PIANTAGIONE a dimora di alberi e arbusti

La piantagione di alberi e arbusti in piena terra, a partire dalla buca, passando per il tipo di pianta (radice nuda, zolla, vaso), fino alle cure successive

La buca di piantagione

Al momento dell’impianto, per un buon attecchimento, è necessario che il terreno sia il più possibile “in tempera” (né secco né fradicio) e che non vi siano ristagni di acqua al fondo della buca. Evitate di operare in giornate ventose.

Le buche devono essere ampie, proporzionate alle dimensioni della pianta (circa due-tre volte il volume delle radici) e poi riempite di buona terra agraria.

Se il terreno è troppo compatto, è opportuno mettere sul fondo dei cocci o della ghiaia; sempre sul fondo adagiate uno straterello di letame maturo ricoperto con terra fine per impedire il contatto diretto con le radici. Una buona pratica consiste nell’inserire verticalmente nella buca uno spezzone di tubo fessurato da drenaggio; servirà per annaffiare favorendo la penetrazione dell’acqua anche nella parte più bassa delle radici.

Il livello di piantagione è di fondamentale importanza: il colletto (punto di separazione tra il fusto e le radici) dovrà trovarsi a fior di terra dopo l’assestamento del terreno.

Se effettuate l’impianto in primavera-estate, lasciate intorno al tronco la “scodella” (invaso per l’acqua di irrigazione) e procedete a una abbondante annaffiatura riempendola due volte.  Se invece decidete di trapiantare in autunno accumulate un po’ di terra intorno al tronco, servirà per fare l’invaso nella primavera successiva.

All’impianto numerose essenze richiedono di essere potate più o meno drasticamente per compensare la riduzione dell’apparato radicale e per stimolare la formazione di nuovi germogli. Accorciate tutte le radici ed eliminate quelle secche o danneggiate; tagliate i rami secchi o rotti e potate leggermente i rami.

I tutori

Per favorire l’attecchimento è necessario che le piante rimangano ben ferme e che il vento non le faccia oscillare, rischiando di rompere le radichette.

Per le giovani piante è sufficiente un palo tutore che andrà sistemato nella buca insieme alla pianta: se questa è a radice nuda il palo verrà posto al centro della buca, mentre se è in zolla andrà messo obliquo e legato a 2/3 dell’altezza del fusto.

Per le piante grandi è necessario un ancoraggio con almeno tre tiranti disposti a 120° ed equidistanti tra loro.

Comunemente si usano pali di castagno o fili metallici ben tesi. Tra i paletti o i tiranti e il fusto si deve sempre interporre una striscia di materiale isolante per evitare che la corteccia venga incisa.

Tutti gli ancoraggi andranno mantenuti per 2-3 anni, finché la pianta non avrà sviluppato l’apparato radicale.

Piante a radice nuda

Danno buoni risultati se si piantano nel periodo di riposo vegetativo (autunno-inverno).

Prima del trapianto è consigliabile mettere le radici in un recipiente contenente acqua e terra (“inzaffardatura delle radici”) in modo che la pianta, oltre a idratarsi, mantenga protetto e fresco l’apparato radicale.

Successivamente si colloca la pianta al centro della buca con le radici ben distese e si copre con terra friabile e torba. Agli angoli della buca si potrà eventualmente disporre una forcata di letame ben maturo da ricoprire con un ultimo strato di terra; questa verrà compressa con i piedi per far aderire bene le radici e per evitare che rimangano vuoti d’aria.

Qualora, per qualsiasi motivo, le piante non potessero essere prontamente messe a dimora, conviene collocarle in “tagliola” (cioè entro un fosso alto 30-40 cm) coprendo bene le radici con terra sciolta o sabbia che si dovrà mantenere umida. Se il trapianto dovesse tardare ulteriormente si dovranno apportare le stesse cure come se le piante fossero a dimora.

Piante con la zolla

Possono rimanere per brevi periodi fuori terra purché vengano annaffiate frequentemente.

Dopo averle poste nella buca si procede a rincalzarle riempiendo più di metà della stessa con buona terra friabile che andrà ben compressa intorno alla zolla. Solo nella parte superiore si completerà il riempimento con terra mista a fertilizzanti organici decomposti e humus.

Dopo il trapianto annaffiate abbondantemente.

Piante in vaso o altri contenitori (fitocella, cassa)

Possono rimanere per lunghi periodi fuori terra purché adeguatamente assistite con innaffiature.

Per la messa a dimora, dopo aver asportato il contenitore, si pone il “pane di terra” in un recipiente colmo d’acqua affinché assorba un’adeguata umidità. Fatto ciò si procede come per le piante in zolla.

Se si seguono queste semplici istruzioni le piante patiranno meno il trauma del trapianto e le probabilità di attecchimento saranno notevolmente più alte.

 

(Turingarden, www.turingarden.it)

PIANTAGIONE a dimora di alberi e arbusti - Ultima modifica: 2019-08-30T07:25:14+02:00 da Elena Tibiletti