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La Dalia: cura e coltivazione
Inviato da Redazione GI il 24-11-2014 10:27
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• Tra la metà di settembre e quella di novembre le dalie sono al culmine della fioritura in montagna. Abbiate però l’attenzione di recidere i capolini appassiti alla base dello stelo che li porta in modo da favorire l’apertura dei bocci rimanenti.

Come si protegge:

• Può rendersi necessaria la sistemazione di ulteriori tutori rispetto a quelli disposti fin da agosto: alcune varietà producono fiori anche di 15 cm di diametro, stradoppi, che risultano pesantissimi per gli esili fusti fiorali. Vederli piegati è un vero peccato, quindi bisogna intervenire prontamente con sostegni robusti, ben infissi, legando saldamente lo stelo.

• Accertatevi anche che l’intera pianta rimanga eretta: una leggera pendenza da un lato porta all’abbattimento dell’intero cespo se dovesse soffiare un vento forte o piovere rabbiosamente. Anche in questo caso servono tutori ai quattro lati per “ingabbiare” la pianta.

Attenzione alle piogge:

• Le piogge rovinano la fioritura, provocando la formazione di muffe sia sulle infiorescenze già aperte, sia sui bocci. Se è possibile, in previsione di precipitazioni prolungate stendete un telo di plastica robuste sulla pianta, fissandolo con mollette ai tutori. Rimuovetelo appena è terminata l’acqua, per far asciugare velocemente il fogliame.

Cosa fare:

Entro la fine del mese, i tuberi vanno estratti dal terreno, perché alle alte quote c’è già il pericolo che geli. Come prima cosa, tagliate in basso gli steli che ancora portano fiori o boccioli: li metterete in acqua in casa, godendoli ancora come fiore reciso.

• Se i fusti e il fogliame rimasti fossero ancora troppo abbondanti, dimezzateli per il lungo, lasciandoli a 50 cm di altezza. Infilate un forcone nella terra, a 10 cm di distanza dal ceppo, cercando di approfondirlo per almeno 15-20 cm in verticale; quindi ruotatelo verso l’alto in modo da sollevare la zolla di terra dove presumibilmente è posto il tubero, senza però ferirlo con le punte.

• Con l’altra mano afferrate alla base il cespo e tirate, mentre con il forcone continuate a fare forza verso l’alto.

• Scuotete il cespo con il tubero per liberarlo il più possibile dalla terra, aiutandovi poi anche con le mani. Recidete la parte aerea a 10 cm e appoggiate il tubero in una cesta.

• In cantina o in magazzino ben arieggiati sistemate i tuberi in cassette di legno, in unico strato e ben distanziati perché si asciughino. Dopo 10-15 giorni potrete togliere il residuo di vegetazione, ripulire le radici dalla terra rimasta strofinandole con una spazzola a setole morbide, e riporli in cassette di legno foderate con paglia naturale oppure sabbia asciutta.

• Nel caso di ferite o marciumi, rifilate la zona con un coltellino e spolverate l’intero tubero con rame in polvere, sistemandolo in una cassetta separata da quelli perfettamente sani.

( Tratto da Saperfare/Montagna di Elena Tibiletti, Giardinaggio n.10, 2014)

Ecco la domanda più frequente sulla coltivazione della Dalia:

Cosa fare dei bulbi dopo la fioritura della Dalia?

 

 Guarda  il nostro video tutorial sulla messa a dimora delle dalie: