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Le regole base della potatura
Inviato da Redazione GI il 16-02-2016 11:08
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Sfoltire alberi e arbusti è l’operazione tipica del cuore dell’inverno, ma non solo. Ecco i suggerimenti giusti per ottenere piante splendide in primavera.  

L’unica norma da rispettare tassativamente consiste nella scelta della giornata adatta: assolutamente asciutta già da qualche giorno, senza previsione di pioggia da lì ad almeno tre giorni, con temperatura mite (compresa tra 5 e 25 °C a seconda della stagione), possibilmente soleggiata, senza vento durante l’esecuzione dell’operazione e per un’altra giornata intera.

TAGLIARE IN MANIERA CORRETTA

Ancora prima di arrivare all’irrorazione del rame o al mastice, sempre per evitare di creare un terreno fertile per l’arrivo di agenti patogeni, il giardiniere accurato deve sapere come effettuare un taglio corretto. Qualunque strumento egli utilizzi, questo deve essere perfettamente affilato, in modo da eseguire un taglio pari, liscio, non a scalini né sfilacciato (situazioni che favoriscono l’aggancio della spora). Occhio anche alla forza fisica del giardiniere: un uomo nerboruto otterrà un taglio perfetto anche con un semplice segaccio, cosa che non riuscirà a una donna esile e non “palestrata”.

In secondo luogo, il taglio deve essere sempre obliquo rispetto al ramo, in modo che l’acqua piovana possa sgrondare senza fermarsi. Nel caso di taglio completo di rami non va mai lasciato il “becco” o moncone, cioè il pezzetto iniziale d’inserzione sul ramo o sul tronco: il taglio deve essere a filo con la parte portante, senza sporgenze dove potrebbe fermarsi l’acqua con le eventuali spore.

Infine è buona norma disinfettare le lame passando da una pianta all’altra, immergendole in un secchiello con acqua e candeggina (10%) o irrorandole con il comune alcol denaturato.

E se dovete tagliare una pianta che è già ammalata, evidentemente (con protuberanze cancerose, essudati appiccicaticci o liquidi, colori diversi) o presumibilmente (con rami che si seccano all’improvviso nel pieno della bella stagione), fatela per ultima. Al termine di tutte le operazioni (o della giornata di lavoro) eseguite nuovamente la disinfezione e lasciate asciugare bene l’attrezzo senza richiuderlo (ponetelo però in un punto sicuro, fuori portata). Sono tutte precauzioni che limitano il rischio di trasmissione di malattie tra le piante.

QUANTO TAGLIARE?

A proposito di tagli: ma quanto bisogna tagliare? Dipende dal perché si decide di tagliare. Ma una norma vale quasi sempre: al massimo si taglia fino a un terzo del ramo (quindi ne devono rimanere circa due terzi) in maniera uniforme su tutto il diametro della chioma quando la potatura ha la normale esigenza di riordinare la pianta.

Si può tagliare di più (al massimo fino a metà del ramo), sempre in modo uniforme, se l’esigenza è quella di contenere l’esemplare, tenendo presente però che, più si taglia, maggiore sarà il ricaccio, cioè l’emissione e l’allungamento rapido dei nuovi getti. Quindi, dopo aver effettuato potature drastiche, spesso in capo a un anno o due ci si ritrova con la stessa esuberanza di prima della potatura…

COME TAGLIARE?

Siete alle prime armi in fatto di potatura? Niente paura, ecco come agire passo per passo.

  • Procedete per gradi, tagliando pochi centimetri per volta, laddove vi sembra necessario.
  • Interrompetevi spesso, facendo qualche passo indietro per osservare la pianta nel suo insieme: una buona potatura deve lasciare anche un buon risultato estetico sull’esemplare, che deve apparire aggraziato e bello dopo l’intervento. Tagliare poco è sempre meglio che troppo: primo, per non squilibrare la pianta; secondo: per non impoverirla troppo di risorse; terzo: per evitare un ricaccio fin troppo abbondante; quarto: perché si fa sempre in tempo a tagliare un po’ di più.
  • Del taglio obliquo si è già detto: deve formare un angolo di 45° con la gemma, al di sopra della quale deve rimanere la porzione più alta di ramo, non superiore a 0,5 cm di lunghezza. C’è una sola eccezione: deve essere piatto (perpendicolare alla lunghezza del ramo) quando si taglia sopra gemme opposte. Non tagliate mai a filo della gemma, che altrimenti morirà.
  • In inverno, quando le piante sono a riposo e non subiscono un grande impoverimento, si pota più corto che in estate.
  • Si tagliano più corti i rametti deboli o stentati, per costringerli a germogliare più vigorosamente, oppure si eliminano del tutto se rimangono sufficienti rami forti, che vanno comunque lasciati più lunghi per evitare che l’anno dopo raddoppino.

 

 

(A cura di Elena Tibiletti - Pubblicato su Giardinaggio 1-2/2013)

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