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Incanto sulla riva del fiume: il parco giardino Sigurtà
Inviato da Silviab il 18-05-2017 08:40
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Ville e giardini sono spesso creati dopo un’attenta pianificazione, un progetto che inizia con un acquisto meditato e si corona con l’esecuzione vera e propria. Nel caso di questo vasto Parco Giardino, situato a Valeggio sul Mincio, in Veneto, la nascita si deve stranamente a… un calesse!

Siamo nel 1941: il Dott. Carlo Sigurtà deve recarsi frequentemente alla stazione ferroviaria di Desenzano sul Garda, ma la scarsità di benzina a causa del conflitto mondiale lo obbliga a trovare soluzioni alternative all’automobile. Decide quindi di recarsi a Valeggio sul Mincio allo scopo di acquistare un calesse, poiché la cittadina era nota per gli eccellenti artigiani dediti alla loro costruzione. Durante la sua permanenza, Carlo Sigurtà riceve un’offerta per l’acquisto di una tenuta agricola di vaste dimensioni, circa 60 ettari; la decisione è quasi immediata e l’affare si conclude in breve per la cifra di 800.000 lire. 

Dopo qualche anno di utilizzo privato da parte della famiglia Sigurtà, il Giardino apre le sue porte al pubblico nella primavera del 1978. Perché la singolare denominazione di Parco Giardino, si chiedono in molti? La definizione deriva dalla felice convivenza di uno storico Parco seicentesco con alberi d’alto fusto e il Giardino creato successivamente grazie all’introduzione di numerose piante ornamentali.

VASTI SPAZI E COLORI

La nostra passeggiata inizia percorrendo il lungo Viale delle iris, ombreggiato da pioppi cipressini e qualche betulla, viale detto anche delle Fontanelle per la presenza di sei piccole fontane in pietra scolpite; migliaia di iris ma anche crochi, narcisi e gigli disegnano lineari note di colore accompagnando i nostri passi. Il lungo viale che percorriamo si estende per circa un chilometro e scorre parallelo a un altro punteggiato invece di pini, con l’intermezzo di una superficie prativa.

Rimaniamo ancora in zona ammirando i quattro laghetti circondati da una ricca vegetazione e imbocchiamo il fresco e tranquillo Viale degli Ulivi, mentre sulla nostra destra s’alza l’omonima collinetta. Dalla parte opposta, si estende una vasta superficie a prato, il Grande Tappeto Erboso, dove si trovano i Laghetti Fioriti.

Proseguendo in salita giungiamo ormai nel punto più alto del Parco, il Poggio degli Imperatori, che custodisce una stele dedicata a Francesco Giuseppe I d’Austria e Napoleone III con un’incantevole vista sulla Valle del Mincio; proprio da qui, durante la seconda guerra d’Indipendenza questi osservarono il campo di battaglia nelle giornate degli scontri di Solferino e San Martino. In diversi punti del Giardino, ma soprattutto tra i laghetti dell’Eremo e il Viale dei Carpini, il visitatore noterà gruppi di bossi; le piante, tuttavia, non sono potate in modo tradizionale a formare disegni geometrici, ma qui diventano vere e proprie sculture dalle forme più bizzarre e surreali.

Nei pressi del Poggio si trova il Belvedere di Giulietta e Romeo dal quale si abbraccia un vasto panorama che si spinge dalle Alpi agli Appennini; in quest’area si scorge anche la statua bronzea raffigurante Carlo Sigurtà col suo inseparabile bastone di bosso. Dopo aver ammirato la Meridiana Orizzontale dedicata a Galileo Galilei, con i bei tracciati geometrici incisi elettronicamente sul quadrante, iniziamo la discesa seguendo il lungo viale e mantenendo il Grande Tappeto Erboso alla nostra sinistra.

Giunti a valle imbocchiamo infine il magnifico Viale delle Rose – l’immagine simbolo del Giardino –, mentre sullo sfondo s’intravede lo scorcio pittoresco dell’imponente Castello Scaligero (X-XIV secolo); quest’ultimo si trova in realtà oltre l’area del Giardino ma, per la prospettiva, appare come se ne fosse parte integrante. Pini marittimi, aceri e pini mughi fanno da contorno alle circa trentamila rose che compongono le bellissime siepi rettilinee lungo il camminamento di un chilometro, creando un insieme di grande impatto.

Poco oltre, giungiamo ai Giardini Acquatici, ampie peschiere con numerose varietà di ninfee in cui si riflette il suggestivo profilo del Castello medievale e, infine, alla collezione delle Piante officinali, quasi sulla punta sud-ovest del Giardino. Poco prima, sulla nostra sinistra, il Labirinto e la Grotta Votiva. Il Labirinto, attrazione recente inaugurata nel 2011, è formato da 1.500 piante di tasso (Taxus baccata) e si estende su una superficie di circa 2.500 metri quadrati. 

Sulla via del ritorno, arriviamo in un piccolo spiazzo, dove s’alza un magnifico esemplare di farnia (Quercus robur), qui nota come la Grande Quercia; si tratta dell’albero più antico del Giardino, con quattro secoli sulle spalle. Quest’albero dalla struttura particolarmente possente e armoniosa, ha un magnifico tronco la cui circonferenza tocca i sei metri, mentre la sua chioma espansa raggiunge i 120 metri.

LE GRANDI FIORITURE

Anche se ogni angolo del Giardino nasconde le più diverse specie vegetali, sono cinque le grandi fioriture che inondano di colori i prati e i lunghi viali: il grandioso spettacolo primaverile dei tulipani con 50.000 esemplari, le iris, soprattutto lungo il Viale delle Fontanelle, le magnifiche rose, le ninfee distribuite nei diciotto laghetti e, ultima in ordine di tempo, la fioritura degli astri settembrini (Aster tripolium).

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 5/2015)