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Orchidee invernali
Inviato da Redazione GI il 09-12-2014 09:35
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Le orchidee, si sa, sono viste come uno dei simboli floreali dei Tropici, eppure per alcune delle circa 30.000 specie esistenti, diffuse in habitat estremamente diversi fra loro dal punto di vista climatico, è possibile l'adattabilità ovvero la naturalizzazione anche in zone ove gli inverni siano abbastanza clementi, soprattutto negli areali dell'olivo-limone.

Le orchidee “da freddo”


Una suddivisione molto grossolana distingue fra orchidee da caldo umido e quelle “da freddo”, queste ultime essendo sì geograficamente tropicali ma naturalmente insediate in aree montane: il “da freddo” non significa però che possano prosperare stabilmente all'aperto laddove le gelate anche saltuarie siano la regola. Fra le tante candidate alla naturalizzazione nostrana ho assegnato per esperienza diretta un posto d'onore ai Dendrobium (nobile più vari ibridi, kingianum, monile, aggregatum), alcuni Oncidium (bifolium, flexuosum) e ibridi, Cymbidium, Coelogyne cristata, Epidendrum.
Si tratta nella quasi generalità di specie epifite, cioè naturalmente radicate su alberi di solo supporto, in quanto le piante traggono acqua e nutrimento grazie allo strato spugnoso delle radici aeree (velamen) soprattutto da umidità atmosferica e detriti vegetali: le si può quindi coltivare attaccate a zattere di sughero e tronchetti di legno non liscio, oppure invasate in corteccia di pino sminuzzata (bark) e concimata regolarmente con fertilizzanti liquidi.

Direttamente sulla corteccia


Chi fortunatamente disponga di giardino con alberi adatti in Meridione, isole, Liguria costiera potrà cimentarsi con successo in una vera naturalizzazione insediando perennemente le piante sui tronchi e godendo di splendide fioriture. La corteccia rugosa d'olivo è ottima per insediarvi Oncidium; il fitto feltro fibroso che fascia i tronchi della palma Chamaecyparis excelsa, frequente in molti giardini, è perfetto per la fitta radicazione di tutti gli altri generi e specie citati. In effetti mantiene l'umidità richiesta specie nei mesi caldi e nel contempo permette un facile sgrondo dell'eccesso d'acqua nei mesi invernali.
Da maggio in poi le masse vegetali vanno spruzzate d'acqua ogni sera, concimate ogni 20 giorni con un prodotto fogliare 20-20-20 e ogni 2 mesi con nitrato di calcio all'1%. D'inverno le piante non vanno annaffiate e dove siano comunque previste gelate saltuarie basta una doppia copertura con tessuto-non tessuto. Le foto dimostrano ed esaltano l'attuale fioritura di orchidee naturalizzate nel mio giardino altamente disorganizzato sito nel Golfo del Tigullio ligure, sul mare.

(Tratto da "Tropici di casa nostra" di Andrea Vaccari, Giardinaggio n.11, 2014)

Ecco le domande più frequenti sulle orchidee:

La mia Deindronium nobile è coperta da ragnetti rossi. Come devo curarla?

Il ramo della mia orchidea si è seccato. Cosa devo fare?

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