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Fiori sul lago: le Isole Borromee
Inviato da Silviab il 18-09-2017 09:39
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Scopriamo le incantevoli Isole Borromee del Lago Maggiore, tra magnifiche collezioni verdi e sontuosi palazzi: Isola Madre e Isola Bella, veri e propri capolavori architettonici e del verde, proprietà dell’omonima potente famiglia, la cui storia inizia sul finire del XVI secolo; una storia complessa dove passione per l’arte e botanica s’intrecciano a politica, diplomazia, azioni militari e alleanze matrimoniali.

ISOLA MADRE

La più grande del Verbano (8 ettari di superficie) e probabilmente la prima a essere abitata, Isola Madre appare da lontano come un rigoglioso ciuffo verde circondato d’azzurro (immagine in alto); vecchi alberi e arbusti originari d’ogni parte del globo arrivano a toccare quasi l’acqua, mentre dalla parte opposta, sul punto più elevato a meridione, spiccano le chiare pareti del maestoso Palazzo.

Nulla di scenografico apparentemente, poiché quest’isola è un Parco botanico all’inglese la cui forma attuale si deve a interventi del primo Ottocento. Il clima, particolarmente mite e favorevole nonostante la vicinanza di alte vette innevate, ha consentito lo sviluppo di una flora eterogenea, con piante giunte dalle latitudini più diverse.

Le fioriture si succedono rigogliose in ogni periodo dell’anno - rododendri, azalee, camelie, buganvillee, ortensie - e si mescolano al verde severo di vetusti alberi. Uno degli esemplari arborei più imponenti è situato presso l’entrata del Palazzo, il famoso cipresso del Cashmir (Cupressus cashmeriana ‘Glauca’), il più grande d’Europa (in basso, prima immagine da sinistra), esemplare che arrivò nel 1862 dalla regione dell’Himalaya sotto forma di “freschissimi semi” inviati dal corrispondente dei Borromeo, William B. Pentland. La specie è caratterizzata da un portamento maestoso, rami discendenti e fogliame pendulo verde-azzurro. Abbattuto da una violenta tromba d’aria che, nel giugno del 2006, devastò l’intera area settentrionale dell’Isola, il maestoso esemplare fu riposizionato con una complessa operazione che coinvolse decine di giardinieri, ingegneri, operai specializzati, gru ed elicotteri. Oggi, dopo qualche anno di “convalescenza”, questo gigante verde (25 metri d’altezza e 70 tonnellate di peso) è dichiarato fuori pericolo e continua a incantare i visitatori, anche se il suo volume complessivo appare ridotto.

Particolarmente suggestivo è il cosiddetto Piano delle Camelie, con più di 100 varietà, per la maggior parte antiche, tra cui spiccano esemplari di dimensioni davvero importanti. Le camelie sono il fiore all’occhiello di Isola Madre, e sono qui coltivate dal lontano 1830 per l’interesse di Vitaliano IX Borromeo, valente naturalista. Tra le più diverse varietà e cultivar, meritano di essere ricordate Camelia japonica ‘Mitronesson vera’, C. japonica ‘Gloria delle Isole Borromee’ e C. japonica ‘Gloria del Verbano’.

Numerosi pavoni, sia comuni che bianchi, s’aggirano nella zona incantando i visitatori con le loro spettacolari “ruote” (in basso, seconda immagine da sinistra).

La collezione di magnolie collocata in vari punti del giardino annovera diverse specie interessanti tra cui Magnolia x wieseneri, dai profumatissimi fiori, M. macrophylla e M. acuminata; parte di questa tuttavia ha subito notevoli danni in seguito alla tromba d’aria del 2006.

ISOLA BELLA

Poco più di venti minuti di navigazione separano Isola Madre, dal secondo gioiello del lago, Isola Bella. Come un imponente vascello ancorato nelle acque del Verbano, l’Isola sfoggia un fantasmagorico giardino all’italiana di forma piramidale tronca, articolato in dieci terrazze digradanti e, sull’estremità opposta, un altrettanto sontuoso Palazzo.

Il giardino, di stile barocco all’italiana, fu costruito in un arco di tempo che va dal 1631 fino al 1671 ed è impreziosito non solo dalle collezioni verdi ma anche da numerose fontane e statue che rappresentano personificazioni di fiumi, stagioni e venti. Lo sguardo del visitatore s’imbatte in primis nello spettacolare Anfiteatro o Teatro Massimo (in basso, terza immagine da sinistra), riccamente decorato con nicchie, balaustre, statue e altissime colonne. La scenografica composizione culmina in alto con la possente statua del Liocorno cavalcato da un amorino che rappresenta Onore o, secondo altre  interpretazioni, Amore, simbolo araldico della famiglia Borromeo.

Non sono tuttavia solo le grandi “scenografie” a incantare il visitatore di Isola Bella: il bel Viale degli Aranci amari a bordo lago, le numerose siepi geometriche sempreverdi, i vialetti di rose dal profumo inebriante, e ancora l’elegante Serra Elisa costruita nel 1821 come giardino d’inverno, dalle pareti decorate con pietre di tufo e ciottoli di lago.

Da ogni angolo dell’Isola, ma soprattutto dalle terrazze, si può ammirare il paesaggio lacustre, i pittoreschi centri abitati del lungolago, l’Isola dei Pescatori e le vette montuose circostanti.

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 10/2014)

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