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Finocchio selvatico, e la pancia si sgonfia
Inviato da Silviab il 14-03-2017 09:42
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Il finocchio che si utilizza come spezia aromatica non ha nulla a che fare con quello che si consuma in cucina, una varietà diversa (var. azoricum), appositamente selezionata e coltivata per ottenere l’ingrossamento dei fusti. Si tratta invece del finocchio selvatico (Foeniculum vulgare), detto anche finocchietto, ingrediente base della gastronomia degli antichi Romani. Contiene olio essenziale a base di anetolo e fencone, il primo più aromatico, il secondo più amarognolo.

È benefico per l’apparato gastrointestinale, poiché stimola l’appetito, favorisce la digestione, combatte mal di stomaco, acidità e gastrite, elimina flatulenze e fermentazioni, calma gli spasmi intestinali ed è leggermente lassativo. Favorisce anche la produzione di latte stimolandone la secrezione mammaria. In una certa misura è anche depurativo ed espettorante. Grazie al potassio, è un ottimo diuretico. È infine ricco di vitamine A e C e di quelle del gruppo B.

LA SCHEDA BOTANICA

Pianta originaria delle regioni mediterranee, è un’erbacea perenne, intensamente odorosa, alta 50-200 cm, con fusto eretto color verde bluastro. Le foglie sono ampie, con segmenti filiformi di 1-5 cm, cerosi, di colore verde scuro, a simulare una piuma o una trina ricadente. Fiorisce da maggio ad agosto producendo ombrelle di 4-10 cm di diametro composte da numerose ombrellette di piccoli fiori gialli. I frutti sono acheni costoluti, oblunghi, ovali e appiattiti, di 5-10 mm di lunghezza, di colore verdastro o grigiastro.

LA COLTIVAZIONE

Pianta facilissima da mantenere, si può coltivare nell’orto, in giardino o in un capiente vaso sul balcone, con terra calcarea mista a sabbia, in posizione riparata ma ben illuminata dal sole per gran parte della giornata. Se non si desidera fare provvista di semi, è meglio togliere le ombrelle fiorali per stimolare la nascita di nuove foglie. Si semina in primavera, bagnando molto fino alla germinazione, mentre non richiede concime. È poco resistente al freddo del Nord Italia, dove si comporta da annuale.

COME SI RACCOGLIE

Originario delle regioni mediterranee, è spontaneo e molto comune nel Centro-Sud, negli ambienti aridi presso incolti, orti e discariche (attenzione quindi a dove lo raccogliete!). Con la coltivazione si è diffuso fino all’Europa centrale, dov’è annuale e non produce seme.

Se ne utilizzano le foglie e i semi; le prime sono pronte già dopo due mesi dalla germinazione e si staccano subito sopra la guaina, mentre i semi si raccolgono a settembre. Le ombrelle di frutti si recidono nelle ore più fresche e si pongono su un vassoio a seccare, per poi staccare i singoli semi da riporre in un barattolo di vetro: mantengono l’aroma per 4-6 mesi. Le foglie si appendono in mazzi e si essiccano all’ombra e all’aria: perdono però gran parte del loro profumo. In erboristeria, oltre ai semi da coltivazione biologica, è reperibile l’olio essenziale, indicato per le neomamme.

IN ERBORISTERIA

Si utilizzano i semi, ben essiccati. Non serve dolcificare, visto il sapore dolce e aromatico delle tisane.

Per favorire la digestione: ponete 5 g di semi in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, filtrate e bevete tiepido dopo i pasti.

Contro l'aerofagia: infondete per 15 minuti 5 g in una tazza d’acqua bollente assieme a un pezzetto di buccia di limone non trattato; filtrate e assumete la tazza dopo i pasti.

Per combattere l’abbassamento di voce: bollite 5 g in una tazza di latte per 10 minuti, filtrate e bevete caldo (ma non bollente).

Per scacciare una tosse stizzosa: infondete 15 g in un litro d’acqua bollente per 15 minuti, filtrate e consumate tre tazze al giorno lontano dai pasti.

Per incrementare la secrezione lattea: ponete in infusione 5 g in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, filtrate e consumate quattro tazze al giorno lontano dai pasti.

FRA REALTA', STORIA E LEGGENDA

• Dal finocchio selvatico coltivato in Italia si ricava l’essenza, mentre i semi che si impiegano in cucina provengono da piante coltivate nel bacino del Mediterraneo e in India.

• Nei ristoranti indiani, in sostituzione del bicchierino di amaro, dopo il pasto vengono offerti semi di finocchio selvatico dolce, da masticare lentamente per purificare l’alito e facilitare la digestione.

• In cucina le foglie sono l’ingrediente principale della pasta siciliana con le sarde. I semi insaporiscono, fra l’altro, salumi come la finocchiona toscana, le olive in salamoia, i pani neri del Nord Europa e il vin brulé.

 

(A cura di Elena Tibiletti, disegni di Luisa Bergolin - Pubblicato su Giardinaggio 3/2010)

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