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Piante da frutto in autunno: nutrimento e protezione
Inviato da Redazione GI il 07-11-2014 11:47
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Le piante da frutto vanno curate con attenzione prima del riposo invernale, per creare le migliori condizioni di nutrimento e di protezione. Gli alberi da frutto in giardino e in terrazzo sono spesso particolarmente belli in autunno: alcuni, come meli,peri e uva, sono carichi di frutti tra settembre e ottobre; altri, come il nespolo e il kaki, aspettano i geli per offrire il loro raccolto. Inoltre, consentono uno spettacolo di colori che si fa ammirare per molte settimane. Il foliage, così viene chiamato lo spettacolo dei boschi e dei parchi vestiti di colori autunnali, può essere ottenuto anche da piante come meli e peri, questi ultimi particolarmente generosi con le loro foglie rosse, nonché dalla vite, che regala intensi cromatismi da metà ottobre a novembre, prima della caduta delle foglie.

Le cure di stagione: il nutrimento

Mentre si completa il raccolto delle piante che offrono frutti autunnali, è tempo di pensare alla fase nutritiva. La fornitura di buon concime naturale consente infatti di reintegrare le risorse del terreno nelle quali si trovano le radici. Questo comporta, al momento del risveglio, la possibilità da parte della pianta di assorbire energia e di trasferirla alle gemme da foglia e da fiore, che si ingrossano in modo equilibrato e ottimale. Inoltre, la presenza di sostanza organica nel suolo consentirà di migliorare la qualità e la quantità di frutti. Il concime tradizionale è il letame. Mucche, cavalli, capre, pecore, galline e maiali, ma anche uccelli marini, sono gli inconsapevoli donatori di questa sostanza fondamentale per l'ecosistema e fortemente rivalutata dagli agricoltori e giardinieri che scelgono i metodi biologici. Oggi il letame, o stallatico, è un prodotto facile da usare anche a livello domestico perché viene lavorato e trasformato industrialmente, rendendo semplice la gestione del formulato (liquido, in pellet o in polvere) e riducendo in questo modo anche l'eventuale fastidio provocato dall'odore; in realtà un letame ben maturo, vecchio di oltre un anno, emana un aroma particolare e non sgradevole.

I vantaggi del letame

L'impiego del letame apporta numerosi benefici al terreno, perché costituisce una grande riserva di sostanze nutritive (azoto soprattutto, ma anche fosforo e potassio), e di componenti biochimiche indispensabili: aminoacidi, vitamine, acidi umici e fulvici che intervengono sulla capacità di accrescimento radicale e di assorbimento dei nutrienti.
Il letame interviene anche sulla struttura del suolo, evitando il compattamento se argilloso, perché riduce la tendenza alla coesione delle particelle di terra; se il suolo è torboso, migliora la capacità di ritenzione idrica. Dove la granulometria si presenta sabbiosa, la materia organica favorisce la creazione di aggregati stabili.
Il letame non è di per sé un prodotto bio: lo diventa se proviene da allevamenti trattati con metodi biologici: il sacco deve riportare la dicitura "ammesso in agricoltura biologica".
Una volta sparso al piede degli alberi da frutto, non troppo vicino al tronco, va interrato delicatamente con una zappettatura oppure lasciato sull’erba, dove le piogge provvederanno a scioglierlo e portarlo in profondità.

Le potature: quando le piante sono in riposo

Ogni tipo di albero da frutto ha le proprie esigenze; alcuni richiedono solo una pulizia, senza mai fare tagli severi (kaki, ciliegio, fico…); altri, come la vite da uva e da tavola, il melo e il pero, mantengono una produzione di buona qualità solo se la potatura viene effettuata regolarmente e nel modo idoneo. In ogni caso è importante aspettare la caduta delle foglie: quando la pianta è in riposo si possono effettuare le potature, lavorando sempre con attrezzi perfettamente affilati e puliti con acqua e alcool prima di passare da un esemplare all’altro. Questo accorgimento riduce i rischi di contagio di malattie fungine.

La pulizia delle piante

Man mano che cadono le foglie è importante asportarle: anche se lo spettacolo del tappeto di foglie colorate è suggestivo, esse diventano un ricettacolo di parassiti, perpetuandone l’infestazione. Inoltre la loro presenza sull’erba per lungo tempo ne provoca la sparizione; è invece importante lasciare l’inerbimento sotto le piante da frutto, in una logica di protezione del terreno e di tutela della biodiversità. Le foglie vanno raccolte e utilizzate per il compostaggio, come illustrato dal riquadro in queste pagine. In autunno si effettua anche la pulizia del tronco: spazzolandolo con una spazzola a setole rigide e flessibili è possibile asportare residui, larve e uova di insetti.

Piantare nuovi esemplari? È il momento adatto

L’autunno consente anche di rinnovare e arricchire le piante da frutto presenti nel nostro giardino o terrazzo. Potete sostituire quelle che sono ormai invecchiate al punto da non essere più sufficientemente generose, oppure arricchire la gamma di frutti che il vostro spazio verde può offrire, pensando soprattutto alle varietà antiche e locali oppure ai cosiddetti frutti minori, come azzeruolo, sorbo, giuggiolo, nespolo europeo, kaki o specie esotiche ma ben ambientate nei nostri climi (feijoa, nespolo giapponese). Ricordate di lasciare almeno un metro di spazio fra gli alberi da frutto e la siepe di confine e di effettuare il trapianto con le attenzioni del caso, rispettando le corrette distanze fra un esemplare e l’altro. Per questo è indispensabile conoscere, degli alberi che andate a piantare, lo sviluppo e la dimensione allo stato adulto. Questo dato dipende anche dal portainnesti, che determina il potenziale della pianta: un ciliegio su portainnesto franco, per esempio, ha bisogno intorno a se di almeno 5-7 metri, perché diventa un albero imponente. Per quanto riguarda la scelta di specie e varietà, si tratta di individuare i fruttiferi che siano al contempo i più graditi ai vostri gusti e i più adatti alla zona.

Scelta delle specie

Limitandovi a una o due specie otterrete un frutteto esteticamente molto gradevole e ordinato, mentre orientandovi su un ventaglio di specie diverse avrete (oltre al piacere di gustare una gamma di sapori) uno spazio movimentato dalle differenze, non solo dei frutti, ma anche delle fioriture primaverili, dei fogliami autunnali, delle sagome spoglie invernali.
Conviene scegliere fruttiferi che forniscano raccolti scaglionati in un arco di tempo prolungato, in modo da avere sempre qualche frutto da portare in tavola, ma anche da riuscire a consumarli senza essere costretti a regalare l’eccedenza o a fare chili di marmellate. che magari poi non vengono consumate volentieri in famiglia.
Non dimenticate che nel piccolo frutteto domestico è importante optare per varietà autofertili: significa che si autofecondano, con l’aiuto degli insetti pronubi. Avrete così il piacere di un piccolo frutteto sano e genuino che in ogni stagione, e più che mai in autunno, vi regalerà emozioni e sapori da portare in tavola.

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