inzuppato). In estate e con il riscaldamento bagnate in abbondanza ogni 3-4 giorni, nelle stagioni di mezzo ogni 5-7 giorni, senza che il substrato si asciughi del tutto. Concimatela da aprile a settembre, ogni mese nell’acqua d’irrigazione, con prodotti per piante verdi, eventualmente addizionati di microelementi.
Anche se diventa troppo espansa, non tagliate le foglie per non rovinarla, piuttosto legate i piccioli delle foglie per contenere il diametro. I nuovi germogli nati alla base del fusto si possono prelevare alla fine di agosto o in settembre e porre in un nuovo vaso per ottenere altre piante.

I suoi nemici
L’eccesso d’acqua o di freddo causa un ingiallimento progressivo e uniforme delle foglie, finché si staccano e cadono. La carenza d’acqua provoca il disseccamento delle foglie. La corrente d’aria fredda determina l’imbrunimento delle punte delle foglie, che si estende a tutta la lamina.

Curiosità
Provenendo dalle foreste tropicali, desidera una notevole umidità da assicurare con un dito di ghiaia, da tenere sempre coperta da un velo d'acqua, nel sottovaso e con nebulizzazioni giornaliere con il riscaldamento e in piena estate, ogni due-tre giorni in primavera e autunno. Le foglie vanno pulite con una spugnetta umida, sostenendole con l’altra mano, ogni 20 giorni in inverno, ogni 30 nel resto dell’anno.

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