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Gli attrezzi per la potatura
Inviato da Silviab il 11-02-2016 12:35
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I tagli, devono sempre essere lisci, quindi eseguiti con attrezzi ben affilati. Ma per avere un buon taglio, anche il tipo di attrezzo deve essere commisurato al tipo e al diametro del ramo da tagliare.

Per i rami fino a 1 cm di diametro (es. i rosai) è sufficiente il classico potatoio se sono semilegnosi, ma se la lignina abbonda bisogna utilizzare uno strumento superiore.

Tra 1 e 3-4 cm di diametro servono un troncarami, nei migliori modelli efficace anche con pochi muscoli, o un segaccio, che arriva a tagliare fino a 10 cm e oltre ma richiede una buona forza o tanta pazienza…

Dai 10 cm in su (potatura dei rami legnosi di alberi) l’attrezzo migliore è la motosega: valutate però se non sia il caso di rivolgersi a un’azienda specializzata, perché è probabile che il taglio vada eseguito in altezza. Questo significa che sarà necessaria la scala, che non può essere quella per uso domestico, bensì un modello apposito per giardino o frutteto, con le punte da infiggere nella terra o il doppio battente. E potrebbe non essere semplicissimo (oltre che risultare pericoloso) maneggiare un segaccio o addirittura una motosega appollaiati scomodamente a 3-4 m d’altezza dal suolo…

In alternativa, per rami fino a 4 cm, potete avvalervi di un troncarami telescopico (dotato in genere fino a 1,5 m di allungamento), e per tagli di 1 cm di uno svettatoio, una specie di potatoio con prolunga. Non è immediato imparare a manovrarli, ma consentono di potare rametti (per es. i rampicanti) fino a 3 m circa di altezza senza utilizzare la scala, e quindi riducendo la complessità dell’operazione e il rischio di farsi male.

Infine i rametti delle normali piante da siepe si recidono agevolmente con le cesoie da siepe, disponibili anche con prolunga di 80 cm circa, o con la meno faticosa tosasiepi a motore.

Nella scelta degli attrezzi manuali, valutate l’ergonomia (cioè la maneggevolezza nell’utilizzo, che riduce l’affaticamento di mani e braccia) e il peso (più leggero è, meno fatica si fa), poi la gradevolezza al tatto dell’impugnatura (che spesso evita la formazione delle vesciche) e la possibilità di cambiare le lame (un notevole risparmio nel tempo rispetto alla sostituzione dell’intero strumento).

Quanto alla tosasiepi, ne esistono modelli con motore a scoppio, con motore elettrico e a batteria. I primi sono i più potenti e tagliano proprio di tutto, ma richiedono una certa forza (pesano di più degli altri), vibrano, fanno rumore e inquinano con i gas di scarico della benzina. I secondi tagliano un po’ meno, sono leggeri, non vibrano né fanno rumore, e sono amici dell’ambiente; hanno però il cavo elettrico che ha una lunghezza precisa (occhio alla distanza della siepe dalla presa elettrica: le prolunghe sono sconsigliate), si può impigliare alle piante lungo il percorso e può anche venire inavvertitamente tagliato. I modelli a batteria sono ancora meno potenti e hanno tutti i pregi di quelli elettrici, ma non l’impiccio del cavo; in compenso la batteria ha una durata limitata e potreste rimanere in panne (tempo di ricarica: almeno 3 ore) a metà della siepe… In entrambi i casi controllate che sia presente il marchio di sicurezza CE e preferite modelli interamente made in Italy: costano un po’ di più rispetto ai “tarocchi”, ma durano molto di più nel tempo, sono più efficaci e comodi e sicuramente non sono pericolosi.

Trattate bene tutti i vostri strumenti: ripuliteli dopo l’uso con alcol, asciugateli con una pezzuola, attivate la sicura, riponeteli in un sacchetto di tela o plastica e conservateli in un posto sicuro, fuori da mani o zampe improprie.

SICUREZZA AL PRIMO POSTO

Bambini e animali sono proprio i primi che devono rimanere lontani dagli attrezzi da taglio, sia quando sono in riposo, sia soprattutto durante il loro uso. Ma anche chi opera deve stare ben attento: è vero che tutte le tosasiepi “occidentali” possiedono un meccanismo di sicurezza che interrompe il movimento delle lame al rilascio del tasto, ma è anche vero che cesoie e segacci non ce l’hanno e vanno quindi usati con molta attenzione. Mai lavorare in bilico su una scala, ma nemmeno protesi con il viso verso l’alto, né tirando il ramo con il braccio teso… Insomma, le acrobazie lasciatele agli incoscienti. Ma siccome l’imprevisto può colpire anche i più previdenti e assennati, se ci tenete alla pelle utilizzate sempre gli appositi guanti antitaglio e gli occhiali antinfortunistici, a cui si può aggiungere la tuta antitaglio, utile se dovete salire sulla scala. Meglio una precauzione in più…

 

(A cura di Elena Tibiletti - Pubblicato su Giardinaggio 1-2/2013)

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