Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
FAQ
People
Innesto agrumi
Inviato da Carlo il 20-02-2013 14:06
Buongiorno a tutti Voi, avrei bisogno di chiarimenti x l'innesto di agrumi. Ho letto in giro x la rete, informazioni utili,però mi manca la domanda diretta, io vorrei provare ad innestare il mandarancio su una pianta di mandarino e su pianta di arancio. Ho raccolto le marze spero giuste, la settimana scorsa,ho tolto le foglie, tagliato la punta e messe in terra all'ombra in modo che restino al fresco. Vorrei sapere da voi come scegliere le marze, anche se le ho già raccolte se ho sbagliato ho tempo x seguire i vostri consigli, come vanno mantenute,il periodo preciso x l'innesto,tenendo conto che abito in toscana prov. di Livorno e se la luna influisce sull'innesto. Preciso che nn ho mai fatto innesti, x questo vi chiedo di essere molto dettagliati. Grazie in anticipo. Carlo
Tibiletti

Risposta dell'esperto

Inviato da Elena Tibiletti

Portainnesto: per il mandarancio o clementine, il più indicato è l'arancio trifoliato (Poncyrus trifoliata), in seconda battuta l'arancio amaro (Citrus aurantium). E' sconsigliabile innestare su un arancio dolce, che a sua volta ha subìto l'innesto su arancio amaro o altro portainnesto: i risultati potrebbero essere scarsi e portare a morte tutte le piante. Marze: devono essere rami dell'anno precedente, da prelevare tra dicembre e marzo. Poiché l'innesto si esegue in marzo-aprile, le marze vanno conservate, defogliate, immerse quasi completamente in un vascone di sabbia mantenuta appena umida. Al momento dell'innesto, si utilizza la parte centrale della marza. Innesto: sugli agrumi è indicato quello a corona, da effettuarsi subito dopo che è avvenuta la ripresa primaverile (in Toscana potrebbe già essere ai primi di marzo, dipende dall'andamento della stagione). Si sega un ramo (o il tronco se il portainnesto è giovane). I nesti (due, tre o anche quattro in base al diametro del portainnesto), ridotti a monconi, vanno privati alla base di una sola “fetta”, lunga 4-5 cm e piuttosto spessa, che nella parte alta deve essere tagliata orizzontalmente ad angolo retto, in modo da formare un gradino. Poi si incide verticalmente (in due, tre, quattro punti a seconda del numero delle marze da inserire) la corteccia del portinnesto segato, la si scosta con un coltellino e si fa penetrare il moncone privato della corteccia dalla parte bassa, appoggiando il gradino sulla superficie segata. Si ripete due, tre o quattro volte (tante quanti sono i nesti lo stesso procedimento a formare così una sorta di “corona” sul portainnesto. Poi si lega con la rafia fino a coprire completamente i tagli in verticale nella corteccia. Infine si spalma il mastice.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA