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Il finocchio, ortaggio della salute
Inviato da Redazione GI il 21-01-2010 11:31
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Lo si ama o lo si odia: il suo particolarissimo sapore di anice, infatti, non permette mezze misure. Nel nostro paese, comunque, il finocchio è soprattutto amato: tra i principali consumatori mondiali, gli italiani sono anche i maggiori produttori.

Oltre che per il sapore, il finocchio è apprezzato perché fa bene alla salute. Un aspetto noto dai secoli dei secoli: anticamente in Egitto e in Asia era impiegato come pianta medicinale per la digestione, come afrodisiaco, come antidoto ai morsi di serpente. Ippocrate lo raccomandava alle donne che allattavano e Plinio lo consigliava per migliorare la vista.

Gli antichi però conoscevano la forma selvatica del finocchio, che solo intorno al Cinquecento cominciò ad essere coltivato. Nel Medioevo era presente negli orti delle abbazie e adottato dal popolo come rimedio contro la stregoneria. Un uso curioso è quello che ne facevano osti e ristoratori, che lo abbinavano al vino mediocre o ai cibi di cattiva qualità: l’intensa fragranza, infatti, riesce a mascherare il cattivo odore di pietanze non più fresche e a nascondere alle papille gustative un eccesso di acidità nel vino. E da qui, pare, deriva il termine “infinocchiare”...

C'è finocchio e finocchio
Pianta erbacea originaria dei paesi mediterranei, il finocchio (Foeniculum vulgare) appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Tra le leggere foglioline, simili al fieno (da cui il nome botanico Foeniculum), in estate spuntano ariose ombrelle di fiorellini gialli. Tutta la pianta è commestibile, ma le parti più apprezzate sono la grossa guaina a grumolo bianco e i frutti (chiamati impropriamente semi), utilizzati come spezia per insaporire molti cibi.

Tuttavia, c’è finocchio e finocchio. La prima distinzione è tra quello dolce, di cui si mangiano le grosse guaine bianche e carnose, e quello amaro o selvatico, di cui si impiegano i germogli e le foglioline. Un’altra distinzione tramandata da secoli è tra finocchio “maschio” e “femmina”: panciuto e croccante il primo, ideale da gustare crudo in pinzimonio, affusolato e più fibroso e aromatico il secondo, perfetto per la cottura.

Ortaggio digestivo e… femminile
Il finocchio è uno degli ortaggi meno calorici in assoluto, essendo privo di lipidi. Contiene invece abbondante vitamina C e numerosi sali minerali quali potassio, magnesio e ferro. Il suo caratteristico aroma e le virtù rinfrescanti dipendono da un olio essenziale, l'anetolo, che trova impiego nella preparazione di liquori. Altamente raccomandato per migliorare la digestione e per disintossicare grazie al potere diuretico, regola anche le funzioni intestinali ed è utile in caso di tosse e raffreddore, svolgendo un’azione sedativa ed espettorante. E se avete la congiuntivite, un impacco con decotto di finocchio applicato sugli occhi lenisce il fastidio.

Il finocchio è, soprattutto, l'ortaggio delle donne: di quelle che allattano: è galattagogo, cioè in grado di aumentare la produzione di latte, aiuta la digestione della mamma e del neonato (soprattutto in caso di coliche) lasciando inalterato il sapore del latte materno. L'essenza di finocchio migliora il tono dell'umore, spesso altalenante nelle neomamme, e offre un'ottima maschera per la pelle stanca e tirata (una goccia di essenza con 1 cucchiaino di argilla verde, uno di miele, uno di yogurt e uno di aceto di mele). Ma nemmeno le altre donne dovrebbero privarsene: è infatti ricco di fitoestrogeni, che aiutano a ridurre i disturbi della menopausa e della sindrome premestruale.

Dai semi alle foglie
I frutti del finocchio, impropriamente chiamati semi, sono una delle parti più note della pianta: si utilizzano per speziare liquori e vino caldo, per aromatizzare ciambelle e biscotti, salumi, castagne, olive nere e fichi secchi. Per raccoglierli si fanno seccare le “ombrelle” raccolte in mazzetti e quindi si battono per far uscire i frutti che devono essere poi ripuliti dai gusci. Altamente digestivi, vengono spesso abbinati a carni grasse, poiché riescono a renderle più digeribili. Masticarli a fine pasto è un ottimo metodo contro l'alitosi. In alternativa, si può preparare un vero e proprio dentifricio rinfrescante, pestando i semi di finocchio e mescolandoli ad argilla verde. Le proprietà digestive vengono esaltate se si impiegano i semi per preparare un tè aromatico o un macerato con il vino bianco.

Oltre ai semi, anche fiori e foglie del finocchio trovano impiego: in cucina si utilizzano freschissimi, sminuzzati per insaporire minestre, pesce, insalate, salsine e formaggi; in cosmesi si tritano e si aggiungono a yogurt bianco per preparare un latte detergente depurativo e astringente per le pelli grasse.

 

Ecco la prima parte del nostro video tutorial sulla coltivazione dei finocchi:

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