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Patate: coltivazione delle varietà classiche e colorate
Inviato da Redazione GI il 10-11-2014 12:50
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• Esistono numerosissime varietà di patate, che si dividono in tre principali tipologie: a pasta bianca (Majestic, Kennebec), a pasta gialla (Primura, Monalisa) e a buccia rossa (Desirée), mentre la varietà consigliata come patata novella è Spunta, a pasta gialla.

• Per coltivare le patate si parte dai tuberi-seme, cioè piccole patate con molti “occhi” da cui nasceranno numerosi germogli che daranno vita alle nuove piante. È meglio utilizzare tuberi-seme certificati “sani ed esenti da virus”, in vendita nei consorzi agrari, nei buoni garden center e su cataloghi di vivaisti specializzati, per ottenere un buon raccolto sano.

• Nel Nord Europa è uso coltivare le patate anche in speciali sacchi, oggi reperibili anche nei buoni garden center e in cataloghi di vivaisti specializzati: il raccolto non è enorme ma è interessante ed è consigliabile se si desidera sperimentare la coltivazione in terrazzo o in un piccolo giardino, purché ci sia molto sole.

•  Richiede terreni non sabbiosi ma nemmeno sassosi o ghiaiosi; quelli migliori sono mediamente morbidi e molto fertili, e non devono aver ospitato altre Solanacee (pomodoro, patata, melanzana, peperone) negli ultimi quattro anni. Nel Sud si possono piantare i tuberi-seme in novembre-dicembre, con raccolta in marzo-aprile; nella pianura del Nord si piantano i tuberi in febbraio-aprile con raccolta in luglio-agosto; in montagna si pianta in maggio e si raccoglie in ottobre. Durante la coltivazione bisogna più volte rincalzare le piante, cioè ammucchiare terra alla base di ciascuna formando così delle file rialzate.

• L’annaffiatura deve essere abbondante e frequente nel primo mese dopo la piantagione, poi si dirada progressivamente fino a sospenderla del tutto 20 giorni prima della data di raccolta: in questo modo le patate si ingrossano e hanno un sapore migliore.

Classiche o insolite, da coltivare in autunno e primavera

Le patate hanno un ciclo di coltivazione che va dai due ai tre mesi circa e richiedono di essere coltivate in un terreno fertile che non abbia avuto in precedenza altre Solanacee, come il pomodoro: rispettando la corretta successione, si minimizzano i rischi di parassiti e malattie e si ottengono tuberi di migliori qualità organolettiche e nutritive.

 A caccia di patate insolite

Oggi il crescente interesse per la riscoperta di antiche varietà ha portato alla reperibilità di sementi antiche, a rischio di scomparsa, come le patate peruviane con buccia rosa e gialla e polpa rosa. Le sementi di patate insolite sono proposte anche dall’azienda italiana F.lli Ingegnoli  che propone tipologie rosse e viola. Per sperimentare qualcosa di davvero curioso si possono provare le patate australiane le cui sementi sono acquistabili su www.greenharvest.com.au.


Colori insoliti

La patata “Magenta Love” ha buccia rossa e polpa gialla, ma esistono anche varietà che presentano la buccia maculata e variegata in rosa e rosso. La varietà asiatica “Purple Yam” è rosso intenso, la “Red Norland” ha la buccia e la polpa rosa carico.

Viola o nere, da provare

La “Violet Queen” dalla buccia scurissima e altre varietà a buccia viola, come la “Vitelotte” di origine francese e la “Bergerac” nata da un lavoro di ibridazione, sono varietà di facile coltivazione nell’orto di casa. Il sapore è particolare, dolce e intenso; evoca quello delle castagne e delle nocciole. Hanno però la caratteristica di essere più sensibili agli errori di conservazione: per mantenere al meglio le loro pregiate qualità organolettiche, dopo la raccolta non devono essere esposte al gelo, al caldo, alla luce e all’umidità.

Colori diversi, sapori da scoprire

Pur conservando le doti di base sul piano nutritivo e digestivo, le patate possono stupirci con colori e sapori differenziati. Quelle di colore scuro (blu-viola) contengono antociani, sostanze antiossidanti che aiutano nella prevenzione di tumori e di problemi all’apparato cardiocircolatorio. Oggi queste varietà colorate, che un tempo avevano diffusione negli orti domestici e che erano poi scomparse, sono tornate di attualità ed è facile reperirne le sementi da sperimentare per stupire la famiglia e gli amici: sono ottime.


Patate emiliane: con o senza selenio

È in Emilia, nel bolognese (tradizionalmente area dove le patate sono coltivate dall’Ottocento) che sono nate le patate al selenio, create grazie alla somministrazione fogliare di questo elemento importante per la nostra salute. Già a fine ‘700 le patate crescevano negli orti della collina bolognese e modenese, dove ancora oggi non mancano mai negli orti di questa terra fertile e soleggiata.



Un ortaggio di lunga durata

La rapida diffusione della patata come pianta da orto, dopo che fu fatta conoscere meglio e proposta come fonte di alimentazione per le classi più povere, è dovuta sia alla sua facilità di coltivazione che alla possibilità di conservarla a lungo, anche in epoche in cui non esistevano i moderni frigoriferi industriali. Non vanno tenute al gelo perché il tubero si deteriora e non rende più bene in cottura (risulta difficile friggere bene le patate sottoposte a temperature troppo basse). Ma bisogna anche evitare il caldo per non far nascere i germogli, che provocano l’avvizzimento (il tubero diventa molliccio).  Vanno tenute in ambiente privo di luce, per ridurre il rischio di muffe e marcescenze, fresco e asciutto: non in frigorifero in inverno. L’esposizione alla luce fa diventare la buccia di colore verdastro e favorire lo sviluppo dei germogli.


La patata della Sila, ideale per una dieta leggera

La patata tipica della Sila è una pregiata varietà calabrese che si distingue per il  sapore marcato e deciso e per l’alto contenuto di carboidrati complessi, che la rendono estremamente indicata per chi ha bisogno di una dieta leggera (per esempio chi soffre di diabete).  I carboidrati complessi infatti devono essere scomposti in zuccheri semplici prima di essere assorbiti, il che significa che entrano in circolazione in maniera graduale, contribuendo ad una maggiore stabilità della glicemia. Oggi questa varietà prodotta sulle montagne dell’altipiano della Sila porta il pregio del marchio Igp.

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